Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 19 giugno 2016 in Uncategorized

‪#‎LABUONANOTIZIA‬
19 giugno 2016
12.a Domenica del Tempo Ordinario – IV
Liturgia: Zc 12,10-11;13,1; Sal 62; Gal 3,26-29; Lc 9,18-24

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+ Dal Vangelo secondo Luca
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui, ed egli pose loro questa domanda: “Le folle, chi dicono che io sia?”. Essi risposero: “Giovanni il Battista, altri dicono Elia, altri uno degli antichi profeti che è risorto”.
Allora domandò loro: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Pietro rispose: “Il Cristo di Dio”.
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. “Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno”.
Poi, a tutti, diceva: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà”.

Buongiorno sono il sole, un bel giorno Gesù trova un bel posticino solitario e si mette a pregare, nella preghiera di Gesù nascono sempre le cose più belle e più vere e meno male che i suoi discepoli sono con lui perché, mentre prega, ha un colpo di genio: ragazzi, una domanda, ma la folla che dice di me? Il paese è piccolo la gente mormora, è una cosa che si fa da sempre, figurati se risparmiano Gesù. Su questa strada questa domanduccia per niente piccola come arriva al cuore dei discepoli? Dai Gesù, ma che domande fai, tu che sai cosa c’è dentro il cuore cosa vieni a chiederci? Cioè, dopo quella strinata che hai fatto a Simone domenica scorsa come ci dovremmo sentire nel risponderti?
Bravi i nostri ragazzi, loro sanno che le domande di Gesù non sono senza un senso logico, Gesù non interroga come i professori per fregarti ma per capire se lo stai seguendo davvero, se sai perché la direzione del viaggio è Gerusalemme, se sai che Gerusalemme è la tappa ultima di un compimento d’amore vissuto a tappe, se sai chi è veramente e cosa è venuto a fare nel mondo.
Comunque, anche se lo sanno o anche se non lo sanno, da bravi discepoli, rispondono: “alcuni dicono che tu sia Giovanni Battista, altri dicono Elia, altri uno degli antichi profeti che è risorto”. Lui… zitto e muto, la domanda l’ha fatta ma queste risposte abili di chi scansa il problema allungando il brodo non lo toccano, lui vuole sapere da ognuno di loro chi è Gesù. La verità deve uscire dal loro cuore, lui vuole sapere il loro cuore di cosa si è nutrito finora e di cosa può uscirne, alcuni saranno gli evangelisti, coloro che consegneranno la buona notizia al mondo. Il nome esatto può uscire solo dal loro fare verità, loro che ha incontrato una mattina in riva al lago mentre riassettavano le reti e subito l’hanno seguito, loro che li ha incontrati un pomeriggio mentre riscuotevano le tasse e subito sono andati con lui, loro che stavano con il Battista e hanno girato lo sguardo attratti da LUI, l’Agnello che passava, loro che hanno visto segni e prodigi, carezze e abbracci, hanno visto sorrisi mai sprecati, spremute di gioia, discorsi felici, loro che hanno visto moltiplicare i pani, hanno sentito calore e colore in quello che faceva e diceva. Solo loro possono sapere chi è veramente Gesù e lui lo vuole sapere.
Ma voi, chi dite che io sia? Non devono prendere tempo, non devono perdere tempo, è il cuore che deve far uscire la verità, ed è il cuore di Pietro che osa: “Tu sei il Cristo di Dio“. Bravo Pietro! Da quel giorno noi recitiamo il Credo ogni domenica convinti che lui abbia detto la verità, lui il primo che l’ha seguito, il primo che l’ha rinnegato, il primo che l’ha riconosciuto come il Cristo, il Figlio di Dio, il primo di una Chiesa in cammino.
Il primo a cui Gesù, il Cristo, fa seguire la sua verità: “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno”. Il Cristo che non è un fenomeno da baraccone, che fa miracoli a richiesta e moltiplica pani per fare scena, ma il Cristo che va a Gerusalemme per l’unica strada che conosce, che non ama le scorciatoie e non si risparmia in fatica, Lui che la sua via si chiama Golgota e che si ostina a ripetere che “chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa sua e del Vangelo la salverà“. Lui, il Cristo di Dio, che non misura le parole, non si risparmia e non risparmia agli altri, non illude nessuno, Lui, il Cristo di Dio che ci dice che la buona notizia è il suo nome: Cristo di Dio, un uomo vero, onesto, sincero, Cristo di Dio, non una storia che trovi sulle riviste patinate del parrucchiere, non l’oggetto dell’ultimo pettegolezzo del paese, ma semplicemente Dio. E io, questo Dio, lo amo e lo voglio seguire! Ciao belli

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