ANNO DELLA VITA CONSACRATA: COMUNITÀ CONSACRATI DEL GAM

Pubblicato: 17 luglio 2015 in Uncategorized

“FIGLI DELLA DONNA VESTITA DI SOLE”

Fb MONTAGGIO

Noi Consacrati del GAM «ringraziamo con gioia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo» (Col 1,3) per il dono della nostra vocazione e per il dono di appartenere alla “Comunità Consacrati del G.A.M.”, sorta per un disegno di amore del Padre affidato a Maria in seno al Movimento G.A.M. (Gioventù Ardente Mariana), di cui Don Carlo De Ambrogio ne è l’Iniziatore e il Primo Animatore. È per noi motivo continuo di gioia appartenere al Padre per mezzo di Gesù nello Spirito e attraverso il Cuore Immacolato di Maria.

Già dal 1977 Don Carlo De Ambrogio e Don Bruno Busulini furono accolti dal Card. Corrado Ursi Arcivescovo di Napoli come i primi Sacerdoti G.A.M.. A questo primo nucleo, nel 1979, anno della partenza per il cielo del nostro amato Fondatore, si sono aggiunti alcuni giovani G.A.M., accolti da Don Carlo stesso, iniziando il cammino formativo e vivendo insieme in Comunità-Cenacolo per giungere alla totale consacrazione a Cristo nella Chiesa secondo il carisma proprio del G.A.M. Questi giovani, sotto la guida forte e amorevole di Don Bruno Busulini, immediato successore di Don Carlo e suo instancabile collaboratore, furono i primi Sacerdoti Consacrati G.A.M. nati nel Movimento. La Comunità Consacrati del G.A.M. è stata eretta canonicamente dal Card. Corrado Ursi il 15 agosto 1984 e successivamente riconosciuta come Associazione Pubblica di Fedeli nell’Arcidiocesi di Benevento con il decreto n. 99/2001 del 13 Maggio 2001 di S. E. Mons. Serafino Sprovieri. La storia della Comunità affonda qui le sue radici fino a giungere alla sua fisionomia attuale, fedele al Carisma del Fondatore e attenta, come invitava Don Carlo, ai segni di Dio e dei tempi.

La nostra Comunità è composta da Laici Consacrati e Sacerdoti Consacrati che fin dal loro nascere e man mano in modo sempre più evidente hanno assunto lo stile e la specificità della Vita Religiosa, vivendo in comunità, con Costituzioni e Regola proprie, facendo la professione dei santi voti e assumendo un abito religioso. Don Carlo non ha potuto lasciare indicazioni più precise circa il nostro abito di Consacrati, come invece aveva fatto per le Consacrate. Egli vedeva già nella fede i futuri Consacrati che la Mamma si stava preparando. Lei li avrebbe formati come Gesù li voleva:
– totalmente dediti al Regno di Dio (cf At 6,4);
– con un amore ardentissimo per Gesù Eucaristia, una forte passione per il suo Vangelo;
– umilissimi, piccoli bimbi abbandonati in tutto alla Mamma;
– docilissimi al Papa e alla Chiesa;
– itineranti nell’evangelizzazione e pronti a perdere tutto per Gesù e per il Regno di Dio nelle anime.

L’attuale scelta di dare una maggiore e più specifica visibilità esteriore e una più chiara identità e strutturazione interna si colloca in linea con le nostre origini e ne è una fedele espressione. Nella sostanza non cambia nulla. Nello specifico, dopo un lungo e impegnativo studio dei documenti, degli scritti e delle indicazioni di Don Carlo e di Don Bruno, abbiamo colto come segno della volontà di Dio e della Mamma Celeste, alla vigilia dell’anno della Vita Consacrata provvidenzialmente indetto da Papa Francesco, l’esigenza di:

– attuare le disposizioni previste da Costituzioni e Regola circa la vita interna della Comunità e relativamente alle varie tappe di formazione che conducono alla professione religiosa dei voti;
– arricchire l’abito religioso, che resta nero nella fedeltà all’abito di Don Carlo, di uno scapolare, che è la lunga fascia che scende dalle spalle ai piedi, di colore più chiaro;
– recuperare, accanto alla denominazione abbreviata “Consacrati del G.A.M.” – che esprime la totale consacrazione al Padre e la completa dedizione a servizio del Movimento – il nome di “Figli della Donna vestita di Sole”, comparso già nei primissimi documenti, per esprimere il nostro impegno per il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e l’avvento del Regno di Dio, e la nostra totale appartenenza a Maria Immacolata ponendoci sotto la sua guida, protezione e proprietà.

Il nostro abito si arricchisce dello scapolare di colore più chiaro in onore di Maria. Il suo primo significato è quello di porsi sotto la protezione della Vergine Maria, Donna vestita di Sole, di cui ci professiamo figli fedeli con l’atto di totale e generosa Consacrazione a Lei.
Inoltre il colore grigio, che è il colore della lana grezza utilizzata per confezionare gli abiti religiosi nella maniera più semplice e povera fin dai primi secoli, manifesta alcune caratteristiche fondamentali del nostro carisma;
– è un richiamo all’umiltà della Mamma Celeste, che è per noi Guida, Modello e Maestra di virtù. Già Don Carlo spiegava come « il più piccolo nel Regno dei Cieli è colui che si sente polvere, ma che ha un amore travolgente, un amore immenso. È una polvere innamorata di Dio». Umili come la polvere, come Maria.
– simboleggia l’offerta di tutta la persona e la piena disponibilità alla volontà di Dio da parte del Consacrato G.A.M. che vuole lasciarsi consumare dal fuoco dell’amore, “incenerire dallo Spirito Santo”, come Maria che fu «piena di grazia» e «adombrata dalla potenza dell’Altissimo».
– rimanda al Mistero Pasquale di Cristo che con la sua morte e resurrezione ha ricapitolato tutto in sé e ha realizzato la pace fra cielo e terra. Questo mistero si celebra in modo particolare a partire dalla Domenica delle Palme, giorno in cui vengono benedetti i ramoscelli d’ulivo, simbolo di pace presente anche nell’immagine caratteristica della “Madonna del G.A.M.”. E alla pace si accosta il simbolo penitenziale della cenere, ricavata dai ramoscelli benedetti all’inizio della Settimana Santa. Il colore grigio simboleggia l’impegno del Consacrato G.A.M. a diventare cenere partecipando alla Passione di Cristo, morendo a se stesso e al peccato per collaborare pienamente con il piano d’amore del Padre, che vuole la salvezza di ogni uomo e la pace come dono messianico per il mondo intero. In questo impegno sentiamo particolarmente vicina la presenza di Maria, presente sotto la croce del Figlio Gesù.

La nostra società così secolarizzata, nella quale i segni del soprannaturale si sono tanto rarefatti, ha più che mai bisogno di “vedere” gli uomini del sacro, come scriveva il Beato Paolo VI ai religiosi: «Questo mondo, oggi più che mai, ha bisogno di vedere in voi uomini e donne, che hanno creduto alla parola del Signore, alla sua risurrezione ed alla vita eterna, fino al punto di impegnare la loro vita terrena per testimoniare la realtà di questo amore, che si offre a tutti gli uomini».

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