Archivio per 20 settembre 2015

FMA-Madre-Reungoat

 “Non possiamo chiudere il cuore davanti all’indicibile sofferenza di famiglie, bambini, donne che stanno cercando uno spazio di accoglienza e una luce di speranza. L’appello del Papa è per tutte noi una chiamata di Dio che ci giunge attraverso la voce e il cuore del nostro primo Superiore (cf Cost. art. 109)”. 

Carissime Ispettrici e Sorelle dei Consigli ispettoriali d’Europa,

vi raggiungo nella festa della Natività di Maria per una condivisione in seguito all’appello di Papa Francesco durante l’Angelus di domenica 6 settembre u.s. che certamente ha già trovato eco in tutte noi, nelle Chiese locali dove siamo inserite, nei gruppi della Famiglia Salesiana, nelle persone che condividono la nostra missione educativa.

Stiamo vivendo un momento storico inedito che ci coinvolge profondamente per la situazione di sofferenza di tante persone: bambini, giovani, adulti, famiglie che fuggono dai loro Paesi d’origine a causa di guerre, violenze fisiche e psicologiche e per restare fedeli alla fede in Cristo. Hanno lasciato tutto, nella speranza di trovare in altre terre condizioni migliori di vita e prospettive di futuro.

Le parole di Papa Francesco risuonano nei nostri cuori come una forte chiamata:

“Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fami, e sono in cammino verso-una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere “prossimi’, dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta. Non soltanto dire: “Coraggio, pazienza!…” – La speranza cristiana è combattiva, con la tenacia di chi va verso una meta sicura. Pertanto in prossimità del Giubileo della Misericordia, rivolgo un appello alle parrocchie, alle comunità religiose, ai monasteri e ai santuari di tutta Europa ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi. Un gesto concreto in preparazione all’ Anno Santo della Misericordia.

Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma”.

In parecchie comunità stiamo già dando risposte concrete alla grande sfida della migrazione nel continente europeo.

La situazione del Medio Oriente ci tocca ancora di più perché in questi paesi sono presenti le nostre comunità, le comunità dei Salesiani e vari gruppi della Famiglia Salesiana. Le nostre sorelle e fratelli vivono in mezzo alla gente sostenendo la speranza e rischiando coraggiosamente la vita per essere un segno dell’amore di Dio. Sentiamo l’urgenza di pregare con intensità per la pace in queste nazioni e di essere intraprendenti e creative per educare le giovani generazioni alla cultura della pace.

La Chiesa nel Medio Oriente supplica i Governi perché si trovino a livello internazionale le vie per costruire la pace e così eliminare la causa principale del grande fenomeno migratorio che vediamo sotto i nostri occhi. Questa grande fuga dei cristiani che sono perseguitati mette a rischio il futuro delle stesse comunità cristiane in quei Paesi.

Allo stesso tempo non possiamo chiudere il cuore davanti all’indicibile sofferenza di famiglie, bambini, donne che stanno cercando uno spazio di accoglienza e una luce di speranza. L’appello del Papa è per tutte noi una chiamata di Dio che ci giunge attraverso la voce e il cuore del nostro primo Superiore (cf Cost. art. 109). Pensiamo alla prontezza d’amore e di generosità con cui Don Bosco risponderebbe a questo appello.

Le modalità di risposta possono essere differenziate, l’importante è essere disponibili e aperte all’accoglienza di Gesù che oggi ha per noi il volto dei migranti.

Non siamo sole: possiamo collegarci con altri gruppi della Famiglia Salesiana e in particolare con i Confratelli Salesiani, le Exallieve/i, i Salesiani Cooperatori, i laici delle nostre comunità educanti. Si stanno attivando le diocesi, le parrocchie, le Congregazioni religiose, diverse istituzioni e organizzazioni: entriamo anche noi senza paura e senza indugio in questo movimento di carità che ha l’espressione della misericordia.

Vi invito a trovare una modalità di coordinamento per agire in sinergia e mettervi in contatto con persone e autorità competenti. Tutto ci stimola a pone gesti concreti per accogliere una famiglia di migranti o minori non accompagnati, giovani, mamme con bambini.

I poveri non possono aspettare! Gesù ci rassicura: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

Possiamo incontrare delle difficoltà ma “a Dio nulla è impossibile”, ha risposto l’Angelo a Maria. Importante è la nostra determinazione generosa nel lasciarci prendere dalla compassione verso coloro che soffrono e hanno bisogno di sperimentare l’amore di Dio che s’incarna oggi nella Chiesa in ognuna di noi e ogni comunità.

Durante il Capitolo generale XXIII abbiamo deciso di rivolgere una particolare attenzione ai migranti in tutto il mondo. Oggi è il momento favorevole!

Vi invito a comunicarci, attraverso la Segreteria generale, le decisioni che prenderete al riguardo.

Maria Ausiliatrice, Don Bosco e Madre Mazzarello ci aiutino a dare presto una concreta risposta ai bisogni di questi nostri fratelli e sorelle.

Sono sicura di trovare in tutte voi non solo la comprensione di fronte a questa emergenza, ma uno slancio evangelico convinto, intraprendente, fiducioso. Il Signore ci chiede di essere oggi il “buon Samaritano” che si china su chi è sulla stato ferito, abbandonato, in attesa di un aiuto per risollevarsi.

Vi ringrazio di cuore anche a nome delle sorelle del Consiglio e ci uniamo a tutte voi in questo momento storico di particolare emergenza umanitaria.

Dio vi benedica, vi sostenga, vi dia la forza e l’audacia creativa dello Spirito per agire con generosa sollecitudine.

Roma, 8 settembre 2015
Suor Yvonne Reungoat
Superiora generale dell’Istituto FMA

BUONGIORNO SONO IL SOLE…

Pubblicato: 20 settembre 2015 in Uncategorized

‪#‎LABUONANOTIZIA‬
20 settembre 2015- XXV Domenica del T.Ordinario
Liturgia: Sap 2,12.17-20; Sal 53; Gc 3,16 – 4,3; Mc 9,30-37

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+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù e i discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: “Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà”. Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafarnao. Quando fu in casa, chiese loro: “Di che cosa stavate discutendo per la strada?”. Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: “Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti”.
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato”.

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buongiorno sono il sole.. facciamo un po’ il riassunto delle puntate precedenti.

Domenica scorsa Gesù si era un pelino arrabbiato con Pietro perchè non era stato in grado di ASCOLTARE e nella sua foga di fare il bravo bambino, il primo della classe aveva ricordato al Maestro che non doveva morire lasciando perdere di sentire la parte più bella del discorso, quella luminosa, quella che sapeva di resurrezione… Avevamo lasciato Gesù così con un misto di irritazione/fiducia che chiedeva a chi volesse seguirlo di resettare la sua vita e di reimpostarla a misura di Figlio di Dio, prendere il pezzo di volontà quotidiana, nè più nè meno e seguirlo. Poi prende i suoi tre pezzi meglio e li porta sul Tabor in gita per dimostrare cosa sarà dopo la sua morte e loro: che bello Gesù, stiamo qui per sempre… Capito nulla un’altra volta, cammina con loro facendogli vedere un po’ di vita vera e vediamo un po’ oggi se questi l’hanno capita… Gesù ripete le stesse identiche parole di domenica scorsa, quindi è certamente sicuro che i suoi apostoli, cresciuti alla sua scuola ora non possano sbagliare la risposta perchè hanno imparato bene la lezione e invece, NO!, hanno paura di sbagliare, proprio come quei bambini che sono terrorizzati dalla maestra cattiva e hanno così paura da stare zitti… per Gesù delusione totale…anzi, siccome bisbigliano pure tra loro, chiede con tenerezza: ragazzi miei di cosa discutevate per strada? e loro…zitti…ma Lui che sa cosa c’è dentro il cuore di ogni uomo sforna altri consigli utili per seguirlo: oggi l’istruzione è quella di capovolgere mente e cuore, riformattare il tutto e ancora una volta fare come lui…se vuoi essere il primo va in fondo alla fila e vedi il primo da un’altra prospettiva…guarda tutti quelli che hai davanti e vedi i loro bisogni, togliti la veste bella, spogliati delle tue certezze, mettiti un bel grembiule e inizia a servire i tuoi fratellipoi abbracciali con la stessa tenerezza con cui io abbraccio questo bambino…fai come me, trova il bambino che c’è in te e ritorna ad essere umile, piccolo come piace a me, svuotati e vieni con me…
ciao belli e buona domenica