ANNO DELLA VITA CONSACRATA: Ordo virginum, il dono della verginità consacrata nella Chiesa locale

Pubblicato: 8 giugno 2015 in Uncategorized

Ordo virginum: il dono della verginità consacrata nella Chiesa locale

 Nella solennità della Santissima Trinità, la Chiesa di Roma ha accolto il dono che lo Spirito ha ispirato nel cuore di tre donne che vivono la grazia di sperimentare il mistero profondo e insondabile del dono della verginità dedicata a Cristo, con la celebrazione dello splendido Rito della consacrazione delle vergini.

Nel pomeriggio, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale della nostra Chiesa di Roma, Sua Ecc. Mons. Giuseppe Marciante ha accolto nelle proprie mani il proposito di castità perfetta alla sequela di Cristo di Iwona Maria Langa, Damiana Petrelli e Laura Sini, le ha consacrate a Dio, unendole in mistiche nozze a Cristo e dedicandole al servizio della Chiesa.

Una sovrabbondanza di grazia che rivela la vitalità sorprendente e vivificante del carisma della verginità consacrata in un tempo, qual è il nostro, che sembrerebbe sordo e indifferente ai suoi sobri e misurati richiami. Grazia che è all’opera in ogni parte del mondo: le consacrazioni verginali, infatti, si susseguono ovunque, dagli Stati Uniti alla Francia, che è la culla della riscoperta dell’Ordo; dalla Polonia, alla Repubblica Ceca, fino alla Giordania.

Attualmente, l’Ordine delle Vergini è presente in oltre 60 diocesi italiane, e numerose sono le Chiese locali che si stanno avvicinando a questa realtà; le donne che hanno ricevuto la consacrazione secondo il Rito liturgico sono più di 500 e molto numerose le donne che stanno compiendo un cammino di formazione specifico o sono interessate ad approfondire la conoscenza di questa forma di vita consacrata, anche nella nostra Chiesa di Roma. Sono donne che hanno compiuto un cammino di fede profondo, che sono cresciute all’interno delle comunità parrocchiale e del respiro ampio della Chiesa diocesana e universale, che hanno raggiunto una maturità umana, professionale ed una formazione teologico-spirituale e pastorale che permette loro di operare una scelta responsabile ed  impegnativa.

In questa forma di consacrazione della donna nella Chiesa – conosciuto e ri-conosciuto fin dal II secolo come autentico ed impegnativo cammino di santità, il cui primo cantore fu Ambrogio di Milano -, alcune donne che apparentemente non si distinguono in nulla dalle altre, scelgono di vivere nella propria vita il dono di Dio che è la verginità consacrata, testimoniando in questo modo l’amore unico ed indivisibile di Cristo per ciascun uomo e ciascuna donna.

Nella Chiesa di Roma sono oltre cinquanta le donne che hanno ricevuto questa particolare forma di consacrazione, e molte sono quelle che vivono a Roma per motivi di studio e di lavoro. Le tre ultime consacrate hanno compiuto un lungo cammino di formazione specifico, durato oltre quattro anni, partecipando agli incontri mensili proposti dal Vicariato, sotto la guida del vescovo mons. Marciante e P. Agostino Montan, direttore dell’ufficio della Vita consacrata.

Iwona Langa è nata in Polonia e nel 1996, poco più che ventenne si è trasferita in Italia. Il 16 maggio scorso ha testimoniato la propria gioia dinanzi a Papa Francesco, durante l’incontro dei consacrati e delle consacrate della Diocesi con il Santo Padre. Così ha narrato la sua storia di salvezza: «Il Signore è stato mio compagno di viaggio: per vie misteriose mi ha condotto dalla mia bella Polonia a Roma, insieme ad una mia amica. Sono stata vicina alla mia amica quando si trovava in difficoltà, per non lasciarla sola, incinta, senza casa né aiuto. E proprio stando vicino a lei ho cominciato a sentire che il Signore Gesù camminava accanto a me. Con la mia amica ho vissuto l’esperienza dei poveri. Quando la mia amica ha partorito l’ho accompagnata in una casa famiglia e in questa casa ho trovato anche la mia casa. Servendo ho ricevuto molto di più di ciò che ho donato. La carità di Cristo mi spinge a donare la mia vita ai fratelli e soprattutto ai poveri e ai bambini soli che hanno sempre circondato la mia vita».

Damiana Petrelli è cresciuta nell’oratorio dei Salesiani, ha curato a lungo i genitori e li ha assistiti durante la loro dolorosa malattia, svolgendo il suo lavoro di Funzionario dello Stato presso il Ministero delle Finanze. È impegnata nella catechesi parrocchiale, spende molto del suo tempo in una casa famiglia e nell’assistenza di famiglie di migranti.

Laura Sini ha maturato la sua vocazione nella parrocchia S. Maria Regina Pacis, dove ha coltivato il desiderio di donarsi al Signore lungo tutta la vita professionale e di volontariato.

Volti di donna. Giovani e meno giovani. Insegnanti, impiegate, medici, infermiere, pensionate, sempre impegnate in vario modo nell’ambito ecclesiale o sociale. Volti dai quali si intuisce la gioia di un incontro vero. Volti sorridenti di spose certe dell’amore di predilezione che l’Amato riserva a ciascuna di loro. Volti di donne che hanno scelto Cristo come unico Sposo della loro vita, continuando a sgranare la quotidianità dei giorni come tutti gli uomini e le donne con i quali condividono le gioie e le ansie dell’esistenza. Donne che si dedicano all’attività professionale e pastorale, che vivono da sole, in famiglia con i genitori, con una o più consorelle: insomma donne normali che vivono la propria vita ordinaria mantenendosi con il proprio lavoro, gestendo i propri impegni, amando, pregando e servendo la propria Chiesa.

Ogni consacrata, nella sua peculiarità di donna e di cristiana, accoglie in una sintesi personale il mistero della sponsalità della Chiesa e della sua verginità feconda, tendendo con tutta la propria esistenza a far risplendere la bellezza dell’unica Sposa di cui è immagine: la Chiesa. È la verginità cristiana il principio unificante a partire dal quale la donna vergine consacrata rilegge le concrete condizioni della propria vita e la concretizza nella sua storia con uno stile, quello verginale appunto, che è risposta al dono ricevuto. Un dono che ogni consacrata è chiamata a far fruttificare: il dono della verginità sponsale, feconda.  Un dono che trova in Maria, Vergine, Sposa e Madre, il modello da seguire e sul quale modellare la propria vita come il vertice e prototipo della verginità (Leandro da Siviglia). In Maria la consacrata trova uno specchio che riflette nel modo più limpido e fedele tutti i caratteri del proprio carisma, uno specchio che riflette l’immagine della bellezza pura che è chiamata ad incarnare nell’oggi del tempo e della storia.
Gabriella D’Anna
Coordinatrice dell’Ordo Virginum della Diocesi di Roma

Via Nomentana 569, 99141 ROMA
tel 06 8184175
cell. 3403409945

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