ANNO DELLA VITA CONSACRATA: Sr Alma Castagna FMA nuova Ispettrice della Provincia di Timor-Indonesia “St. Mary D. Mazzarello” TIN (Timor Leste – Indonesia)-

Pubblicato: 15 giugno 2015 in Uncategorized

Che i fiori spuntino sulla tua bocca

cons alma

da un’intervista presa da INFONLINE, Sito delle Figlie di Maria Ausiliatrice (http://www.cgfmanet.org/info/mostraNews.asp?sez=1&sotsez=4&Doc=5&Lingua=1)

Suor Alma Castagna, nata a Lecco, città appartenente alla diocesi di Milano (Italia), è una fma che dal 1992 vive a Timor Est, a Venilale, un villaggio sulle montagne (anche se è solo a 800 metri!) che conta 15.000 abitanti circa, sparsi sulle colline nei dintorni. È medico e lavora in un piccolo ambulatorio, chiamato clinica frequentato dai 30 ai 70 pazienti al giorno. È responsabile del Programma Nazionale per la TBC a livello zonale e coordina un gruppo di motivatori alla salute , che si occupa della formazione e dell’educazione in ambito sanitario della popolazione dei vari villaggi.
Risponde con semplicità alle nostre domande e ci parla con passione missionaria.
Qual è la tua grande passione?
Sr. Alma Castagna: Ciò che mi appassiona maggiormente è la Pastorale giovanile, la sfida di poter portare Cristo a questi giovani, farlo sentire presente e amico nella loro vita quotidiana, aiutarli a passare dalle credenze animistiche ad una fede che dia senso e gioia alla loro vita.
Hai una storia che vuoi raccontarci?
Sr. Alma Castagna: In un tempo in cui si è molto sensibili ai temi dell’economia solidale, mi piace ricordare un fatto avvenuto qualche anno fa. Riceviamo molto spesso materiale dall’estero, in particolare dall’Italia (la Provvidenza non ci lascia davvero mai “tranquille” e di questo siamo grate a chi si fa canale generoso), e spesso, per non abituare la gente a ricevere senza “fare” nulla in cambio, leghiamo la donazione di queste cose ad attività parrocchiali o dell’oratorio. Quell’anno avevamo preparato un piccolo mercatino, mettendo “in vendita” indumenti, giochi, cancelleria: ogni bambino e giovane poteva acquistare liberamente con i soldi finti “guadagnati” attraverso le presenze in oratorio. Venne un ragazzino e subito comprò una tuta per la sorellina piccola, poi cercò una gonna per la mamma e quindi si diresse nella “sezione pantaloni”. Una delle suore, volendolo aiutare, si avvicinò indicandogliene un paio che potevano andargli bene, ma il ragazzino scosse la testa e disse “Li voglio grandi, per il mio papà”. La suora guardò i soldi che gli rimanevano in mano e gli disse: “Ma poi non ti rimane più niente. Non vuoi qualcosa per te?”. “No, voglio che tutti in casa ricevano qualcosa!”. Credo che se riuscissimo ad educare ogni persona a questi sentimenti di attenzione e generosità, anche il futuro di questa terra, che sempre attende “aiuti” dall’esterno, potrebbe essere migliore.
Cosa sogni?
Sr. Alma Castagna: I sogni potrebbero essere tanti: prima di tutto il miglioramento delle condizioni di vita soprattutto dei bambini più piccoli (abbiamo ancora molta malnutrizione), vedere le giovani crescere come donne consapevoli del loro valore e delle loro capacità, trovare giovani convinti e appassionati della loro fede e della loro vocazione.
Quali secondo te i segni di speranza per i giovani?
Sr. Alma Castagna: Timor, dopo la liberazione dall’occupazione indonesiana, si è “aperta” al mondo moderno e ora corre il rischio che i giovani si lascino travolgere dalle “novità” che arrivano dai paesi più ricchi: tutto quello che viene dall’esterno è sinonimo di modernità, di sviluppo e spesso viene assunto acriticamente. Un segno di speranza potrebbe essere trovare dei giovani che sappiano accogliere le cose con spirito critico e sappiano valutare ciò che è buono per loro oppure no.
È anche bello vedere alcuni giovani che hanno assunto il carisma salesiano fino al punto di farsi loro stessi promotori responsabili di attività nei confronti dei bambini della strada, o di altri amici e compagni meno fortunati.
Come definiresti la terra in cui vivi?
Sr. Alma Castagna: È difficile dare una definizione, proprio perché siamo in un periodo di transizione, di autodefinizione e di autocomprensione culturale. È una popolazione che, come per gli Ebrei all’arrivo nella Terra Promessa, sta assaporando i frutti della libertà, quelli dolci del poter decidere e scegliere, e quelli più amari del doversi far carico in prima persona delle responsabilità del loro stesso sviluppo.
Un augurio?
Sr. Alma Castagna: Non è proprio un augurio, comunque… il tetum corrente usa come formule di cortesia, quelle portoghesi, ma c’è anche una frase antica che veniva usata per dire grazie: “ Che i fiori spuntino sulla tua bocca ”; mi piacerebbe augurare che ogni nostra parola e ogni nostra scelta faccia spuntare gioia nella vita degli altri.

Intervista presa da INFONLINE, Sito delle Figlie di Maria Ausiliatrice (http://www.cgfmanet.org/info/mostraNews.asp?sez=1&sotsez=4&Doc=5&Lingua=1)

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