Archivio per agosto, 2015

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 31 agosto 2015 in Uncategorized

31 agosto 2015-Lunedì-22.a tempo ordinario – II
Liturgia: 1Ts 4,13-18; Sal 95; Lc 4,16-30

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+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

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Buongiorno sono il sole… Novità novità…da oggi sarà l’Evangelista Luca ad accompagnarci nel nostro viaggio nella Bellezza. Siamo al Capitolo IV, Gesù è come se fosse un prete alla sua prima messa, è stato ordinato sacerdote, prete novello che torna al suo paesello entra nella sua parrocchia e inizia tutto il rito solenne della lettura del libro dei profeti, gli passano un rotolo, lui lo apre ed è il profeta Isaia, il profeta degli umili, il profeta dei poveri… inizia a leggere proprio da lì: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore»… e poi ecco l’occasione, la sua prima omelia ma forse l’inizio non è dei migliori: OGGI SI E’ COMPIUTA QUESTA SCRITTURA CHE VOI AVETE ASCOLTATO… cioè oggi avete qui presente colui che farà tutto questo, che è stato unto per questo, per dire a chi non ha niente e si aspetta tutto che è arrivata la buona notizia, il lieto annuncio come è successo per mia mamma Maria, come è successo per i pastori quando mi hanno visto con i loro occhi che piangevo nella mangiatoia a Betlemme… unto per liberare tutti i cuori ingessati e a far sentire a tutti come è bello essere legati solo dall’abbraccio di mio Padre che è nei cieli, a portare la luce negli occhi di chi non vede, unto per dire agli oppressi di alzarsi, di guardare in alto e sentire tutto il calore di un amore che salva, per dire che dà oggi è Giubileo, che stare con il Signore è vivere in una logica di festa, di riconciliazione, di perdono, di comunione… oggi si compie tutto questo!
Ma come i bambini fanno oh davanti a lui pura meraviglia e sussurri: ma scusate ma quello non è Gesù? Il suo babbo non lavora in bottega, sì Giuseppe quel povero disgraziato di un falegname, Gesù… e il prete novello per conquistarseli tutti cita altre due storielline del passato così per ribadire il concetto che un profeta è accolto bene da tutti ma in casa sua mai! E allora sì che l’oh diventa oooooooh! Ma sei matto, ma ti ha dato di volta il cervello? Hai capito chi sei? Sei il figlio di Giuseppe e di Maria… e la meraviglia si fece sdegno e voglia di ucciderlo, di farlo fuori…ma lui tranquillo passa in mezzo a loro e sceglie di mettersi in cammino verso Gerusalemme, passa nella loro vita, ci entra in mezzo, per questo è venuto, perché questo è l’OGGI di Dio, il KAIROS, il tempo della salvezza, OGGI è venuto per i poveri e gli umili, per chi non ha niente e accoglie tutto, OGGI è venuto per chi è paralizzato nei suoi ottusi punti di vista per liberarlo, OGGI è venuto per chi non vede se non a un millimetro dei suoi occhi e dargli occhi nuovi che vedono orizzonti ampi e pieni di luce, OGGI è venuto per gli oppressi da leggi e precetti e non riescono a capire che c’è un comandamento più grande che si chiama AMORE e che libera, OGGI è venuto per dire che è GIUBILEO che è pura grazia per sempre, OGGI è venuto per dire che si è adempiuta la SALVEZZA, OGGI è venuto per loro e loro non c’erano…
Ciao belli!

un pensiero grato di Fra Riccardo Corti ofm capp.

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29 agosto 2015…

Pace e bene, eccoci di ritorno dal Cameroun… Cosa dire? Beh, credo che non ci sia molto da dire ma soprattutto c’è da cambiare sguardo… si, questo piccolo bimbo, e tutti i piccoli che ho incontrato in questo mese, mi hanno insegnato che la realtà va osservata da un altro punto di vista, da una prospettiva più semplice, che non è superficiale ma che va a guardare l’essenziale delle cose, senza perdersi in tanti labirinti che alla fine non fanno altro che appesantire la VITA… e in tutto ciò che VIVI, accorgerti che l’amore di Dio Padre passa attraverso le cose più piccole e semplici… GRAZIE piccoli maestri di VITA… Ora posso guardare la realtà nella quale VIVO con uno sguardo diverso… Fra Riccardo Corti ofm capp.

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 30 agosto 2015 in Uncategorized

30 agosto 2015-Domenica-22.a tempo ordinario – II
Liturgia: Dt 4,1-2.6-8; Sal 14; Gc 1,17-18.21b.22.27; Mc 7,1-8.14-15.21-23

MANTELLO

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]:«Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

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Buongiorno sono il sole… il nostro amico teologo Giovanni ci ha lasciato dopo il suo brillante corso di Esercizi Spirituali di quest’estate con il racconto sulla catechesi del pane di Gesù. Oggi torniamo da Marco che avevamo lasciato a guarire i malati dappertutto, dovunque andava gli portavano barellati e indemoniati da curare, dava spazio e tempo a tutti, affamati di pane e assetati di senso, ma soprattutto dava il cuore e non lo faceva da solo, i discepoli crescevano alla sua scuola: dove c’è miseria rispondiamo con misericordia e…taaac! Oggi che succede? Arrivano loro, la migliore squadra di sfondamento mai vista, gli antipaticini che vivono di pane e ipocrisia, arrivano loro molto arrabbiati e vomitano addosso a Gesù tutte le colpe dei suoi amati discepoli che non si lavano i gomiti, non fanno le abluzioni, non lavano i bicchieri… Gesù è in silenzio per un attimo… c’è un mondo che soffre e a questi che importa? Se non ti lavi le mani prima di mangiare che succede? Poi parla: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Toh! Beccati questa che è Parola di Dio.
Cari amici belli…i farisei sono come l’èlite di certe parrocchie dove si rispetta l’art. 1 del comma II paragrafo 3 del diritto canonico, dove si danno belle risposte esaustive e perfette ma fredde… Gesù ci mostra i cartelli stradali per andare dritto al cuore: caro uomo tu sei il sogno di Dio, io ho bisogno di te del tuo essere bisognoso, della tua tenerezza e delle tue mani sporche che sanno accarezzare, ciò che ti contamina davvero non è quello che è fuori di te perché qualcuno qui sta confondendo un po’ di cose, la sessualità con la perdizione, il denaro con l’essere ingordi e la bellezza con il narcisismo, ciò che contamina non sono quelle cose ma l’USO che ne fai, il tuo cuore, caro uomo, è devastato dal Sig.Male che rovina sempre tutto, cose, cuore e sogno di Dio. Alle risposte fredde dei perfettini noi oggi rispondiamo con un cuore caldo di amore, il cuore caldo dei cercatori di Dio che puntano diritti alla meta senza perdersi a guardare il cartello se è bello…e se ci perdiamo per strada leggiamo cosa ci dice il Signore nella prima lettura: “quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?”.
Ciao belli e buona domenica… abbiamo dei fratellini e sorelline da custodire perché non si perdano, ricordiamoci di loro nella nostra preghiera perché non si confondanp per via ma non giudicando il loro percorso…

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 29 agosto 2015 in Uncategorized

29 agosto 2015-Sabato-Martirio di s. Giovanni Battista (m)-21.a tempo ordinario – P
Liturgia: Ger 1,17-19; Sal 70; Mc 6,17-29

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+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

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Buongiorno sono il sole e vi presento il Sig. Giovanni Battista, detto l’Amico dello Sposo, o il Testimone, ve lo presento perché il compito di oggi è sicuramente quello di diventare un pochino come lui, un pochino sì perché con la sua TESTIMONIANZA basterebbe davvero poco di lui per diventare grandi nel regno dei cieli.
Sin da quando era nella pancia della sua mamma ha riconosciuto che nella pancia della zia Maria c’era qualcuno che in confronto a Lui era un Grande, colui che avrebbe fatto della sua vita un Vangelo, una bella notizia e si è messo a danzare di gioia per il suo cugino Gesù; da quel momento, dal momento in cui la sua testolina è venuta fuori non ha smesso di annunciarlo a tutti, l’ha indicato ai suoi discepoli come l’Agnello di Dio e non solo ha fatto in modo che andassero con Lui ma li ha obbligati a seguirlo se volevano diventare Testimoni della Bellezza che salva, figli amati e scopritori di senso, ricercatori del bello, del buono e del vero. Tutta la sua vita è stato un cedere il passo al cugino felice di farlo e non ha mai avuto un attimo di incertezza nel ricercare la VERITA’ nella sua vita e aiutare gli altri a fare lo stesso…come è successo ad Erode che lo temeva, dice il vangelo di oggi, perché sapeva che era un uomo giusto e santo e vigilava su di lui…ha vigilato così bene che la sua amante sapete bene cosa è riuscita a fare… la VERITA’ scatena l’odio, amici belli, e da lì in poi è sempre andata così, i martiri muoiono per amore della verità, muoiono prima di tutto a sé stessi quando fanno spazio alla verità che fa male e distrugge l’io e muoiono per amore della verità davanti al mondo.
Tutto in Giovanni Battista, l’Amico dello Sposo, il Testimone, rimanda e prepara al Cristo, noi non dobbiamo fare diversamente da lui: vivere coerentemente il nostro battesimo, desiderare di fare verità dentro di noi, annunciare con la nostra vita bella che c’è qualcuno al mondo meglio di noi per salvarlo e morire a noi stessi, facendoci martiri quando servirà a partire dai piccoli martiri di ogni giorno, come quelle punture di spillo di cui parla santa Teresina.
Sia la prima lettura di oggi a darci la forza di farlo: Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti
Ciao belli e buona festa alla Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza nel giorno del suo patrono

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L’Eremo di Lecceto è sommerso dal verde del bosco e sorge a circa 10 chilometri dalla città di Siena. Nell’iscrizione che sovrasta il portone di ingresso, esso è descritto come “antico covo” o “attrattiva di santità” e così permane anche per quanti lo raggiungono e vengono sorpresi dalla maestà semplice che caratterizza il complesso.

L’iscrizione dice esattamente “Ilicetum vetus, sanctitatisillicium” e così di generazione in generazione, fino ad oggi questa attrattiva continua ancora a lasciare la sua scia e a conquistare tanti.

La vita di preghiera e di santità dei Beati Fratelli di Lecceto: un’esperienza raccolta e custodita dalla comunità monastica agostiniana femminile.

La peculiarità dell’esperienza vissuta a Lecceto non è data semplicemente dal fatto che questo Eremo si trova in una località boscosa distante dalla città, ma piuttosto dalla particolare storia che il Signore ha operato in questo luogo e di cui noi siamo solo umili testimoni.Cioè, come proprio a Lecceto sia accaduta una convergenza tra l’iniziale esperienza dei padri agostiniani – che qui sono vissuti fino agli inizi del 1800, e che hanno diffuso in tutto il territorio senese la loro fama di santità, tanto da essere chiamati Beati: Beati Fratelli di Lecceto – e la vita monastica delle nostre sorelle e madri agostiniane di Siena, che sono venute a vivere a Lecceto proprio quando ormai si trovavano in una condizione di estrema povertà, raccogliendo l’eredità degli amati padri e consentendo una continuità alla originaria esperienza vissuta qui a Lecceto.

Una storia, questa, tutta fatta dal Signore.  E questo è il miracolo!

Anche noi, raccolte in questo Eremo dall’attrattiva di Gesù Salvatore come i nostri antichi padri, vogliamo tener desta e viva la presenza di Lui e proprio in questa “selva leccetana, antico covo di santità”, esserne tramite per contagiare con essa chiunque approda quassù.

Sì, veniamo da strade diverse e ci tiene insieme il forte senso di una meta comune, quella che tiene insieme le sorti dell’Umanità e ci fa una sola grande famiglia nel segno della paternità del Padre, della figliolanza nel Figlio e della comunione del loro Spirito di Amore.

Educate da Agostino a coniugare Eucarestia e servizio della Carità, Lode e umiltà, la sequela agostiniana tiene il passo della storia e impone alla nostra vita monastica un compito apostolico ben preciso: l’evangelizzazione del cuore attraverso il ritorno all’interiorità, all’uomo interiore.

Ciò avviene in maniera concreta pur nella semplicità di forme.

Accolte da Dio, accogliamo l’uomo con le sue necessità e povertà, primo nella nostra preghiera, per divenire attraverso di essa prossimo alle sue situazioni e compagno nelle fatiche del giorno.

Poi teniamo aperta la nostra piccola foresteria all’accoglienza.

Mettiamo cioè a disposizione di chi bussa alla porta del Monastero ambienti e spazi per la preghiera personale e liturgica, per momenti di riposo e condivisione, silenzio e di solitudine.

Chiunque raggiunge l’Eremo può partecipare alla Liturgia della Comunità, seguirne con agio il ritmo di preghiera. E’ questo il nostro modo primario di condivisione del Mistero di Cristo e di evangelizzazione.Per chi lo vuole, sia gruppi che singoli, la Comunità è aperta alla condivisione dei beni propri della dimensione contemplativa della nostra vita con incontri di preghiera, di lectio sulla Parola di Dio, di riflessione sui valori fondanti la vita umana e cristiana.

Col nostro stile semplice che vuole essere in sintonia con il Vangelo, offriamo ospitalità nelle nostre foresterie a coloro che vengono a cercare pace, silenzio, esperienza di vita. Ad esso si accompagna il “ministero della parola”: dialogo interpersonale, meditazione partecipata, scambio di esperienze.


CHE COSA CERCA CHI VIENE QUI

Chi ci raggiunge viene sorpreso e attratto dal fascino di Dio che il luogo ispira e dal desiderio che zampilla dentro di pregare e riflettere con la Comunità monastica. Molti di quelli che vengono anche furtivamente per la prima volta vengono colpiti, quasi

“feriti” dalla bellezza maestosa del silenzio che li avvolge e che sfugge alla parola, ma che li spinge a tornare e, di appuntamento in appuntamento, ne diventano frequentatori assidui.

Quindi direi che il pellegrino, colto di sorpresa da quanto accade dentro di sé, cerca presso le monache luce di comprensione e noi li conduciamo alla preghiera, all’ascolto di se stessi, di Dio che parla appunto nel gran silenzio del cuore, come dice Agostino.

La Liturgia stessa diventa la prima educatrice di ognuno, la prima tappa del cammino.

A chiunque bussa alla porta del Monastero per giorni di preghiera e riflessione, ci affianchiamo con la Parola alla mano per dare punti di riferimento sicuri e duraturi; li conduciamo alla sorgente del Mistero attraverso la preghiera liturgica, spazi di solitudine e di condivisione; li aiutiamo a comprendere il silenzio, a superarne le difficoltà e diventarne frequentatori assidui attraverso l’ascolto e la contemplazione.

Non è facile tacere e far tacere la fantasia, purificare la memoria, ma con l’aiuto del silenzio che in questo luogo impera, la persona è ri-condotta dentro il suo cuore e, con sorpresa, scopre di essere abitata da quella presenza che sente aleggiare nella bellezza della natura e nel richiamo del creato. Abbiamo spesso constatato come anche lo scenario che ci circonda è mezzo evangelizzante e la presenza della Comunità monastica sta come a puntare a quell’Origine che è al principio e ci attende e ci accompagna.

La rivelazione, la scoperta di Gesù Salvatore è facile, è mediata dalla grazia stessa che in tutto sembra ancora passeggiare con l’uomo. Essa ci attende e ci introduce al passo successivo dove la sana potatura è inevitabile, anzi indispensabile perché fiorisca la vita nuova e prenda totalmente e trasformi la persona.

CONTATTI

Strada Lecceto 4,

53100 Siena (SI), (ITALIA)

Tel.    ++39 0577 349393

Fax.   ++39 0577 349372

E-MAIL:

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Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 28 agosto 2015 in Uncategorized

28 agosto 2015-Venerdì-S. Agostino (m)-21.a tempo ordinario – I
Liturgia: 1Ts 4,1-8; Sal 96; Mt 25,1-13

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+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”.

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Buongiorno sono il sole…. Il discorso della VIGILANZA continua in questa fiction in due serate che ci è stata preparata per farci venire la voglia di aspettare che anche nella nostra vita avvenga questa festa di nozze bellissima. Oggi a farci compagnia abbiamo anche Sant’Agostino, un bel personaggio, un libertino allo stato brado, che amava le belle donne e la vita sregolata e dispendiosa, per un po’ fa così, poi le lacrime della mamma e l’incontro decisivo con il Signore lo hanno portato a una esclamazione grandiosa:

Tardi ti ho amato,
bellezza così antica e così nuova,
tardi ti ho amato.
Tu eri dentro di me, e io fuori
E là ti cercavo….

quel tardi che se da un lato di fa pensare che ha perso le cose più belle di una vita spirituale dall’altro ci dà speranza perché è come la parabola di oggi, ci è data la possibilità di partecipare alla festa di nozze più bella della storia e di incontrare lo Sposo vero, il più Bello tra i figli dell’uomo.

Ci sono 10 donne che attendono lo Sposo, ma solo 5 alla fine potranno danzare per lui perché avranno il dono di andargli incontro, chi saranno? Non è un quiz amici belli, è la nostra vita dove non ci viene chiesto di non stancarci mai, dove non ci viene chiesto di non riposare, ma ci viene chiesto di essere PREVIDENTI, ci viene chiesto di non perderci il grande incontro e la possibilità di entrare nel Regno di Dio, di non perderci l’incontro con lo Sposo Bello che ha i suoi tempi, è il Dio delle danze lente, dei passi corti, quello che sta al passo con i più deboli perché non vuole lasciare indietro nessuno, quello che va per la strada controllando che tutti abbiano il biglietto della possibilità di salvarsi, è il Dio che cammina piano perché insegna a gustare le cose che dona, è il Dio che non sa fare altro che insegnarci a riempire i nostri piccoli cuori con tanto amore perché, come Agostino, possiamo dire: “Temi Dio che passa una volta e non fa più ritorno!”. TEMO DIO CHE PASSA… perché certe occasioni non ritornano, ne verranno altre ma quelle che ci siamo perse non si ripetono più… TEMO DIO CHE PASSA come un aereo che se non vede la pista illuminata tira dritto e ne cerca un’altra… piccoli cuori con tanto amore per superare le grandi prove, per accogliere l’imprevisto, per arrivare ad essere PRONTI ad entrare alla festa di nozze dello Sposo con la sua umanità sposa. Nella prima lettura S.Paolo dice che DIO STESSO CI DONA IL SUO SPIRITO! Sono 10 le donne che attendono lo sposo, tutta l’umanità è invitata a nozze, possiamo condividere insieme l’attesa amici belli, sì, ma il desiderio vero è personale… come attendiamo?

Ciao belli!

«Ti rendo lode Padre di aver rivelato queste cose ai piccoli…» 

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Un nuovo ramo nascente dal tronco dell’Ordine dei Predicatori│

Fondata in Francia il 6 febbraio 1983 da Mons. Jean Chabbert,
arcivescovo-vescovo di Perpignan, la Comunità dell’Agnello è «un nuovo ramo nascente dal tronco dell’Ordine dei Predicatori»; il 16 luglio 1983 è stata riconosciuta come «appartenente alla Famiglia di san Domenico» da Padre Vincent de Couesnongle, all’epoca Maestro dell’Ordine dei Predicatori.
Oggi la Comunità riunisce più di centocinquanta piccole sorelle e una trentina dipiccoli fratelli, provenienti da diversi paesi. I piccoli fratelli e le piccole sorelle hanno un proposito di vita comune e quando possono si riuniscono per la preghiera liturgica, pur mantenendo separata la vita domestica.
Dal 1996 il Cardinale Christoph Schönborn o.p., arcivescovo di Vienna (Austria), è il vescovo responsabile della Comunità.

Piccole sorelle dell’Agnello

Vita fraterna│Consacrate nel cuore della Chiesa per vivere il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo, le piccole sorelle dell’Agnello sono riunite nell’unanimità fraterna «per avere una sola anima e un sol cuore proteso verso Dio»¹.

Vita contemplativa│ «Anzitutto si ami Dio!»¹«Sedute ai piedi del Signore»²custodiamo la Parola di Dio nei nostri cuori con la Vergine Maria.
Quest’Acqua viva della Parola di Dio l’attingiamo dal Cuore trafitto di Gesù in Croce, nell’Eucaristia quotidiana, nell’Adorazione eucaristica e nelle grandi liturgie dell’ufficio divino di giorno e di notte, in questa vita contemplativa che ci rivela il mistero dell’Agnello.

Mistero dell’Agnello│«Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo»³, tutto il male del mondo. L’AGNELLO è GESÙ povero e crocifisso; nella sua divina tenerezza si offre a noi, mendicando il nostro amore. Divina tenerezza di Gesù unito al Padre, che vince la morte, potenza di Risurrezione, invincibile tenerezza, che lo risuscita dai morti.

Con la sua Croce e la sua Risurrezione, Gesù, l’Agnello di Dio, trionfa oggi, nella nostra storia, sull’odio mortale che gli uomini continuano ad avere verso Dio e i loro“fratelli” in umanità.

«Nella sua carne… in se stesso, Gesù ha ucciso l’odio»⁴, ci dà la sua Pace, la Pace di Cristo Risorto, che fa irrompere nel mondo l’acqua viva dello Spirito e la tenerezza del Padre.

Vita di Missione│Testimoni del mistero dell’Agnello, le piccole sorelle dell’Agnello, pellegrine, oranti, povere e mendicanti, sulle orme di san Domenico e san Francesco, vanno verso i più poveri di questo mondo, perché tutti, poveri e ricchi, ricevano la Luce del Vangelo: Gesù, l’Agnello di Dio, tenerezza del Padre per gli uomini.

In cammino sulle orme dell’Agnello, inviate dalla Chiesa «come agnelli»⁵
nel cuore del mondo, «ferite, non smetteremo mai di amare» (Motto della Comunità).

«Venite e vedrete»

Nei nostri piccoli monasteri, a Saint-Pierre o nelle nostre fraternità, vi invitiamo:

Durante l’anno, venite ad attingere alle fonti vive della salvezza per cercare e trovare sempre Gesù, l’Agnello di Dio, nostro Maestro e Signore. Mettetevi alla sua scuola custodendo la Parola, e specialmente il Vangelo,
«per imparare a conoscere il cuore di Dio nelle Parole di Dio»¹;
celebrando e vivendo la bellezza della Liturgia;
assaporando la semplicità e la comunione della vita fraterna;
annunciando gioiosamente la Buona Notizia ai poveri.

Settimana Santa, centro dell’anno liturgico che illumina il Mistero dell’Amore di Dio per tutti gli uomini.
Seguiamo Gesù, passo dopo passo, al ritmo degli uffici liturgici:
dall’Unzione a Betania alla Domenica delle Palme,
dalla Lavanda dei piedi alla Notte del Getsèmani,
dalla Sepoltura fino al mattino della Resurrezione.

Campi-lavoro, venite ad aiutarci a costruire i piccoli monasteri, fare la manutenzione dei villaggi di Saint-Pierre, partecipare al lavoro e alla vita quotidiana dei piccoli fratelli e sorelle.

– Indicazioni per trovare un alloggio vicino a Saint-Pierre –

Fraternità di Roma

Piccole sorelle dell’Agnello
via dei Santi Quattro, 20 00184 – Roma
Tel (+39) 06.70.47.60.23
Fax (+39) 06.77.20.17.36

Rispondendo alla chiamata della Chiesa, siamo presenti a Roma dal 1995, accolte nella parte est del complesso monumentale dei Santi Quattro Coronati.

Preghiera│ Ogni giorno nella nostra cappella ci mettiamo all’ascolto, «sedute ai piedi del Signore», nell’Eucaristia quotidiana, gli uffici liturgici, diurni e notturni, l’adorazione eucaristica.

– ADORAZIONE EUCARISTICA 
a Sant’Agata in Trastevere 
Largo San Giovanni De Matha, 91 (via della Lungaretta)

Ogni 3° giovedì del mese:
18.45 Messa,
19.20 Esposizione del Santissimo Sacramento
21.00 Benedizione Eucaristica

Siamo una delle 42 comunità che ogni giorno in questa chiesa animano l’Adorazione per l’iniziativa diocesana di preghiera ed evangelizzazione “UN ANNO DI FUOCO” 

Condivisione│ La nostra giornata è fatta di umili servizi, condivisione fraterna, vicinanza ai più poveri. Abitando nel cuore della Cristianità, condividiamo volentieri momenti di preghiera e la nostra esperienza di vita con amici e pellegrini di passaggio.

Missione│ Viviamo regolarmente l’itineranza mendicante nei quartieri di Roma e missioni in altre città d’Italia, proponendo la nostra liturgia e andando all’incontro di tutti tramite la nostra vita mendicante.

Attualmente siamo alla ricerca di un terreno, dove poter costruire un piccolo monastero dell’Agnello, luogo di preghiera e polo spirituale
per la città di Roma.

buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 27 agosto 2015 in Uncategorized

27 agosto 2015-Giovedì-S. Monica-21.a tempo ordinario – I
Liturgia: 1Ts 3,7-13; Sal 89; Mt 24,42-51

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+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti”.

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Buongiorno sono il sole…i GUAI sono finiti ma il Vangelo come ultima parola ci regala ancora una volta il termine IPOCRITA e cerco di spiegarvi perché a modo mio…che, come tutte le volte che vi racconto qualcosa non è il Vangelo ma è un modo mio di interpretare quello che Gesù dice a me…
L’invito a vivere una vita bella passa dalla parola VEGLIARE, STARE PRONTI.. questo si lega a dei ricordi bambini, si aggancia al periodo bellissimo trascorso nel cielo sopra gli SCOUT tantissimi anni fa… sono le parole ESTOTE PARATI care a Baden Powell che vi regalo più sotto perché ha sempre accompagnato i miei raggi e ancora oggi sono stampate davanti a me per continuare la strada verso il successo che va percorsa con uno sguardo in alto a ringraziare, uno sguardo davanti per controllare come agisce Gesù e uno sguardo di fianco per agire con il nostro prossimo nello stesso modo.
Comunque, lasciando da parte i ricordi, penso sempre ai quei bambini che giocano a fare le corse a chi arriva primo e dicono PRONTI-ATTENTI-VIA! io avrei detto semplicemente come fanno nelle gare vere: PRONTI-PARTENZA-VIA! ma quell’attenti oggi mi piace perché la vita è così: è essere PRONTI, pronti a tutti e a tutto, pronti a partire con zaini leggeri e scarpe comode, perché non sappiamo quando sarà l’ora di salire sul sentiero del paradiso quando la guida ci dirà con il sorriso buono di un padre: vieni servo, buono e fedele… la vita è essere ATTENTI, attenti a tutto e a tutti, cercando di fare attenzione a tutte le indicazioni che Gesù ci consegna ogni giorno per piacere a suo Padre… la vita è VIA, i cristiani erano chiamati quelli della via e così siamo noi, rapiti dall’entusiasmo viviamo ogni giorno come fosse l’ultimo, corriamo sulla via del vangelo con le ali ai piedi, con tanta passione e voglia di crescere… ecco perché il padrone arriva a sorpresa non per dirci: dolcetto o scherzetto? ma per guarirci dall’ipocrisia, bruttissima malattia che ci fa comportare con alcuni in un certo modo, come dei veri attori e dentro casa nostra in un altro modo come noi stessi siamo, per guarire c’è il classico effetto sorpresa che non è farci paura ma testare cosa ci sta veramente a cuore…. Beato quel servo…
Vi lascio con le parole di Baden Powell ai suoi scout ma sono veramente per tutti: “…il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Procurate di lasciare questo mondo un pò migliore di quanto non l’avete trovato e, quando suonerà la vostra ora di morire, potrete morire felici nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di avere «fatto del vostro meglio». «Siate preparati» così, a vivere felici e a morire felici: mantenete la vostra promessa di Esploratori, anche quando non sarete più ragazzi, e Dio vi aiuti in questo.Il vostro amico Baden Powell a Gilwell
Ciao belli!

guanella

Siamo una Congregazione religiosa chiamata “Servi della Carità”.

Su intuizione di san Luigi Guanella e per un particolare dono dello Spirito Santo a lui fatto, ci dedichiamo alla diffusione del Vangelo nel mondo attraverso il servizio ai poveri.

 Come prima dimensione fondamentale del nostro servizio caritativo, ci proponiamo di tendere alla maturazione integrale delle persone aiutandole a realizzare pienamente se stesse secondo il progetto salvifico di Dio in Cristo.Viviamo in mezzo al popolo di Dio come educatori della fede, perché insieme con noi ognuno possa incontrare Cristo e fare esperienza della sua salvezza. “Mediante la progressiva maturazione cristiana, li aiutiamo a scoprire e seguire la loro vocazione”.

La Chiesa è edificata nella storia mediante i molteplici carismi e ministeri suscitati dallo Spirito Santo. La vocazione guanelliana, che si esprime in diverse forme di vita nella Famiglia Guanelliana, è riconosciuta come autentico carisma dalla Chiesa stessa.

L’incontro con San Luigi Guanella, mediante la conoscenza della sua vita, del suo carisma e dell’insieme del suo messaggio evangelico, diventa lettura qualificata della carità di Gesù Cristo e, quindi, proposta vocazionale incentrata sulla carità:

  •  verso DIO, contemplato specialmente nel suo essere Padre;
  •  verso il PROSSIMO, riguardato alla luce del Vangelo, con preferenze di donazione ai più poveri.
VIENI E VEDI le due forme di accoglienza  

1. Prima forma di accoglienza: Prima accoglienza e discernimento vocazionale di base per coloro che desiderano confrontare la loro vita con la Parola di Dio per vivere con più radicalità il loro cristianesimo e la loro appartenenza alla Chiesa.

2. Seconda forma di accoglienza: San Luigi Guanella, mosso dallo Spirito Santo,
ha comunicato l’urgenza interiore di suscitare nella Chiesa nuove famiglie religiose, perché sia diffusa nel Mondo  la divina carità, incoraggiando un movimento di simpatia  e di amore verso i poveri, nel desiderio che questi siano amati, onorati, aiutati. Sentiva come un’evidenza questa certezza: Il mondo andrà salvo nella Carità.

Come san Luigi Guanella siamo mandati ad evangelizzare i poveri rivelando loro l’amore del Padre e suscitando in essi motivi di speranza. Ci facciamo pertanto strumenti di Provvidenza attraverso l’esercizio delle opere di misericordia e il ministero della carità pastorale. Tra i più provati nel corpo e nello spirito e privi di appoggio umano, ci prendiamo cura di ragazzi, anziani e “buoni figli” come persone che qualificano il nostro apostolato.
(Costituzioni Servi della Carità, 3)

La vocazione guanelliana è via di santità che noi riceviamo con riconoscenza e trasmettiamo con gioia agli altri; essa risponde allo spirito e alla missione della Chiesa d’oggi. Chi si farà discepolo e vivrà con fervore questa vocazione, diventerà caro a Dio e benedetto dagli uomini.

Contatta
don Roberto : Casa Madonna del Lavoro Via Spluga 24 23015 Nuova Olonio (Italy)
(+39) 347 7459336

cfr Sito internet: http://www.donguanellavocazioni.it/contatti.html

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 26 agosto 2015 in Uncategorized

26 agosto 2015-Mercoledì-21.a tempo ordinario – I
Liturgia: 1Ts 2,9-13; Sal 138; Mt 23,27-32

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+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri”.

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Buongiorno sono il sole… il Signore continua con le sue sette invettive, con quei 7 GUAI all’IPOCRISIA che fanno da controrima alle 7 invocazioni che ci ha insegnato nel Padre Nostro, quei 7 modi che si possono annidare dentro di noi, nella nostra vita spirituale fino ad avvelenarla e strumentalizzarla e non ci fanno vivere bene, quei 7 GUAI che hanno il semplice scopo di regalarci una vita che riparte dal cuore.
Non so a voi, ma a me capita spesso di prevedere ogni più piccola mossa per evitare di ripetere gli errori del passato, di misurare bene il programma della mia giornata spirituale scandendo la preghiera in orari metodici e cadendo in un fariseismo pietoso che sa solo di pericolosa devozione malata di legalismo e lontana dalla gioia. Così ogni giorno corro il rischio di creare un Dio controllore implacabile che sale sui pulman dei nostri percorsi mentali per vedere se abbiamo o no timbrato il biglietto di viaggio… serve perciò una conversione immediata e necessaria… perché siamo così preoccupati di salvare l’apparenza che perdiamo di vista l’essenziale. Belle tombe come quelle che si possono vedere in un giorno di gita al Verano di Roma o al Cimitero monumentale di Milano, ma state tranquilli, dentro c’è solo ossa e cenere e puzzo di marcio, che se l’apri aiuto!
Non parlo di voi certo ma di quelli che dicono: no, io ho sbagliato una volta e non si ripeterà mai più!… oppure… no, che non gliela do una seconda possibilità, con quello che mi ha fatto… o ancora… io non sono come mio padre che ha fatto quella cosa… se fossi stato al suo posto in passato figurati se mi sarei comportato in quel modo lì… ma siamo matti, certi errori non si possono ripetere… no guarda il passato mi fa così paura che preferisco non parlarne… quella persona mi ha così deluso che in quel posto non ci metto più piede…e via dicendo… si continua a pensare ad un passato così apparentemente remoto che in realtà ritorna implacabile nel nostro presente con tutti i suoi mostriciattoli che ridono e ci fanno cucù… si continua ad evitare al passato di ritornare oppure a pensare al passato nel tentativo di rimediare errori che non vogliamo che tornino neppure nel passato di chi ci sta intorno e ci ha ferito. E’ più facile apparire santi che esserlo davvero…ma non è vero: noi siamo i bravi, noi siamo i perfetti, noi siamo i belli…ma dentro ossa e cenere e puzzo di marcio proprio come le tombe del Verano. Se Gesù oggi insiste sui SEPOLCRI non è perché gli garbino i funerali ma perché chiede di uscirne; facciamo una volta per tutte un bel funerale al passato con i suoi tradizionalismi, a quei tremendi: ma si è sempre fatto così… ma se non legge quella persona poi ci sta male… se non si fa quel canto a quel santo poi la messa non vale… se non mi invitano io di certo non vado…mi devono pregare in ginocchio… ma se non dico la coroncina della misericordia, la supplica di Pompei, la supplica di Santa Brigida, la corona dello Spirito santo, tutte le poste del rosario entro un certo orario poi non vado in Paradiso… un bel funerale e via, usciamo da questi cimiteri, un’uscita dal sapore di conversione, da un’immagine cimiteriale della nostra vita spirituale a una pienezza di vita profumata di fiori… un amore più grande, amare come Lui ci ha amato…basta un gesto di perdono di cuore, ve l’assicuro!
Ciao belli!