Archivio per 8 ottobre 2015

 Continua la lettura di una lettera scritta da Pascual Chavez sdb in occasione dell’Anno della vita consacrata

2. Camminando con il Dio della storia 

teo

Non possiamo rinunciare alla nostra vocazione di essere, come consacrati, la punta di diamante nel Regno di Dio, le sentinelle del mondo e i sensori della storia. La nostra vocazione di “segni e portatori dell’amore di Dio” (Cost 2) ci spinge ad essere quanto il Signore si attende da tutti i suoi discepoli: “sale della terra e luce del mondo” (cfr. Mt 5, 14). Ecco le due immagini utilizzate da Gesù per definire e caratterizzare i suoi discepoli. Entrambe sono molto eloquenti e ci dicono che mettersi alla sequela di Cristo non è tanto determinato dal “fare” quanto dall’ “essere”, è, cioè, più questione d’identità che di efficacia, più problema di presenza significativa che di attuazioni grandiose, più dell’essere pastori educatori che funzionari o gestori.

Quello che importa non è tanto il rinnovamento della vita religiosa o il suo futuro quanto la passione per Gesù e il Regno di Dio. È qui che si trova la sua vitalità, la sua credibilità e la sua fecondità. In effetti, l’apertura alle domande, alle provocazioni, agli stimoli e alle sfide dell’uomo moderno, e in modo molto speciale a quelle dei giovani, ci libera da ogni forma di sclerosi, di atonia, di stallo, d’imborghesimento e ci mette in cammino “al passo di Dio”. Eviteremo allora di volgerci indietro, diventando così statue di sale, oppure di illuderci in sterili fughe in avanti, non conformi alla volontà di Dio.

Ogni forma nuova di vita religiosa è nata nella Chiesa come risposta ad una necessità concreta scoperta dai fondatori sotto la guida dello Spirito. Dio continua a chiamarci attraverso le urgenze e povertà del nostro mondo. 

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 8 ottobre 2015 in Uncategorized
‪#‎LABUONANOTIZIA‬
8 ottobre 2015-Giovedì-27.a tempo ordinario – III
Liturgia: Ml 3,13-20a; Sal 1; Lc 11,5-13
Troppo-piccoli-per-la-Messa_articleimage
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
20151008_074926
buongiorno sono il sole..
in questi giorni sto rendendomi conto che se uno mi chiedesse qualcosa dopo la mezzanotte potrei rispondere un po’ da innervosito…eppure la storiella di oggi ha un sottofondo del genere e sicuramente l’intento di Gesù è buono. Io ho un amico, bene, vado da lui a mezzanotte e gli chiedo 3 pani perchè a mia volta è venuto qualcuno da me e chiedendomi qualcosa… umanamente questa situazione è alquanto fastidiosa perchè ho lavorato tutto il giorno, sono stanco e in casa mia a quest’ora si dorme, ma se al posto di quell’amico c’è nascosto un Padre che è talmente benevolo che non si perde in chiacchere ma che su questa benevolenza gioca tutta la sua esistenza si può aver fiducia ed essere certi che al pane del chiedere risponde col pane del dare, al pane del cercare risponde col pane del trovare, al pane del bussare risponde col pane dell’aprire a qualsiasi ora del giorno e della notte tu glieli chieda. Siamo noi che forse abbiamo il problema di uno sguardo che trova ritardi, resistenze e indisponibilità da parte sua. Siamo noi che forse dovremmo continuare ad essere invadenti e fiduciosi in quel Padre che sempre dà a chiunque chiede, con una logica tutta sua, ma che ci educa a chiedere i pani della giustizia con perseveranza per noi e per tutte le persone che ci vivono accanto e a cui vogliamo bene, per le quali ci facciamo intercessori e per i quali non ci arrendiamo mai. Chiediamo una cosa oggi al Padre oltre che i tre pani, chiediamo il dono della testardaggine buona, con la fiducia che ci viene dalla prima lettura dove Dio si racconta:
“Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. Essi diverranno – dice il Signore degli eserciti – la mia proprietà particolare nel giorno che io preparo. Avrò cura di loro come il padre ha cura del figlio che lo serve”.
Ciao belli