#buongiornosonoilsole

Pubblicato: 20 marzo 2016 in Uncategorized

LA BUONA NOTIZIA
20 marzo 2016 – Domenica delle Palme – II
Liturgia: Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Lc 22,14 23,56

asino

Vangelo per la commemorazione dell’ingresso – Anno C Lc 19,28-40
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca
Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione
C Quando fu l’ora, Gesù prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: + “Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”. C E ricevuto un calice, rese grazie e disse: + “Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finche non verrà il regno di Dio”.
Fate questo in memoria di me
C Poi preso il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: + “Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. C E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: + “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi”.
Guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito!
«Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito!». C Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro avrebbe fatto questo.
Io sto in mezzo a voi come colui che serve
E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: +«I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele.
Tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli
Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». C E Pietro gli disse: P «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte». C Gli rispose: + «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi».
Deve compiersi in me questa parola della Scrittura
C Poi disse loro: + «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». C Risposero: P «Nulla». C Ed egli soggiunse: + «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra gli empi. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento». C Ed essi dissero: P «Signore, ecco qui due spade». C Ma egli disse: + «Basta!».
Entrato nella lotta, pregava più intensamente
C Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: + «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: + «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». C Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: + «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?
C Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: + «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?». C Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: P «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». C E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: + «Lasciate! Basta così!». C E, toccandogli l’orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: + «Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l’ora vostra e il potere delle tenebre».
Uscito fuori, Pietro pianse amaramente
C Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: P «Anche questi era con lui». C Ma egli negò dicendo: P «O donna, non lo conosco!». C Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!». C Ma Pietro rispose: P «O uomo, non lo sono!». Passata circa un’ora, un altro insisteva: «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo». C Ma Pietro disse: P «O uomo, non so quello che dici». C E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?
E intanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano, gli bendavano gli occhi e gli dicevano: P «Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?». C E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo.
Lo condussero davanti al loro sinedrio
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro sinedrio e gli dissero: P «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». C Rispose loro: + «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». C Allora tutti dissero: P «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: + «Voi stessi dite che io lo sono». C E quelli dissero: P «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».
Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna
C Tutta l’assemblea si alzò; lo condussero da Pilato e cominciarono ad accusarlo: P «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». C Pilato allora lo interrogò: P «Sei tu il re dei Giudei?». C Ed egli rispose: + «Tu lo dici». C Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: P «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». C Ma essi insistevano dicendo: P «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». C Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.
Erode con i suoi soldati insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
Pilato abbandona Gesù alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: P «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». C Ma essi si misero a gridare tutti insieme: P «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». C Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: P«Crocifiggilo! Crocifiggilo!». C Ed egli, per la terza volta, disse loro: P «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». C Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: + «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
C Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: + «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
C Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Costui è il re dei Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: P «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: P «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: P «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!».C L’altro invece lo rimproverava dicendo: P «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». C E disse: P «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». C Gli rispose: + «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
C Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio,perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: + «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». C Detto questo, spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: P «Veramente quest’uomo era giusto». C Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.
Giuseppe pone il corpo di Gesù in un sepolcro scavato nella roccia
Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parasceve e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto.


‪#‎buongiornosonoilsole‬, ed eccoci arrivati alla famosa domenica delle Palme che rimane impressa nella memoria per quel ramoscello di ulivo che ti porti a casa come portafortuna o perché ‘porta bene’ e per il vangelo immensamente lungo. La buona notizia di oggi invece è qualcosa di più della possibilità di leggere il Passio in forma breve o integrale.
Il primo personaggio che troviamo è un asino. A noi che oggi contiamo i cavalli nel motore delle nostre macchine ci fa un po’ di stupore il fatto che Gesù entri a Gerusalemme a ‘cavallo’ di un asino…eppure ad un VIP di quello spessore quanti avrebbero potuto dargli un passaggio? Rimane solo un asinello figlio d’asina che con Gesù in groppa si fa breccia tra la folla.
Questa domenica non deve passare sopra le nostre teste lasciandoci indifferenti, deve entrare nei nostri cuori e lasciare un segno, quel segno che solo la Passione di Cristo può e sa lasciare. Ci parla di un Dio che dopo essere entrato a Gerusalemme osannato da tutti, arriverà ad avere paura, è un Dio che trema, che soffre, che arriva anche a piangere, è un Dio che rimane solo, abbandonato anche dai suoi tre fidi discepoli di nome Pietro, Giacomo e Giovanni, gli stessi che si è trascinato sul monte Tabor per mostrarsi nella sua Bellezza.
Ci parla di tante persone che quel Dio di nome Gesù non lo avranno più sulle loro strade a consolare dolori, a fasciare piaghe, a curare ferite anche profonde, a sanare chi soffre, a ridare la vista a chi non vede o a far camminare chi è rimasto immobile per troppo tempo. Ci parla della sua paura e angoscia tipica dell’uomo e del nostro bisogno d’affetto.
Un asinello lo porta verso Gerusalemme passando il testimone ad un altro personaggio singolare: un gallo nel cortile dopo il processo. Tra i due animali gli applausi e le grida festanti di oggi e le fughe paurose che portano a nascondersi venerdì, in mezzo la Bellezza lasciata sola a morire fuori la città dove era entrato mentre noi cantavamo con cuore: osanna al Figlio di David, osanna al Redentor.
Prima del Calvario c’è chi dorme, c’è chi scappa, c’è chi arriva a rinnegarlo e c’è chi lo bacia con quell’ultimo bacio diventato famoso come il bacio di Giuda. Ma non dobbiamo dar troppo contro gli apostoli, uomini come noi, con l’unico privilegio di aver lì Gesù in carne ed ossa, uomini come noi che sappiamo tradire proprio come tradivano loro, uomini come noi che proviamo la vergogna di mostrarci cristiani in piccole e grandi occasioni, che ci facciamo un segno di croce mozzato sul petto come sortilegio, che ci dimentichiamo di benedire la mensa, che non facciamo il primo passo nell’offrire un gesto di riconciliazione e di pace, uomini come noi che portiamo un rosario al collo o il braccialetto con tutte le madonnine in fila, ma che poi sparliamo e mormoriamo di continuo. Uomini come noi che preferiamo la forma breve nella lettura della Passione di nostro Signore troppo lunga da sopportare e da ascoltare con attenzione. Ma la colpa non è nostra è di quei benedetti foglietti che lo portano scritto come possibilità…come se per Gesù fosse stato possibile scegliere fra formula breve o formula lunga…è colpa di quei messalini che portano scritto prima, a mo’ di istruzione: durante la lettura della passione si può rimanere seduti fino all’annuncio della morte del Signore. Ma alla Pasqua si arriva solo per il Calvario e non ci sono scorciatoie…Lui l’ha salito tutto e con la Croce in spalla. Voi fate come volete. Buona domenica delle palme! Ciao belli

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