ANNO DELLA VITA CONSACRATA: Una giovanissima consacra la sua vita a Dio

Pubblicato: 23 giugno 2015 in Uncategorized

cons silvia

Silvia Carcangiu racconta com’è nata la sua vocazione alla vita consacrata nel Regnum Christi e i primi passi della sua formazione.

Silvia Carcangiu, 23 anni, di Marostica (VI), lo scorso 8 settembre ha consacrato la propria vita nel terzo grado del Movimento Regnum Christi. Ha studiato ragioneria, e ha frequentato il primo anno di Scienze dell’educazione all’Università di Verona.

Attualmente vive a Madrid, svolge il suo apostolato in parrocchia ed è al suo secondo anno di formazione: Sacra Scrittura, Catechismo della Chiesa Cattolica, la vita consacrata e la vita spirituale sono tra le materie di studio che contribuiscono a una formazione integrale che tocca tutti gli ambiti della persona: spirituale, umana, intellettuale. Seguiranno gli studi filosofici e teologici.

Silvia, come hai conosciuto il Movimento Regnum Christi?

Due anni e mezzo fa (nel 2009) ho partecipato ad un pellegrinaggio a Medjugorje e ci accompagnava un Legionario di Cristo che vive a Padova, P. Alberto Zanetti. Sono tornata a casa chiedendomi quale fosse la mia vocazione e quale fosse la missione che Dio mi aveva affidato. Fino ad allora non mi ero mai fatta questo tipo di domande. Ero una ragazza come molte altre, con una vita “normale”: amici, università, un bravo ragazzo al mio fianco, il lavoro, una famiglia stupenda, i miei sogni, i miei progetti, i miei studi.

Esternamente tutto era perfetto, ma spesso la sera, prima di addormentarmi, quando mi ritrovavo sola con me stessa sentivo che mi mancava qualcosa, ero sempre insoddisfatta. Umanamente avevo tutto, ma non riuscivo a trovare un vero senso alla mia vita: chi sono? Dove vado? Proprio un anno prima di quel pellegrinaggio speciale avevo sperimentato l’amore di Cristo con la mia conversione: avevo iniziato a vivere con

Come hai individuato nella consacrazione al terzo grado, la “tua strada”?

la vera gioia di essere cristiana, incontrando Cristo nell’Eucaristia, nella confessione, nelle relazioni umane. Avevo scoperto davvero un “Dio amico” che non mi avrebbe più lasciata. Durante quel viaggio ho sentito che Dio mi chiedeva di più ed io volevo solo rispondere al Suo amore dicendo sì alla Sua volontà, perché quando si incrocia lo sguardo di Cristo non si può più tornare indietro.

Ho iniziato il mio discernimento vocazionale, aiutata da P. Alberto e dalle consacrate del Regnum Christi. Durante il primo anno sono rimasta a casa, lavorando e condividendo momenti di vita di comunità con le consacrate di Milano e di Roma. A giugno dell’anno scorso sono partita per Madrid e ho partecipato a un corso di discernimento vocazionale, che è durato tutta l’estate, e ho poi deciso di prolungare questo periodo per un anno intero. Il discernimento è stato per me un processo, un passo dopo l’altro, per capire che Dio mi stava chiedendo di seguirlo in modo più intimo e per capire che qui, nella famiglia del Regnum Christi, è dove Dio mi ha sempre voluto e dove mi sento a casa.

Come hai comunicato questa scelta alla tua famiglia?

Una delle cose più importanti del discernimento sono i tempi: c’è un tempo in cui Dio parla con chiarezza, quando l’anima è pronta, e c’è anche un tempo in cui i genitori sono pronti ad accettare la scelta dei figli e la volontà del Signore. Anche questo è avvenuto poco a poco, durante l’anno raccontavo loro come mi sentivo bene, restando sempre aperta alla volontà di Dio per capire davvero qual era la mia vocazione; loro sono stati i primi a notare la serenità e la pace che avevo nel cuore e che trasmettevo. Quando ho comunicato la mia scelta di vita mi hanno dimostrato la loro apertura, dicendomi che, se questa era la mia volontà, l’avrebbero rispettata, perché non c’è gioia più grande per un genitore di vedere i figli felici e realizzati, senza nascondere la sofferenza che sentono non avendomi più a casa con loro.

Silvia, grazie, un’ultima domanda: come si può raccontare la propria vocazione? Come si può spiegare un intervento di Dio così forte, un’indicazione così chiara nel mondo confuso, per certi versi, e ricco di stimoli in cui viviamo?

Quando mi chiedono “che cosa ho sentito” o “come l’ho capito”, rispondo sempre con una parola: pace. Dio fa capire la Sua volontà donandoci la pace nell’anima, ma per ascoltare la Sua voce abbiamo bisogno di fare silenzio in fondo al cuore e dire sì alla strada che Lui vuole farci percorrere, qualunque sia, con la certezza che Lui sa che cosa è meglio per noi. In questo ci può aiutare Maria: anche se non sapeva bene dove Dio la stesse portando ha detto sì, perché si fidava totalmente di Lui. Sono sicura che è proprio quando diciamo sì a Cristo e alla sua volontà che Lui può agire, ma ha bisogno della nostra collaborazione, perché senza il nostro sì non può compiere quella missione che ha affidato proprio a noi. È difficile spiegarlo a parole, è vero; è stato difficile anche per i primi apostoli, perché è un mistero d’amore; non abbiamo meriti o doni speciali, solo la libertà di rispondere all’iniziativa di Dio che sceglie e chiama alcuni, quelli che Lui vuole, a seguirlo in modo intimo e personale.

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