Archivio per Maggio, 2016

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 29 Maggio 2016 in Uncategorized

‪#‎LABUONANOTIZIA‬
29 maggio 2016
Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (s) – P
Liturgia: Gen 14,18-20; Sal 109; 1Cor 11,23-26; Lc 9,11b-17

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Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 11,23-26)
Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”.
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me”.
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore finché egli venga.

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Buongiorno sono il sole, mi ricordo quando alle elementari la mia maestra si incraponiva a farmi imparare la poesia a memoria, me lo ricordo come se fosse ieri, come alla dottrina quando la mitica Maestra Perego mi incitava con forza a imparare le preghiere del cristiano a suon di punteggi e premi. Tutto questo mi viene in mente leggendo la seconda lettura e pensando a Gesù che, nell’ultima cena, inventa un gesto che rimane per sempre e si chiama MEMORIALE. Un gesto che non è ripetere meccanicamente qualcosa avvenuto una volta ma è rivivere un fatto come se accadesse la prima volta. Questo, ogni volta che celebriamo l’Eucarestia, questo ogni volta che andiamo a Messa e decidiamo di non assistere impotenti a un qualcosa che è semplicemente un rito ma accettiamo di essere partecipi di un Mistero che avviene nello stesso modo in cui Gesù l’ha pensato quell’ultima cena. Gesù ci ha regalato il MEMORIALE, un’azione divina e ogni giorno è un renderci partecipi dell’Eucarestia: anche io lì nel cenacolo, davanti a un Dio che prende il pane, lo benedice, lo spezza e lo dà, così come ha fatto moltiplicando i pani, ogni volta è un prendere, un benedire, uno spezzare e un dare, così come ha fatto con il suo Corpo: preso, benedetto, spezzato e dato.
Questo è un Dio che ogni giorno sceglie di stare con te, ti sceglie così come sei, peccatore, ribelle, distratto, egoista, arrabbiato, gioioso, desideroso, generoso…sceglie quello che sei e che scegli di essere per entrare in te. Che gran Mistero!
Ogni tanto, durante la consacrazione, guardo le mani del sacerdote, del giovane e dell’anziano, mani scelte e unte dell’olio del ministero per consacrare il pane e il vino, le guardo mentre tengono tra le mani quel corpo e quel calice col sangue, in quelle mani il CORPUS DOMINI!
Ogni tanto guardo anche le persone che fanno la comunione, mi capita di poter essere ministro straordinario dell’eucarestia e di avere il privilegio di donare il Corpo del Signore, vedo l’abitudine, vedo il desiderio, vedo la noia, vedo l’emozione, vedo l’attesa, vedo la distrazione. È vero, forse ci siamo anche un pochino abituati a questo gesto, lo percepisco da quell’amen sotto tono, da quel prendere il Corpo del Signore e andarsene quasi in fuga, con il sorriso di chi non capisce, però in tanti ci credono davvero e, qualche volta, c’è anche una lacrima. Per me questa è l’Eucarestia, un Dio che entra dentro di te sconvolgendoti.
O Signore non sono degno di partecipare alla tua mensa… chi ci crede in questa Eucarestia dell’ “è come se fosse la prima volta”, vede strade nuove su cui camminare perché, in quel poco pane e in quel poco vino, in quel pane preso, benedetto, spezzato e dato c’è tutta la forza per provarci, perdere tutto e giocare la vita per Dio e con Dio. Il Corpus Domini.
Inizi a sognare una realtà diversa che ti rende difficile il dormire, ti mette ansia, ti mette in piedi per fare quello che Gesù chiede: fate questo in memoria di me…date voi stessi da mangiare, diventate pazzi per Dio!
Come Francesco d’Assisi e tutti i santi che hanno sognato un mondo diverso e hanno fatto di tutto per realizzare l’invito di Gesù. La vita non è un copione da imparare a memoria, zitti e buoni, ma è accettare di diventare uomini e donne eucaristici che ricevono in dono ogni giorno una pagina bianca da riempire, uno spazio vuoto con i margini da riempire, il Signore ci chiede di scrivere pezzi di vita originale, non ci chiede di essere dei geni e dei perfetti, ma annotare doti e talenti da donare, ci chiede di farci mangiare e consumare da un mondo che ha fame. Oggi è questo giorno in cui fare della vita un memoriale, fate questo in memoria di me, è il Corpus Domini che ce lo chiede, essere il profumo del Pane che mette l’appetito per una vita dal sapor del rischio, il sapore del Pane, del Corpo del Signore, che ogni giorno non smette di amare e ci chiede di fare altrettanto.

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 22 Maggio 2016 in Uncategorized

‪#‎LABUONANOTIZIA‬
22 maggio 2016
Domenica della Santissima Trinità (s) – P
Liturgia: Pr 8,22-31; Sal 8; Rm 5,1-5; Gv 16,12-15

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà”.

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Buongiorno sono il sole e in questa festa stramagnifica della Santissima Trinità io mi appoggio con gioia su un verbo che dà sicurezza: “lo Spirito Santo vi guiderà alla verità tutta intera” (Gv 16,12-15). “Guidare“, quel verbo usato dagli alpinisti per accompagnare una persona in montagna, usato da un cane per accompagnare un cieco su vie che non vede, usato dai padri e dalle madri spirituali per accompagnare una persona a scoprire passo dopo passo il cammino che porta a Dio, il cammino che si riempie di stupore e di meraviglia, il cammino che ti fa desiderare l’oltre, il cammino che a volte costa fatica e ti fa sentire inadeguato, il cammino dove lo Spirito Santo è il protagonista assoluto per farti diventare quel figlio che il Padre ha sognato da sempre. Un cammino che necessità di un modo di essere, uno stare in ginocchio davanti a Gesù. Un cammino con lo Spirito, una preghiera con il Figlio per essere come il Padre ci ha scelti. Ecco la Trinità.
Io penso alla Trinità come ad un abbraccio, quando io abbraccio una persona le faccio sentire il mio affetto, il mio sostegno, il mio conforto, prendo dal mio cuore per dare a lei, quando prendo un abbraccio io mi sciolgo e non mi staccherei mai…così la Trinità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo in un unico abbraccio e in quell’abbraccio c’è tutto…
Lo Spirito Santo prende da Gesù quell’abbraccio che ha ricevuto dal Padre e lo regala a noi. Niente di più niente di meno. Un abbraccio, le braccia di Dio che si allargano per prenderti, per accoglierti, che ti abbracciano e ti fanno sciogliere di commozione.
La preghiera amici belli è arrendersi allo Spirito Santo, è ridere di gioia, lasciando venire fuori tutto quello che ci portiamo dentro, felici di essere ascoltati prima ancora di poter chiedere. Se siamo rigidi non sentiremo mai la bellezza di quell’abbraccio, se preghiamo meccanicamente non riusciremo a scioglierci, non sentiremo tutta la tenerezza che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo hanno preparato. Oggi è la nostra occasione: in questa festa possiamo sfruttare lo Spirito al massimo! se siamo arrabbiati sentiamo: perdona. Se abbiamo paura, sentiamo: coraggio. Se dubitiamo sentiamo: non ti preoccupare e fidati. Se non sappiamo dove andare o se ci garba stare tranquilli, sentiamo: seguimi! C’è un abbraccio che ci aspetta, buttiamoci in ginocchio e prendiamocelo tutto! Ciao belli

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 15 Maggio 2016 in Uncategorized

Buongiorno sono il sole…incredibile ma vero, ma oggi signori è nata la Chiesa. Come e quando è nata la Chiesa? È nata in un giorno normale, uno dei nostri, fatto di affanni e di paure, di preoccupazioni perché ‘non so proprio come risolvere quella cosa’, con persone normali, i soliti apostoli sgangherati, che una ne pensano e cento ne sbagliano, uomini e donne chiusi nelle certezze che non fanno fare un passo oltre, quel passo che sa di fiducia, uomini che hanno paura del mondo, al rifugio, con porte e finestre sbarrate. La Chiesa nasce lì con questa gente, gente sconfitta, gente senza speranza, gente che non ha più la forza e la voglia di guardare al cielo. Con questa gente che viene investita da un vento impetuoso. Dio ci ha creati con un soffio e ci manda ad annunciare la buona notizia con un soffio. L’ultima notizia che abbiamo degli apostoli e che sono stati visti a Betania, nasi in su, a fissare il cielo, le nuvole, perché oltre quelle, non erano capaci di guardare. Gerusalemme era tornata la città di prima, prima che arrivasse Gesù, quello che scardina ogni nostro paletto. Loro tornano lì pieni di gioia, forse, ma con quella paura dei Giudei e quel ‘adesso che facciamo???’ che non li smuove. ‘Non sarà più come prima…’. Già! Non sarà più come prima perché al Padrenostrocheseineicieli piacciono i fuori programma, quei fuori programma che lì per lì ci destabilizzano ma poi ci fanno sorridere per quel di più di amore che invade la vita e che ci spinge ad andare oltre. Così è il giorno di Pentecoste, 50 giorni esatti dopo la Pasqua, è un fuori programma da Dio, che neppure il clan dei 12 osa immaginare; la Chiesa è un colpo da Maestro: l’aveva promesso. Manderò a voi il consolatore, il paraclito, che vi guiderà a fare verità, alla verità tutta intera, vi insegnerà come amare. L’aveva promesso e loro, come al solito: ‘sì sì, lo aspettiamo, tranquillo! Te vai pure, noi siamo pronti…’. Ma Dio interviene sempre all’improvviso, quando meno ce lo aspettiamo, quando le nostre forze sono al limite, quando non ce la facciamo più e stiamo mollando la presa, dice cose immense e fa cose che non siamo abituati a vedere. È come gli incidenti, quegli imprevisti che non abbiamo calcolato nel programma definito delle nostre stucchevoli certezze.
Amici belli prendete la Bibbia perché il versetto che si fa buona notizia è proprio quello alla fine della prima lettura, il versetto mancante: “Tutti erano stupiti e perplessi e si chiedevano l’un l’altro: Che significa questo?” (At 2,12). La buona notizia è lo stupore e la fantasia perché nessuno di noi può calcolare una cosa nella vita: la fantasia dello Spirito Santo. Fantasia, che non è un film rosa alla Walt Disney, ma è la capacità di creare, è il brivido di scoprire, ed è il coraggio di buttarti su strade nuove.
Sarà stato un incidente di percorso, sarà stato un imprevisto ma dalla fantasia di Dio è nata la Chiesa, una Chiesa bella, che si mette in gioco, che osa, che si stupisce delle cose di Dio e che cerca di amare così, come piace a Dio. Ciao belli

Buongiorno sono il sole

Pubblicato: 8 Maggio 2016 in Uncategorized

‪#‎LABUONANOTIZIA‬ (Lc 24,46-53)
Ascensione del Signore – P
+ Dal Vangelo secondo Luca

ASCENSIONE

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

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Buongiorno sono il sole…. leggo e rileggo questo brano e penso che sia tutto perfetto…nessuno parla, Gesù prende i ragazzi come se fossero bambini delle elementari in gita scolastica, li porta a Betania, alza le mani, li benedice uno ad uno e poi si stacca con un fantastico effetto speciale e viene portato in alto come se ci fosse una navicella spaziale a tirarlo su. Loro bravissimi, zitti, si prostrano come quelli che hanno capito tutto, vanno a Gerusalemme pieni di gioia senza versare nessuna lacrima come è successo quando il loro Gesù era morto in croce. Bravissimi, fine.
Però, se prendiamo una parola alla volta, qualche crepa che fa passare il significato più vero, la troviamo di sicuro.
Gesù li prende e li porta fuori, come ha fatto Dio con il suo popolo nell’Esodo portandoli fuori dall’Egitto. Gesù fa lo stesso con i 12, il nuovo popolo, ha compiuto la sua missione d’amore e ora può tornare a casa, quindi li porta fuori da tutto quello che è umano e li porta a Betania, dove abitavano i suoi migliori amici. Betania, Casa dell’amicizia, Betania luogo amato da Gesù, che risceglie per alzare le mani su ogni apostolo in segno di preghiera, per alzare le mani verso il cielo come quelle di Mosè tenute in alto da Aronne e Cur a supplicare il cielo, per alzare le mani come sulla croce quando chiedeva perdono per tutti quelli che non sanno quello che fanno, per alzare le mani su ogni apostolo e benedirlo, per alzare le mani e fare il bene, dire il bene, come quando suo Padre ha creato il mondo: dicendo creava. Alza le mani Gesù per fare sintesi, per dire tutto il bene che ha fatto in questi anni e che loro hanno visto. Ed è qui che avviene il colpo di scena, le parole di Gesù, quelle che non vorremmo mai sentirci dire, soprattutto nel momento in cui si sta bene insieme, quei momenti da film che non vorresti finissero mai, quei momenti già vissuti da Pietro, Giacomo e Giovanni sul Tabor quando Gesù al loro: “E’ bello per noi stare qui”, li rispediva a valle; anche qui la stessa intonazione da ‘lo faccio per il vostro bene’, come a dire: se me ne vado è per farvi crescere, come fa il bambino con la mamma, crea una distanza per nascere, come fa la mamma col bambino crea un distanza per farlo camminare. Questa distanza è lo spazio vitale, Gesù crea distanza e ritorna al Padre. Come quando devi programmare un viaggio e vai su google map e vedi i chilometri che ti separano dall’arrivo, la distanza ti fa capire quanto c’è da camminare, ma qui non è google map è Lui la strada, non va lontano per stare lontano, c’è, non fugge, è dentro questa distanza e si chiama desiderio. Si chiama cammino. Si chiama incontro. Desiderio di vivere come lui, di percorrere lo stesso cammino per raggiungere la stessa meta. Lui ci apre la via per arrivare dove tutti dobbiamo arrivare, a casa del Padre, e la casa è dove uno ama! Ciao belli

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 1 Maggio 2016 in Uncategorized

#LABUONANOTIZIA
1 maggio 2016-6.a Domenica di Pasqua
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti
Liturgia: At 15,1-2.22-29; Sal 66; Ap 21,10-14.22-23; Gv 14,23-29

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+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

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Buongiorno sono il sole….la buona notizia è Gesù che se ne va ma non per lasciarci soli, dice che ci manda lo Spirito ad insegnarci e a ricordarci tutto quanto ha detto e fatto. Sì belli amici, Gesù ha già detto e dato tutto quando è stato qui con noi poi se ne va e ci manda il Consolatore, lo Spirito Santo, lo Spirito che ci fa vedere l’amore, cioè ci mostra quel Dio che ci dona il suo amore sulla croce. Ci insegnerà questo non ispirerà cose strane, non dirà cose che non ci sono nel Vangelo, come fanno alcuni che dicono: sai, me lo ha detto lo Spirito Santo…se qualcuno vi dice così lasciatelo perdere. Lo Spirito semplicemente dice solo ciò che Gesù ha detto nel Vangelo, non aggiunge nulla e non toglie nulla ma te lo dice con quella forza che serve a te per capire e per agire.Lo Spirito Santo ti dice l’amore ed è l’amore che ci fa capire e ci fa fare quello che Gesù ha insegnato e nel Vangelo non abbiamo mai trovato altri maestri se non Gesù. Il Padre ha insegnato al Figlio a fare il Figlio, ora lo Spirito, in assenza di Gesù, ci mostra come essere figli e a capire tutto.  E ti farà ricordare tutte le cose. La parola RICORDARE è una delle più belle nel Vangelo, vuol dire re-cor-dare, riportare al cuore ed è l’amore che te lo fa fare. Quando vuoi bene ad una persona vorresti che non se ne andasse mai, l’abbracci e quell’abbraccio è infinito, staresti a chiacchierare ore, poi però c’è sempre il momento dei saluti e allora tu vivi di quel ricordo, di quelle parole che quella persona bella ti ha detto, le hai registrate (in inglese ‘record’), le hai messe nel cuore per ripeterle per sempre, ed è bello questo perché uno vive di ciò che ha nel cuore, di ciò che ricorda, allora anche con Gesù, se lo amiamo, se tutto quello che ha detto e fatto ci interessa, se la sua Parola ci interessa, lo Spirito Santo ci aiuta a ricordarla, la porteremo nel cuore, la ameremo questa Parola e diventerà la tua vita e allora vivrai da figlio. E quest’amore che è lo Spirito Santo da dove lo vedo? Questo dono fiorisce nella pace e nella gioia. Non hai amore se sei inquieto, sei triste, sei preoccupato, non hai la gioia: ama e vivrai nella gioia. La pace che Gesù ci dona poi non è l’assenza di guerra ma è una pace che passa per le ferite della croce, Gesù infatti si fa rivedere dai suoi mostrando le ferite di un amore più grande, ci dice: Pace a voi! non per dirci Ciao ragazzi, va tutto bene, tranquilli! non è una forma di saluto, ma una vera comunicazione di pace. È quella pace che viene dalle ferite delle mani e dei piedi e del cuore spaccato, perché lì si è spenta la cattiveria, si è spento l’odio, si è spenta la divisione e l’ingiustizia. La vita è dono d’amore e resta dono d’amore eterno. E questo dono è per noi! Lo Spirito Santo ci aiuti a fare verità. Ciao belli