Archivio per 18 agosto 2015

Fra Ibrahim Alsabagh è il parroco di Aleppo. Nato a Damasco, dopo gli studi a Roma è tornato in Siria per stare con la sua gente. Ecco un’intervista che la Custodia di Terra Santa gli ha fatto di recente.

Padre Ibrahim, che cosa ti permette di stare in un luogo come Aleppo, colpito e stremato dalla violenza assurda che sentiamo spesso in questi giorni?

La prima cosa è la volontà di Dio, per come l’ho percepita nella mia vita. Una volta ho fatto un patto con il Signore, quando lui mi chiedeva chiaramente di seguirLo. Io gli ho detto: “Signore, la vita con te è abbastanza difficile, ma senza  di te è impossibile. Non ce la faccio a vivere lontano da te”. E poi, quando ho percepito la vocazione di curare gli altri, le famiglie, come sacerdote gli ho chiesto di stare lui al mio posto nella famiglia. Questa cosa mi è accaduta quando avevo 19 anni, ma è un fatto che tengo sempre presente nel mio cuore. Curare la sua famiglia, la sua gente: questa è la sua volontà, e per questo sono pronto, con tutta tranquillità, ad andare in qualsiasi posto, dove sento che sono mandato da Lui. Così quando mi hanno detto di andare ad Aleppo non ho avuto paura, pur avendo chiaro che avrei portato una croce pesante stando qui, per le condizioni di vita; ma avevo in mente il patto fatto con il Signore, e quindi per amore vado dritto per questa strada in tutta tranquillità.

Non hai mai paura?

Le cose che fanno paura sono vinte dalla grazia del Signore che agisce, è quella che tante volte ci porta a fare cose che non immaginavamo di poter fare. Anche adesso che sono qui sento una paternità, una dolcezza che mi dico: “Ma io non sono così gentile, così tenero! Non ho la forza di amare fino a questo punto!”. Con questo accorgimento mi accorgo della grazia che c’è dietro le cose e che viene da Lui. Davvero, quando ci consegniamo a Lui, è Lui che vive in noi, come dice san Paolo.

Come fate a vivere la comunione con la Chiesa universale?

Abbiamo un problema oggettivo di comunicazione, di connessione;la linea telefonica va e viene. Ma io cerco di sentire ogni giorno cosa dice il Papa. E dopo l’ultima visita in Italia mi sono accorto che noi siamo ben presenti nelle vostre preghiere, delle parrocchie e dei sacerdoti, di tanti consacrati che fanno veglie per noi. Questo dà coraggio.

Che cosa chiedi a noi che siamo qui in Europa?

Prima di tutto di continuare con la preghiera per il Medio Oriente, per i cristiani della Siria e di Aleppo in particolare, perché pregare è un segno di fede, e rende viva la grande comunione che esiste tra di noi. E poi… qui c’è bisogno di tutto, qualche volta neanche riusciamo a dire di cosa abbiamo davvero bisogno. Quando ci sono gli aiuti possiamo fare tante cose per aiutare la gente, anche con poco. Non dimenticate la generosità, come diceva anche la lettura di qualche domenica fa. San Paolo faceva personalmente la raccolta speciale per i cristiani di Gerusalemme che erano in grande difficoltà, e invitava a manifestare la carità che esiste nei cuori attraverso l’aiuto concreto alle altre Chiese in difficoltà. Continuiamo a sperare nella Provvidenza e siamo sicuri che non mancherà mai.

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 18 agosto 2015 in Uncategorized

18 agosto 2015-Martedì-S. Elena-20.a tempo ordinario – IV
Liturgia: Gdc 6,11-24a; Sal 84; Mt 19,23-30

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VANGELO (Mt 19,23-30)
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: Allora, chi può essere salvato?. Gesù li guardò e disse: Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile.
Allora Pietro gli rispose: Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?. E Gesù disse loro: In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi

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Buongiorno sono il sole…abbiamo appena salutato il ragazzo che se n’è andato via triste e Gesù è rimasto solo con il suo pugno di discepoli allibiti e sconcertati e pieni di preoccupazione sul loro domani; prima che se ne vadano via afflitti anche loro, Gesù ne approfitta per continuare la discussione sul tema, i loro occhi parlano da soli: aiuto! Si salvi chi può!!!
Nella vecchia traduzione del vangelo di oggi c’è scritto GESU’ FISSANDO LO SGUARDO SU DI LORO… come a dire GUARDANDOLI INTENSAMENTE, li riempie di sicurezza e li incoraggia: ragazzi miei, per gli uomini così come sono, pieni di tutto e pieni di sé, non è possibile ma per Dio TUTTO E’ POSSIBILE! E come volevasi dimostrare, come da copione già stampato, il capo banda, chiamasi Pietro, ha una delle sue uscite più brillanti…ma allora Gesù, noi che ti abbiamo seguito, che stiamo con te, che abbiamo lasciato tutto, noi che non abbiamo fatto come quel ragazzo che se n’è andato perché aveva tante ricchezze, noi che ti seguiamo ovunque vai, notte e giorno, a noi…cosa dai in cambio? Già glielo aveva detto l’altra settimana: ma ci sei o ci fai Pietro??? Dov’eri ieri? Dov’eravate ieri tutti quanti mentre parlavo a quel ragazzo? Quando è venuto da me con il suo album delle figurine completo per ricevere il premio ho detto che non si fanno le cose per contraccambio ma per generosità, lui si è perso la cosa più importante che è LO STARE CON ME, L’INCONTRO CON ME, IL FARE LE COSE PER ME, PER IL CRISTO, PER IL SIGNORE… Caro Pietro, se veramente hai in te la certezza di aver lasciato tutto mostra che il rapporto che hai con me fa RIGENERARE il tuo modo di essere, il tuo modo di vivere, il tuo relazionarti con gli altri, condividi quello che hai, condividi il respiro di Dio in te con il mondo intero. Pietro vivi in modalità on sul piano di Dio che è la tua vita, non sei tu che hai scelto me sono io che ho scelto te, usa bene le ricchezze che hai scoperto in te stando con me e donale a chi ti è accanto.
La bellezza passa per la rinuncia che, umanamente, è difficile, è a fondo perso, ma per chi ha messo i suoi passi sui passi del Cristo verso Gerusalemme è partecipazione alla vita stessa di Dio e allora TUTTO E’ POSSIBILE, LASCIA TUTTO E LUI TI DARA’ MOLTO DI PIU’! E’ più di una promessa è una certezza!
Ciao belli