Archivio per 23 agosto 2015

4034

I Frati minori conventuali hanno preso una simpatica iniziativa:

Per il secondo anno consecutivo  hanno allestito uno stand in un posto privilegiato a Ponte Sisto, di fronte all’isola tiberina e alla chiesa di San Bartolomeo. Appena si scendono i gradini che portano sul Lungotevere, uno ci si trova subito davanti allo stand dei frati. Si tratta di un posto centrale e strategico perché a destra e a sinistra, e da una parte e dall’altra del fiume, ci sono innumerevoli altri stand dove la gente gira, beve, mangia, si diverte.

Un’immagine di San Massimiliano Kolbe, di grandi dimensioni, attira subito l’attenzione. Al momento della nostra visita, padre Paolo Fiasconaro e un altro frate distribuiscono dei volantini e si intrattengono con le persone che si fermano per salutarli o rivolgere loro qualche domanda sugli argomenti più svariati.

L’iniziativa porta ad andare tutte le sere dal 12 giugno fino al 2 settembre – tra le 19 ore e mezzanotte – in mezzo alla gente che visita il Lungotevere. “E’ uno modo concreto di rispondere alla “Evangelii gaudium” di papa Francesco”, ci spiega P. Paolo Fiasconaro, direttore del Centro Missionario Francescano a Roma.

“Nell’ambito ecclesiale e nella vita consacrata siamo troppo rigidi, schiavi delle strutture, abbiamo paura di uscire. Invece bisogna andare incontro alla gente ovunque. Penso che io non potrò più andare in missione e allora ho deciso di fare qualcosa qui, in questo ambiente laico e devo dire che la esperienza è bella”, aggiunge.

Per il secondo anno consecutivo i Frati minori conventuali hanno allestito uno stand in un posto privilegiato a Ponte Sisto, di fronte all’isola tiberina e alla chiesa di San Bartolomeo.

Appena si scendono i gradini che portano sul Lungotevere, uno ci si trova subito davanti allo stand dei frati. Si tratta di un posto centrale e strategico perché a destra e a sinistra, e da una parte e dall’altra del fiume, ci sono innumerevoli altri stand dove la gente gira, beve, mangia, si diverte.
Un’immagine di San Massimiliano Kolbe, di grandi dimensioni, attira subito l’attenzione. Al momento della nostra visita, padre Paolo Fiasconaro e un altro frate distribuiscono dei volantini e si intrattengono con le persone che si fermano per salutarli o rivolgere loro qualche domanda sugli argomenti più svariati.

“Ogni sera passano di qua tantissimi turisti che vengono un po’ da tutte le parti. Siamo venuti per rispondere all’invito di papa Francesco nell’Evangelii gaudium di andare alle periferie esistenziali. Anche questa lo è perché si tratta di un ambiente dove il grande assente è Dio”, ci spiega.
“Nell’ambito ecclesiale e nella vita consacrata siamo troppo rigidi, schiavi delle strutture, abbiamo paura di uscire. Invece bisogna andare incontro alla gente ovunque. Penso che io non potrò più andare in missione e allora ho deciso di fare qualcosa qui, in questo ambiente laico e devo dire che la esperienza è bella”, aggiunge.

I frati sono arrivati al locale il 12 giugno – vigilia della festa di Sant’Antonio – e vi rimarranno fino al 2 settembre. Per essi si tratta di fedeltà alla loro vocazione francescana e di rispondere a papa Francesco che sogna una chiesa missionaria.

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 23 agosto 2015 in Uncategorized

23 agosto 2015
Domenica 21.a tempo ordinario – I
Liturgia: Gs 24,1-2a.15-17.18b; Sal 33; Ef 5,21-32; Gv 6,60-69

10178098_10152413814708436_171338651_n

PRIMA LETTURA (Gs 24,1-2a.15-17.18b)
Serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio.
Dal libro di Giosuè
In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio.
Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrèi, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio».

VANGELO (Gv 6,60-69)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio»

20150823_074837

Buongiorno sono il sole…il Signore oggi ci mette di fronte a una scelta come ha fatto con il popolo d’Israele che ora sta camminando con Giosuè. Noi siamo come quel popolo che arriva a Sichem e prima di entrare nella tanto ambita Terra Promessa fa ALLEANZA con Dio, cioè decide nel suo cuore di impegnarsi per sempre con Lui per servirlo e seguirlo, sempre e ovunque… la Terra promessa in realtà è la terra delle promesse… quando si fa una promessa si cerca di mantenerla anche se con qualche difficoltà…ma una promessa è una promessa ed è una promessa di SERVIZIO, parola che nella prima lettura, se la contate, torna 14 volte… sarà che forse è la parola chiave? SERVIRE nella Bibbia ha il significato profondo dell’ADERIRE con libertà e gioia e vivere in comunione con il Signore… insomma siamo dei begli adesivi appiccicati al cuore di Dio e siamo chiamati a scegliere come il popolo di Israele: servire gli idoli o servire Dio… e a volte l’idolo è dentro di noi ed è quello il problema… Giosuè si fa paladino di questa scelta e dice chiaramente: QUANTO A ME E ALLA MIA CASA SERVIREMO IL SIGNORE…. voi fate ICCHEVIPARE …
La stessa cosa la fa Gesù nel Vangelo: è arrivato al finale del suo discorso sul pane che ci sta raccontando da qualche settimana… è un finale duro, nel senso che usa parole dure che fanno da spartivia e ci mettono sulla linea della scelta: si aprono due strade, chi vuole seguirLo deve percorrere la Via della Croce e finora ci ha fatto vedere come funziona, come bisogna fare per stare con Lui e diventare bellissimi, un po’ dietro noi e un po’ tanto avanti gli altri con i loro bisogni, le loro fragilità, i loro vuoti…tutto quello che l’altro ha da riempire di Dio… dall’altra parte, su un’altra strada chi vuole percorrere la via facile, quella che non porta a niente e nessuno! Però Gesù oggi vuole che facciamo la nostra scelta, vuole che dalla nostra bocca esca l’impegno a seguirlo, è esigente, lo ammetto, vuole una presa di posizione decisa, chi vuole andare avanti non può più guardare indietro, come le offerte di trenitalia, non sono rimborsabili, quanto a me…SERVIRO’ IL SIGNORE…voi fate ICCHEVIPARE… ma la risposta degli Apostoli, ve l’assicuro, è la migliore: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».