Archivio per marzo, 2016

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Pubblicato: 20 marzo 2016 in Uncategorized

LA BUONA NOTIZIA
20 marzo 2016 – Domenica delle Palme – II
Liturgia: Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Lc 22,14 23,56

asino

Vangelo per la commemorazione dell’ingresso – Anno C Lc 19,28-40
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca
Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione
C Quando fu l’ora, Gesù prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: + “Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”. C E ricevuto un calice, rese grazie e disse: + “Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finche non verrà il regno di Dio”.
Fate questo in memoria di me
C Poi preso il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: + “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. C E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: + “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi”.
Guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito!
«Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito!». C Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro avrebbe fatto questo.
Io sto in mezzo a voi come colui che serve
E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: +«I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele.
Tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli
Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». C E Pietro gli disse: P «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte». C Gli rispose: + «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi».
Deve compiersi in me questa parola della Scrittura
C Poi disse loro: + «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». C Risposero: P «Nulla». C Ed egli soggiunse: + «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra gli empi. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento». C Ed essi dissero: P «Signore, ecco qui due spade». C Ma egli disse: + «Basta!».
Entrato nella lotta, pregava più intensamente
C Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: + «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: + «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». C Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: + «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?
C Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: + «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?». C Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: P «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». C E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: + «Lasciate! Basta così!». C E, toccandogli l’orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: + «Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l’ora vostra e il potere delle tenebre».
Uscito fuori, Pietro pianse amaramente
C Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: P «Anche questi era con lui». C Ma egli negò dicendo: P «O donna, non lo conosco!». C Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!». C Ma Pietro rispose: P «O uomo, non lo sono!». Passata circa un’ora, un altro insisteva: «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo». C Ma Pietro disse: P «O uomo, non so quello che dici». C E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?
E intanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano, gli bendavano gli occhi e gli dicevano: P «Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?». C E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo.
Lo condussero davanti al loro sinedrio
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro sinedrio e gli dissero: P «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». C Rispose loro: + «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». C Allora tutti dissero: P «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: + «Voi stessi dite che io lo sono». C E quelli dissero: P «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».
Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna
C Tutta l’assemblea si alzò; lo condussero da Pilato e cominciarono ad accusarlo: P «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». C Pilato allora lo interrogò: P «Sei tu il re dei Giudei?». C Ed egli rispose: + «Tu lo dici». C Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: P «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». C Ma essi insistevano dicendo: P «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». C Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.
Erode con i suoi soldati insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
Pilato abbandona Gesù alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: P «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». C Ma essi si misero a gridare tutti insieme: P «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». C Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: P«Crocifiggilo! Crocifiggilo!». C Ed egli, per la terza volta, disse loro: P «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». C Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: + «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
C Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: + «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
C Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Costui è il re dei Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: P «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: P «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: P «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!».C L’altro invece lo rimproverava dicendo: P «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». C E disse: P «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». C Gli rispose: + «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
C Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio,perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: + «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». C Detto questo, spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: P «Veramente quest’uomo era giusto». C Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.
Giuseppe pone il corpo di Gesù in un sepolcro scavato nella roccia
Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parasceve e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto.


‪#‎buongiornosonoilsole‬, ed eccoci arrivati alla famosa domenica delle Palme che rimane impressa nella memoria per quel ramoscello di ulivo che ti porti a casa come portafortuna o perché ‘porta bene’ e per il vangelo immensamente lungo. La buona notizia di oggi invece è qualcosa di più della possibilità di leggere il Passio in forma breve o integrale.
Il primo personaggio che troviamo è un asino. A noi che oggi contiamo i cavalli nel motore delle nostre macchine ci fa un po’ di stupore il fatto che Gesù entri a Gerusalemme a ‘cavallo’ di un asino…eppure ad un VIP di quello spessore quanti avrebbero potuto dargli un passaggio? Rimane solo un asinello figlio d’asina che con Gesù in groppa si fa breccia tra la folla.
Questa domenica non deve passare sopra le nostre teste lasciandoci indifferenti, deve entrare nei nostri cuori e lasciare un segno, quel segno che solo la Passione di Cristo può e sa lasciare. Ci parla di un Dio che dopo essere entrato a Gerusalemme osannato da tutti, arriverà ad avere paura, è un Dio che trema, che soffre, che arriva anche a piangere, è un Dio che rimane solo, abbandonato anche dai suoi tre fidi discepoli di nome Pietro, Giacomo e Giovanni, gli stessi che si è trascinato sul monte Tabor per mostrarsi nella sua Bellezza.
Ci parla di tante persone che quel Dio di nome Gesù non lo avranno più sulle loro strade a consolare dolori, a fasciare piaghe, a curare ferite anche profonde, a sanare chi soffre, a ridare la vista a chi non vede o a far camminare chi è rimasto immobile per troppo tempo. Ci parla della sua paura e angoscia tipica dell’uomo e del nostro bisogno d’affetto.
Un asinello lo porta verso Gerusalemme passando il testimone ad un altro personaggio singolare: un gallo nel cortile dopo il processo. Tra i due animali gli applausi e le grida festanti di oggi e le fughe paurose che portano a nascondersi venerdì, in mezzo la Bellezza lasciata sola a morire fuori la città dove era entrato mentre noi cantavamo con cuore: osanna al Figlio di David, osanna al Redentor.
Prima del Calvario c’è chi dorme, c’è chi scappa, c’è chi arriva a rinnegarlo e c’è chi lo bacia con quell’ultimo bacio diventato famoso come il bacio di Giuda. Ma non dobbiamo dar troppo contro gli apostoli, uomini come noi, con l’unico privilegio di aver lì Gesù in carne ed ossa, uomini come noi che sappiamo tradire proprio come tradivano loro, uomini come noi che proviamo la vergogna di mostrarci cristiani in piccole e grandi occasioni, che ci facciamo un segno di croce mozzato sul petto come sortilegio, che ci dimentichiamo di benedire la mensa, che non facciamo il primo passo nell’offrire un gesto di riconciliazione e di pace, uomini come noi che portiamo un rosario al collo o il braccialetto con tutte le madonnine in fila, ma che poi sparliamo e mormoriamo di continuo. Uomini come noi che preferiamo la forma breve nella lettura della Passione di nostro Signore troppo lunga da sopportare e da ascoltare con attenzione. Ma la colpa non è nostra è di quei benedetti foglietti che lo portano scritto come possibilità…come se per Gesù fosse stato possibile scegliere fra formula breve o formula lunga…è colpa di quei messalini che portano scritto prima, a mo’ di istruzione: durante la lettura della passione si può rimanere seduti fino all’annuncio della morte del Signore. Ma alla Pasqua si arriva solo per il Calvario e non ci sono scorciatoie…Lui l’ha salito tutto e con la Croce in spalla. Voi fate come volete. Buona domenica delle palme! Ciao belli

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Pubblicato: 13 marzo 2016 in Uncategorized

 ‪#‎LABUONANOTIZIA‬
13 marzo 2016
5.a di Quaresima – Domenica
Liturgia: Is 43,16-21; Sal 125; Fl 3,8-14; Gv 8,1-11

V dom quaresima


+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».


‪#‎buongiornosonoilsole‬ ed eccoci all’ultima domenica di Quaresima dove il tasso d’odio contro Gesù è alle stelle, sta veramente rompendo le scatole e nessuno ne può più ma, nonostante tutto, Gesù si mette ad insegnare, una cosa che gli piace molto e che sa fare molto bene. Mentre insegna gli portano una donna, una di quelle che noi troviamo sulle strade ad elemosinare amore, una donnina di quelle a pagamento, gliela portano come un pacchetto sporco che fa schifo anche a toccarlo ma con una presentazione degna di nota: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante delitto di adulterio” …e voi come fate a saperlo? Telecamere nascoste o la conoscete per altri motivi? Con lo stesso odio con cui tendono tranelli a Gesù così si comportano con lei…controllarla fino al punto di farla cadere, come si fa col mobbing nelle aziende; se sbagli Mosè dice lapidare, anche se qui, in gioco, c’è una persona, una figlia di Dio… gli aguzzini sono pronti al tiro, la pietra è già nelle loro mani, il bersaglio è fin troppo facile, non vedono l’ora… prima del tiro l’ultimo dubbio o l’ultima conferma: “Signore, che ne dici?”tranellosi e malvagi che siete! se la condanna non è un Dio misericordioso, se la perdona va contro la legge! Lui non parla, lui si china, lui scrive col dito per terra. Suo Padre ha fatto così i primi giorni della creazione, col dito ha scritto l’uomo dalla terra così come un iconografo scrive un’icona. Scrive chino a terra per non guardare negli occhi quegli uomini che sono pieni di rabbia, che sanno solo condannare, che non hanno ancora trovato la strada dell’amore nel loro cuore. Resta lì nel suo silenzio e nel rimbombo delle grida d’accusa dell’uomo. È da quel silenzio che finalmente esce la parola: chi di voi è senza peccato, getti la prima pietra. Effetto immediato: fuga! Ritirata! uno ad uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Gesù poteva urlare e rinfacciare tutti gli sbagli dell’uomo a cominciare dai più anziani fino agli ultimi, non lo fa, lui preferisce il silenzio e la scrittura di una parola che ricrea la donna che a questo punto è lì sola nel mezzo di una piazza vuota. Gesù si alza, nella sua lentezza di movimenti solenni, smette di scrivere il suo capolavoro, anzi lo finisce in piedi il suo capolavoro, ritto come ritta è la donna di fronte a lui, lo guarda il suo capolavoro, è lui che potrebbe colpirla con la pietra, è lui l’unico col diritto di condannarla, ma preferisce amarla, usare misericordia: “Donna, neanche io ti condanno! Va’ e non peccare più”. Era una donna abitata dalla miseria ed ora abita nella misericordia di Dio, si scopre donna che cammina nel sole, svestita dal peccato viene rivestita dell’abito della festa! Non c’è più bisogno di elemosinare amore peccando…va è non peccare più!
Ciao belli

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Pubblicato: 6 marzo 2016 in Uncategorized

 

‪#‎LABUONANOTIZIA‬
6 marzo 2016-4.a domenica di Quaresima – IV – domenica in Laetare
Liturgia: Gs 5,9a.10-12; Sal 33; 2Cor 5,17-21; Lc 15,1-3.11-32

IV QUARESIMA

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».


‪#‎buongiornosonoilsole‬, la Buona Notizia l’abbiamo letta settimana scorsa in un giorno feriale ma oggi è la domenica della gioia e questa storia la riraccontiamo per il gusto della festa che è tutta per noi. La ripropongo con un finale un po’ diverso: In questa storia abbiamo due figlioli alquanto caratteristici: il primo sceglie la libertà, modello “prendo tutto, me ne vado lontano e vivo da nababbo”; il secondo sceglie il dovere, modello “ faccio tutto a modino e quando quello muore piglio tutto”. Il padre che sceglie? nessuno dei due considera il padre come un padre perché nessuno dei due lo vuole come padre. Ma come sarà bello il ritorno a casa? Un Dio che si commuove come una madre, cioè al padre gli si muovono le viscere materne, è un padre con un utero capite? Che corre come il samaritano quando vede il bastonato a terra, corre il padre e non il ragazzo perché non è allenato al bene, corre e gli si getta sul collo come farebbe la sua mamma. È un padre assurdo come è assurdo Dio che non colpevolizza perché ci pensano già i preti e i bacchettoni a colpevolizzare abbastanza, ci pensa già il figlio a rimproverarsi da solo. Un Dio che bacia, in greco c’è scritto strabacia, è una scena bellissima di un padre che vuole dire tutto il suo amore, di un padre contento che finalmente suo figlio sia libero. Di un padre che riveste il figlio della prima veste, quella di Adamo che però era nudo, quindi lo riveste dell’immagine e somiglianza di Dio, la veste del figlio, gli mette i sandali da figlio perché erano solo gli schiavi che camminavano a piedi nudi, gli mette l’anello che è il sigillo, la firma in banca, che gli dà libero accesso alle sue sostanze, non una parte di eredità ma tutto. La buona notizia non è un Dio che ci toglie qualcosa ma colui che ci dà tutto fino a dare se stesso. Poi il vitello immolato per il figlio che rivive, è la celebrazione eucaristica, il centro della nostra fede, la festa senza fine. La buona notizia continua con un figlio che non vuole entrare e con il padre che esce a cercarlo perché la sua giustizia si trasformi in misericordia, un padre che si perde il banchetto perché aspetta questa conversione all’infinito, perché Dio ci ama non perché siamo buoni ma perché siamo suoi figli. Il Padre che sceglie? sceglie di amarci. Il Padre aspetta, aspetta che il figlio maggiore accetti di farsi perdonare, quel perdono che passa dal suo vivere da vecchio, quel suo modo senza slancio, quel suo essere perfettino ma senza amore, quel suo non accettare il figlio di suo Padre. Il Padre aspetta e ama e resta lì con quella frase che dice tutto: “Figlio, tutto ciò che è mio è tuo“. Ma forse è proprio questo quello che lui non vuole, fare suo il grande amore generoso di suo Padre, quel suo essere così generoso e amante. No, non ce la può fare, non entra e continua a borbottare contro chi ha scoperto che invece l’amore salva e fa vivere nella gioia e nella festa! Ciao belli