Archivio per 15 novembre 2015

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È talmente riservata che forse non avrebbe nemmeno voluto che si sapesse, ma vista l’occasione era impossibile. Suor Michela Marchetti da oggi è Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana per volontà (motu proprio) del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E il suo primo pensiero è stato per la sua città adottiva, Crotone (è nata a Bassano del Grappa), e per quanti insieme a lei si impegnano senza clamore. Mattarella ha consegnato l’onorificenza a suor Michela Marchetti con questa motivazione: “Per il suo continuo impegno, anche nell’ambito del centro antiviolenza di Crotone, a favore delle donne e dei bambini in difficoltà”. Una vita spesa a favore delle persone in difficoltà, in particolare donne e bambini. Dal 2009 dirige Udite Agar, centro antiviolenza promosso dalla cooperativa sociale Noemi con la collaborazione del Comune di Crotone, della Regione e dell’Arcidiocesi di Crotone”.
Sul sito internet della parrocchia Sacro Cuore del rione San Francesco è riportato il corposo curriculum di suor Michela. “Nata a Bassano del Grappa il 3 giugno del 1966.  Dopo la scuola dell’obbligo ha lavorato per 6 anni in una fabbrica tessile e ha conseguito un diploma come modellista di moda. Incontra le suore della Divina Volontà in un campo scuola vocazionale. Chiede di fare un’esperienza di condivisione con loro e viene mandata a Roma in una casa famiglia con gestanti e mamme con bambini. In tale esperienza decide di iniziare il percorso di formazione tra le suore della Divina Volontà per consacrarsi a Dio in questa famiglia religiosa. Dopo 2 anni di noviziato a Vicenza fa la prima professione il 25 maggio del 1991. Gli viene chiesto di venire a vivere nella comunità di Crotone avendo un attenzione particolare per i giovani e le donne. Il 26 ottobre 1997 si consacra con la Professione Perpetua tra le suore della Divina Volontà celebrata nella Parrocchia Sacro Cuore a Crotone. Suor Michela negli anni completa la sua formazione in Calabria: consegue il magistero in teologia a Catanzaro, il diploma di consulente familiare e successivamente la laurea in Scienze del Servizio Sociale a Crotone con la specializzazione in Progettazione e gestione delle politiche sociali all’Università della Calabria a Cosenza. negli anni ha approfondito lo studio della lingua inglese con periodi di studio e permanenza in Inghilterra. Nella pastorale opera in particolare con i giovani e insieme a suor Bruna e ad un gruppo di laici, dopo un percorso di riflessione e ricerca, hanno dato vita al Centro Noemi.
Nel 2001 il Centro Noemi diventa cooperativa, e lei continua ad essere responsabile del servizio ed è coordinatrice del Centro per la famiglia. Collabora con la Caritas diocesana come responsabile e formatrice accreditata del servizio civile è responsabile della comunità religiosa e consigliera generale della Congregazione delle suore della Divina Volontà e responsabile della pastorale vocazionale”.

“Si è definita “un piccolo segnale” ma in realtà è il grande segnale, personificato, del senso di solidarietà che alberga nei cuori e si concretizza con le azioni di quanti decidono di dedicare la loro vita al servizio degli altri.

“Suor Michela e la sua cooperativa rappresentano un esempio per tutti ed un valore per la nostra città.  In questi anni la loro azione a favore dei più deboli, la loro capacità di accoglienza, aggregazione e socializzazione, ha dato un concreto sostegno alla prevenzione ed al contrasto di ogni forma di disagio sul territorio” ha detto il vice sindaco Mario Megna

“Siamo grati al presidente della Repubblica per aver voluto conferire un così alto onore ad una nostra concittadina, guardando alla persona ed al suo impegno a favore degli altri.  E, naturalmente, siamo grati a Suor Michela per quello che ha fatto in passato e che farà in futuro per la nostra città confermando la vicinanza dell’amministrazione Comunale alla sua Cooperativa” ha aggiunto il vice sindaco Megna

“Il mio impegno è quello di dare voce a chi sta ai margini. Quanto avvenuto, l’onorificenza dal parte del Presidente della Repubblica, inaspettata da parte mia, è sicuramente fatto positivo che estendo a quanti operano quotidianamente con me con la consapevolezza che è anche un messaggio di positività per la città di Crotone” ha detto Suor Michela Marchetti

“Non ho mai avuto l’ambizione di venire al Sud” Suor Michela ha origini venete, “per insegnare qualcosa anzi, in questi anni, ho imparato molto ed ho conosciuto tante persone che hanno professionalità ed energie da mettere al servizio degli altri. La mia storia è una storia di condivisione. Stare insieme, anche con le istituzioni, è fondamentale” ha aggiunto Suor Michela

La città di Crotone ha confermato, anche in questa occasione, tutto il suo affetto per Suor Michela che, lo scorso marzo, aveva ricevuto in occasione della iniziativa la “Maratona del Sorriso” un riconoscimento da parte del Comune per il suo impegno a favore della collettività.

buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 15 novembre 2015 in Uncategorized
#labuonanotizia
15 novembre 2015
XXXIII Domenica del T.O.
Liturgia: Dn 12,1-3; Sal 15; Eb 10,11-14.18; Mc 13,24-32

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+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre”.
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Buongiorno sono il sole…il Vangelo di questa ultima domenica del tempo ordinario si colora di tinte apocalittiche, il riflesso cupo di una giornata che si è consumata in tragedia sulla terra. Prima il Libano, poi Parigi e Gesù mette i suoi discepoli davanti a tutto questo…2000 anni fa! Siamo in cammino, di inizio in inizio in cammino, fragili, limitati, piccini…e ci sarà buio, le stelle cadranno, la luna non darà più luce e anche il sole si oscurerà, come si fa a camminare? come si fa ad aspettare qualcuno?… ma proprio in questo momento, questo momento di confusione totale, di disperazione infinita, alla fine del tutto il Figlio di Dio verrà a cavallo delle nubi e si entrerà finalmente nella logica di un Dio illogico, quel Dio illogico che abbiamo imparato in tutti questi mesi. I poveri discepoli, come noi sono attoniti, come si fa a comprendere questa storia che è un caos totale…??? dai Gesù facci uno dei tuoi esempi che capiamo meglio! Con un sorriso da bravo Maestro ecco la storiella del giorno: «Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina». Ecco c’è il buio, non si vede nulla, siamo in autunno, davanti l’inverno e tu, giustamente ci parli dell’estate. Altro sguardo attonito di chi non capisce nulla dell’arte contadina. Ma voi avete presente il fico-albero? D’inverno perde le foglie e sembra un tronco a spuntoni, ossa secche lunghe lunghe; al cambio stagione tira fuori dall’armadio il meglio look dell’anno e si riveste di gemme bellissime che daranno frutti dolci dolci. Gesù col suo fico ci fa contemplare la poesia del cielo, vuole farci vedere che, quelle che sembrano ossa secche, in realtà sono la preparazione di tutto ciò che è attaccato alla tenerezza dei germogli. C’è un Dio in arrivo…dietro a quello che per noi è il buio dell’incertezza, la forte confusione di luci e ombre nel cielo, in realtà è una nuova primavera ed una questione di sguardo: il vero, il bello e il buono non è tanto quello che si vede in apparenza, ma quello che ci è concesso di guardare. E’ una mamma che dà alla luce il suo bambino guardandolo con amore, dove altri vedono solo urla e dolore nel partorirlo, è vedere le spine sul gambo della rosa dove un altro guarda al bocciolo. Si può vedere o guardare; si può vedere camminare delle persone, oppure guardare queste persone solidali come le colonne che insieme sostengono una chiesa. Si può vedere ma è accontentarsi perché perdi lo stupore di un Dio illogico che ti regala occhi di poeta per guardare e si affida ai rami-ossa secche di un fico per parlarti del suo arrivo. Si può vedere ma sarebbe il Vangelo della fine e si può guardare ed è il compimento di un sogno, il compimento del fine per cui Dio ha creato l’uomo, il sogno di Dio che vuole che l’uomo balli con Lui….si tratta solo di imparare ad attendere! Ciao belli