Archivio per 27 dicembre 2015

Anno della vita consacrata:

Pubblicato: 27 dicembre 2015 in Uncategorized

Nel giorno della Sacra Famiglia: le Suore Francescane della Sacra Famiglia

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Ti proponiamo la spiegazione dell’icona della loro spiritualità.

Gesù e il discepolo amato: chiamate ad avere gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, siamo in ascolto del Suo cuore che ama sempre, per primo, tutti, per collaborare al Suo progetto di salvezza.
Al Getsemani: alla sequela di Cristo che imparò l’obbedienza dalle cose che patì (Eb 5,8), fino alla morte, la più ignominiosa e crudele, siamo chiamate a vivere anche noi l’abbandono alla volontà del Padre, per condividere con Gesù il ministero della Sua Pasqua.
Ss. Trinità: generati da Dio, figli nel Figlio, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, siamo inserite nel circolo di amore della Trinità.

La Sacra Famiglia: convocate nel nome del Signore, la nostra vita fraterna è caratterizzata da uno stile familiare di pace, frutto della comunione tra le sorelle, di unione, avendo un cuor solo e un’anima sola, e di concordia portando avanti insieme il progetto di salvezza che il Padre ci ha affidato in Cristo, unico Redentore del mondo.

Cristo Redentore e Salvatore:
“questo è il disegno del Padre, fare di Cristo il cuore del mondo”.
“Nessuno ha un amore più grande di Colui che dà la vita per i suoi fratelli”

Noi ai piedi della croce:
contempliamo il sommo e unico Bene, l’amato Crocifisso e risorto che ci indica la strada dell’amore, amandoci e spingendoci ad offrire la vita, come Lui.
Dopo aver messo testa e cuore sul petto di Gesù, siamo mandate a proclamare l’amore di Dio per l’uomo, in modo particolare alla gioventù, con la testimonianza e il servizio nella vita quotidiana, chi con la catechesi e l’evangelizzazione, coltivando la nostra vena contempl-attiva.

La fondatrice
Suor Maria Teresa Lega, Fondatrice dell’Istituto “Lega” delle suore francescane della Sacra Famiglia nasce a Brisighella (Ra) il 13 gennaio 1812. Vive in famiglia fino al 20 ottobre 1824 quando dai suoi genitori, per la sua istruzione e formazione, è affidata alle Monache del Collegio Emiliani di Fognano, presso cui rimane fino al diciannovesimo anno di età. Rientrata in famiglia sente più fortemente la voce del Signore, che la chiama a consacrarsi a Lui presso le monache del suo Collegio di Fognano. Incontra molte difficoltà di ogni ordine e misura e deve lottare non poco per restare fedele al suo proposito. Rientra a Fognano e il 27 settembre 1835 emette in questa fraternità la professione religiosa con il nome di Suor Maria Teresa dell’esaltazione della Croce.

La contemplazione dell’amore di Cristo che, facendosi uomo, muore in croce per tutte le creature, porta frutto: si apre per lei un orizzonte più vasto del Monastero di Fognano. Avverte l’ispirazione del Signore per dar vita ad una “Fondazione di un Istituto per le povere bambine che sono nella strada abbandonate a loro stesse”. Prega, lotta, soffre a lungo, cerca consiglio da uomini di Dio per comprendere la volontà di quel Dio che la va purificando attraverso una lunga storia di silenzi e contraddizioni. Finalmente il 6 giugno 1871 suor Maria Teresa lascia il monastero e giunge a Modigliana, dove Dio l’ha chiamata a dare inizio all’Opera: una piccola famiglia dove le bambine orfane più povere , grazie alla comunione dei beni con quelle più benestanti, possono crescere umanamente e spiritualmente, imparando anche un mestiere.

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Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 27 dicembre 2015 in Uncategorized
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27 dicembre 2015
Domenica
Santa Famiglia (s)
Liturgia: 1Sam 1,20-22.24-28; Sal 83; 1Gv 3,1-2.21-24; Lc 2,41-52
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+ Dal Vangelo secondo Luca
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
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Buongiorno sono il sole…nel rito romano oggi è la festa della Santa Famiglia, Gesù è nato da un paio di giorni, non sa ancora né parlare tantomeno camminare, ancora ha da ricevere i mitici re magi che sono in cammino, Erode ancora non lo odia al punto giusto e il Vangelo ce lo mostra già in azione! Gita. Meta: Gerusalemme, Tempio. Valigia pronta in un attimo e genitori non molto apprensivi, genitori qualunque che fanno collissione con i progetti del Padre quando il loro pargoletto ha tredici anni, i sogni di un Figlio che non corrispondono più ai loro sogni: “ma essi non compresero le sue parole”. Anche casa del Giuseppe e della Maria c’è aria di crisi, ottimi genitori alle prese con l’incomprensione di un Figlio al quale già stanno strette le porte di casa.
L’Angelo Gabriele l’aveva detto che quel Figliolo non sarebbe stato tanto normale ma, evidentemente quel giorno nei pressi di Gerusalemme non se lo sono ricordato visto l’alto tasso di angoscia, tipico di quei genitori che non comprendono il nuovo lavoro del primogenito che volevano ingegnere come il babbo, o la scelta di entrare in convento della figlia che già prevedevano sposata con il figlio del commendatore.
Ma è un attimo, giusto un attimo per capire che i figli sono figli di un Padre che vuole progetti di libertà ad ali spiegate, che chiede a tutti i genitori di farsi grembo per far nascere i suoi figli e lasciarli liberi per volare alto. Loro lo sanno e con tenerezza raccontano al Figlio la loro preoccupazione, in un dialogo dettato dalla tenerezza amorosa, un dialogo che mette pure in conto di ricevere di ricambio una risposta incomprensibile: “non sapevate che dovevo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Loro chiedono e Lui risponde, come sa fare Lui: “Mami, papi, non voglio ripudiare il vostro affetto, non preoccupatevi, la mia vita non è ne per me, ne per voi, la mia vita è per tutti, io sono venuto per raccontare ad ogni uomo e ad ogni donna l’Amore del Padre.
Ora avevo da sistemare alcune cose ma torno a casa con voi, si torna a Nazareth insieme”.
Insieme erano partiti per Gerusalemme, insieme mami e papi avevano cercato il Figlio, insieme l’angoscia della perdita e insieme la gioia del ritrovarsi, sempre insieme. Inizia la vita nascosta di Nazareth, trent’anni per imparare a fare l’uomo e poi insegnare all’uomo ad amare Dio, insieme all’uomo colui che da uomo si fa Dio. Nazareth la casa dove Gesù “cresceva in sapienza, età e grazia”, e dove Maria “conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Cresceva e conservava sono all’imperfetto: per dire un quotidiano che continua nel tempo tra attesa e interrogativi, misteri e gioie, sofferenze e incomprensioni, tra pentolini e attrezzi da falegname, trent’anni per occuparsi dell’uomo e insegnare all’uomo ad occuparsi delle cose di Dio!
ciao belli e buona festa della Santa Famiglia