Archivio per 4 agosto 2015

LO STILE FORMATIVO DI GESU’ CON I SUOI DISCEPOLI
di Ricardo Volo Pèrez

(continua)

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2. Diventare esegesi vivente del Vangelo Quale è lo scopo dell’itinerario formativo di Gesù? Per rispondere a questa domanda, non c’è nulla di meglio che osservare i «formandi», i soggetti principali di questo cammino pedagogico: i discepoli. In poche parole, contempliamo in loro persone trasformate. Tutti coloro che hanno perseverato con Gesù, fino alla fine, hanno sperimentato un cambiamento straordinario. Una profonda maturità umana e spirituale. L’incontro con Gesù li ha trasformati. Lo scopo dell’esegesi della vita è quello di diventare esegesi vivente del Vangelo. L’itinerario di formazione stabilito da Gesù con i suoi discepoli si estende lungo tutto il suo ministero pubblico, e continua ad esercitare la sua influenza, in un modo molto particolare, dopo la sua morte e risurrezione. Uno dei motivi della singolarità pedagogica del Maestro di Nazareth è che forma avvalendosi sempre di molteplici mezzi: non solo la sua parola o le sue istruzioni, ma la testimonianza totale della propria vita, attraverso le circostanze e gli eventi che si presentano, attraverso le persone che si incontrano … L’esistenza di tutti i giorni, nella sua meravigliosa complessità è nello stesso tempo ambito docente e strumento della pedagogia umana, spirituale, sapienziale di Gesù. Il Figlio di Dio, che si è fatto uomo, ha fatto della vita la sua scuola.

buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 4 agosto 2015 in Uncategorized

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Buongiorno sono il sole, sono sopra una bella montagna per parlarvi di un mare, un mare in tempesta come certe tempeste della nostra vita…

Non c’è bisogno che vi spieghi tante cose perché lo sapete bene anche voi come sta un cuore agitato dal vento e la nostra mente vaga per mari sconosciuti…

Lo sapete bene da voi quando credete che nessuno vi ascolti e che soprattutto il Signore sembra sordo ad ogni richiesta di aiuto, quando si urla a fin di voce: Signore ascoltami, Signore ti prego aiutami, Signore ho paura di non farcela…

Lo sapete meglio di me che troppe volte chiediamo aiuto al Signore per poi fare quello che sta meglio a noi perché non ci mettiamo in reale ascolto di quello che vuole dirci.

Si sappiamo troppe cose e non vogliamo capire che dobbiamo fidarci di Lui. Però nella nostra vita c’è un finire delle notte, quando Dio si prende carico delle nostre stanchezze, quando decide che deve dare un taglio alle nostre paure e viene verso di noi camminando sulle acque…ma la paura è talmente forte che confondiamo il reale per un fantasma! Sentiamo nel cuore quel: CORAGGIO, SONO IO, NON ABBIATE PAURA! Per Lui è davvero tutto possibile.

Mi colpisce, non so a voi, la semplicità con cui Gesù chieda a Pietro di scendere dalla sua barca, da quella che è la sua sicurezza, per camminare sull’imprevedibile. Se lo chiedesse a ciascuno di noi come reagiremmo? Per Dio tutto è possibile nella misura in cui crediamo che tutto è possibile altrimenti, come Pietro, affonderemmo.

Amici belli, la PAURA blocca e paralizza, se continuiamo ad arrestarci e non fidarci, il nostro cuore sarà solo un nido di mostri che saltano fuori quando meno ce lo aspettiamo per tormentarci e taaaaaac giù in acqua! Viviamo da cuori liberi, Dio è con noi, ci tiene per mano e non ci abbandona!

Ciao belli

VANGELO (Mt 14,22-36)
+ Dal Vangelo secondo Matteo
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: È un fantasma! e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: Coraggio, sono io, non abbiate paura!.
Pietro allora gli rispose: Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque. Ed egli disse: Vieni!. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: Signore, salvami!. E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: Uomo di poca fede, perché hai dubitato?.
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: Davvero tu sei Figlio di Dio!. Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

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