Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 6 gennaio 2016 in Uncategorized

‪#‎labuonanotizia‬
6 gennaio 2016-Mercoledì-Epifania del Signore (s) – P
Liturgia: Is 60,1-6; Sal 71; Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12

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+ Dal Vangelo secondo Matteo
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

ph: AUTUN, Cathédrale Saint-Lazare d’Autun – Salle Capitulaire – Bourgogne (France)

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Buongiorno sono il sole, sono felice perché oggi vi posso presentare tre tizi che mi stanno veramente simpatici, tre strani personaggi che hanno talmente tanta inquietudine da muoversi insieme e seguire non tanto il classico tom tom impazzito che continua a ricalcolare l’itinerario ma una brillantissima cometa che li guida dentro un ignoto incerto. C’è l’inquietudine che muove passi e cuore, inquietudine del cuore e dei piedi oseremmo dire, l’ansia di andare a cercare quel Bambino: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo».
Questi tre uomini li chiamano Magi, uomini strani con nomi ancora più strani, uomini bravi a studiare l’astrologia, fare magie e calcolare gli affascinanti itinerari celesti, ma che allo studio degli astri hanno preferito la rotta del Padre del Cielo, meno scienza e sapienza per una partenza di cuore in direzione Betlemme, meno sicurezza per un di più di precarietà e di ingenuità.
Vanno a Betlemme seguendo la stella, portando oro, incenso e mirra, così come noi alla Messa portiamo Pane e Vino che sull’altare diventano Corpo e Sangue di un Dio vicino all’uomo, sostano sulla porta di quella Grotta così come noi sosteremmo sulla porta di una Chiesa, entrano nella casa e vedono Maria e il Bambino e si prostrano ad adorare come faremmo noi in una celebrazione solenne con la gratitudine di chi, incontrando lo sguardo del Bambino, riceve misericordia e gratitudine, persone grate perché amate, persone grate che si buttano in ginocchio per dire Grazie a tanto amore. Persone grate che offrono i doni dei loro scrigni con semplicità, in punta di piedi. Una veglia di preghiera semplice e intensa per poi tornare a casa “per un’altra strada”. Erano partiti con la voglia di donare e tornano col cuore più ricco di quando erano arrivati, con le mani più piene dei doni che hanno portato, con un di più di quell’oro, di quell’incenso e di quella mirra, con un pezzetto di sguardo del Figlio di Dio riflesso nei loro sguardi, tornano nelle loro case con il ricordo di quella fragilità di bambino a riscaldare il cuore e non la potenza di un Erode cattivo che li aveva mandati a controllare, tornano nelle loro case per un’altra strada, con quella gioia grandissima provata nel seguire la stella che li ha accompagnati a vedere quell’esserino che giaceva in una povera mangiatoia, tornano a casa dopo aver adorato quella fragile carne di uomo avvolta in fasce dal sapore di Dio. Erano partiti per incontrarlo ma dopo averlo incontrato sono cambiati e la strada per tornare doveva per forza essere un’altra, erano partiti come quando si parte per un pellegrinaggio: non si può più tornare indietro per la stessa strada ed essere gli stessi di prima. Erano partiti per cercarlo ben sapendo dove si trovavano loro prima di incontrarlo ma hanno scoperto che il ritorno dipende sempre dall’intensità del dono ricevuto.
Erano venuti dall’Oriente, erano tre uomini saggi e studiosi, si sono fermati davanti alla grotta e si sono buttati in ginocchio per adorare un Bambino, per offrire oro incenso e mirra e per scoprire la vera strada del ritorno alla loro casa, quella che li ha fatti diventare quello che il Padre del cielo desidera, creature fatte a immagine e somiglianza del Cielo, persone grate perché amate! Ciao belli.

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