Archivio per 1 novembre 2015

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Aveva 68 anni Walter Bevilacqua la cui storia sta commuovendo il web. Pastore tra le montagne dell’Ossola, Bevilacqua ha rinunciato al trapianto per dare ad un altro la possibilità di salvarsi, ed è morto.
«Sono solo, non ho famiglia – aveva spiegato -. Lascio il mio posto a chi ha più bisogno di me. A chi ha figli e ha più diritto di vivere». Una confessione fatta dallo stesso protagonista di questa storia al parroco. Bevilacqua è morto durante la dialisi a cui si sottoponeva ogni settimana all’ospedale San Biagio di Domodossola.

Dopo il decesso, la sua bara è stata portata a spalla al cimitero dagli alpini di Varzo. Al corteo funebre anche le sue sorelle Mirta e Iside. «Era proprio come lo descrivono: altruista, semplice – dicono -. Un grande lavoratore. Sapeva che un trapianto lo avrebbe aiutato a tirare avanti, ma si sentiva in un’età nella quale poteva farne a meno. E pensava che quel rene frutto di una donazione servisse più ad altri».
Una vita piena di sacrifici la sua – a detta di chi gli è rimasto accanto fino alla fine – legati alla propria terra. Un tipo solitario Walter, ma molto altruista. Tanto da dire no al trapianto, quando gli si è presentata l’occasione.
«Sono in molti che aspettano quest’occasione. Persone che hanno famiglia e più diritto a vivere di me. È giusto così» aveva detto. Dopo la sua morte, il parroco del paese, don Fausto Frigerio, ha raccontato la sua storia in chiesa durante la messa così da presentarlo come esempio per tutti.

Paola Vitali

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Come sei arrivata a scegliere la tua vita tra le Ausiliarie Diocesane?
Prendendo spunto dalla canzone “Nascerà” dei Gen Rosso, direi così: sempre nuovo è stato il Suo modo di inventare il tempo per me, è una cosa che, non mi spiego mai, cos’ho fatto perché Lui scegliesse me? Con il Signore è stata una specie di lotta, durata circa 10 anni, al termine della quale mi sono arresa. Nel 2003 ho lasciato la mia professione e la mia casa: a 30 anni suonati ho iniziato il discernimento con le AD che mi ha portato ai primi voti nel 2007.
Rimpianti?
Direi proprio di no. All’inizio non è stato semplice, perché in ogni storia vocazionale, si intrecciano altre storie di vita: i familiari, gli amici, i colleghi, la comunità cristiana in sui si è cresciuti. Poi, mi sono accorta di una dinamica particolare: mentre io cercavo la verità della mia vita, la verità si prendeva cura di ogni storia a me vicina, a partire da quei volti che avevo lasciato soli, ed è stato davvero un cammino per tutti, non solo per me.
 Quali tappe ricordi come significative?
Tutte hanno contribuito al cammino, ma certamente l’esperienza fatta in carcere per due anni ha segnato…il passo! Il mio essere credente, mi ha sempre posto interrogativi circa la fragilità umana e il suo misurarsi con la regola, così come le ingiustizie della vita mi hanno sempre spronata a ricercare la verità. La norma non sempre è in grado di soddisfare ogni bene.
A San Vittore ho toccato con mano che dal Golgota si prepara il ritorno a casa di ogni figlio e figlia dispersi, in un tempo che viene inchiodato alla pazienza di Dio. Ho provato timore e tremore nel riconoscere in me sentimenti di bene nei confronti di chi aveva ucciso anche più volte, così pure ho sperimentato la continua, discreta tenacia di Dio, mentre solidale con tutti, cercava di scrivere innanzitutto dentro di me e per me la parola compassione. Intingere le mie dita nell’acqua santiera della cappella del femminile, insieme a quelle che avevano rubato, maltrattato, drogato, ingannato, mi ha ripetutamente ricordato che anch’io ho bisogno della stessa salvezza, per mano dello stesso Dio.
 E ora?
Dopo l’esperienza in carcere ed in parrocchia con i ragazzi e i giovani del Centro storico di Milano, da un paio di anni svolgo un servizio di accoglienza e di consulenza familiare in un consultorio, faccio parte del gruppo AKOR (porta di speranza) che in diocesi si occupa dei cammini spirituali per separati, divorziati e risposati, e, da quasi un anno, istruisco i processi di nullità matrimoniale presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo. In questo orizzonte echeggia come strada maestra e monito la Parola di Gesù:
 “Guai a voi scribi e farisei ipocriti che pagate la decima… e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la GIUSTIZIA, la MISERICORDIA, la FEDELTA’” (Mt. 23).
 In che senso?
Giustizia, misericordia e fedeltà a volte, non sembrano essere tra le urgenze prescrittive della legge evangelica, così come spesso, vengono lette in contraddizione e difficilmente applicabili insieme. In realtà i servizi che svolgo sono intimamente intrecciati a queste “forme sorelle” della buona notizia.
Il monito per me è di esercitare questa triade nella mia vita e nell’incontro con le persone, perché giusta è la parola detta dalla croce o da molto, molto vicino, nella fedeltà ad un amore che ci precede sempre.
 Paola Vitali

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 1 novembre 2015 in Uncategorized
‪#‎labuonanotizia‬
1 novembre 2015-Domenica-Tutti i Santi (s)
31.a tempo ordinario – P
Liturgia: Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12a
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I lettura
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».
II lettura:
Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Vangelo:
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
Beati …
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Buongiorno sono il sole…in paradiso oggi c’è una mega festa di onomastico, tutti i Santi ballano e hanno la gioia a mille. Non li tiene bada più nessuno!
Ad un certo punto della vita la Bellezza ti fa entrare in Paradiso e il I di novembre, la Solennità di tutti i Santi è la migliore vetrina dove possiamo ammirare e contemplare affascinati il massimo dell’umanità, della fragilità e della limitatezza-bassezza umana diventata splendida secondo il mod. Divino… Non sono uomini e donne che si sono adeguati ad un modello all’ultima moda autunno/inverno o primavera/estate no, sono uomini e donne come noi, bruttini come noi che ora sono bellissimi perché, finalmente, fatti secondo il Sogno di Dio, ridisegnati dal Dito di Dio in Cielo. Altro che Gucci, Dior o Valentino…
L’appuntamento con la Bellezza oggi è la possibilità per tutti di poter sfilare tra i bellissimi del cielo, la possibilità per tutti di poter leggere le loro storie, pregare con le loro storie, trovare qualche elemento per migliorare noi stessi e avvicinarci alla vetta della montagna più bella dell’universo che non è né il K2 o l’Everest, belle per altezza, né il Cervino o il Montebianco più accessibili ma sempre belle e alte, ma è il Paradiso dove ci arriveremo tutti con la nostra vita normale, le nostre gioie e i nostri dolori, fatiche e speranze. Non so voi ma non credo che nessuno di noi, la mattina si alza e dica: “ah che bello! sono santo”. Sì, in paradiso ci arriveremo tutti, perché neppure san Francesco, sant’Agostino e neppure san Giovanni Paolo II e Madre Teresa si sono alzati la mattina e hanno detto: “ah che bello! sono santo!”. Neanche pensavano di diventare ‘famosi’ tra le nuvole del cielo, anzi, qualcuno ha reso molto difficile il lavoro del modellatore, ma sono diventati santi perché nonostante non ci credessero molto, come noi, non hanno chiuso la porta alla possibilità di diventarlo.
L’appuntamento con la Bellezza non finisce stasera, continua ogni giorno senza confondere la festa dei morti con la festa dei santi, continua ogni giorno se invece di collezionare santini e immaginette da baciare, invece di buttare bacini e sorrisi alle statuine delle chiese accendendo qualche candela perché la grazia arriva prima, contempliamo e ci immergiamo nelle storie di uomini e donne che come noi sono passati dai vizi ad una vita virtuosa, fatta di uscita da sé per entrare nella vita dell’altro, contempliamo e ci immergiamo in quegli stracci di storie, che non sono tanto meglio delle nostre e apriamo la porta alla possibilità di farci chiamare BEATI! I Santi sono così: uomini e donne che hanno la gioia nel cuore e la trasmettono agli altri, scusate: ma chi di noi non lo è?
Ciao belli e auguri a tutti!!!