Archivio per luglio, 2016

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 24 luglio 2016 in Uncategorized

‪#‎LABUONANOTIZIA‬
24 luglio 2016
Domenica-17.a Tempo Ordinario – I
Liturgia: Gen 18,20-32; Sal 137; Col 2,12-14; Lc 11,1-13

preghiera

+ Dal Vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

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Buongiorno sono il sole, continuo il mio cammino della domenica in compagnia del vangelo che ha scritto Luca. Oggi facevo questo pensiero: il Vangelo è buona notizia ma è molto difficile, così difficile che ci sono voluti 4 evangelisti per raccontarcelo. Non è un libro “normale”, non arrivi alla fine e cerchi di convincerti che hai capito, che il finale ti ha spiazzato, che non vedi l’ora che esca il sequel…no, assolutamente no, il vangelo lo puoi leggere mille volte ma rimarrà sempre un libro aperto perché più lo leggi, più ti sforzi di capirlo, più cerchi di farlo entrare nella testa e nel cuore e più senti che sei lontano dal regno che Gesù tanto ama presentarci. Ma la buona notizia è proprio in questo passaggio. Gesù non umilia e non bacchetta se non capisci è che al Vangelo lui ci tiene e con quelle sue carezze ti fa venire la voglia di riaprirlo e provare a capirci qualcosa.
La preghiera del Padre nostro chi non la sa a memoria? Ma tra memoria e vita c’è tanta differenza. Per la memoria basta fare come un cd dove te pigi start parte il disco e quando arrivi a Amen è finito, pregare col cuore è diverso. Pesare ogni parola prima di farla cadere sul cuore è davvero difficile soprattutto quando il protagonista della preghiera è un semplicissimo aggettivo possessivo TUO e TUA riferito al Padrenostrocheseineicieli. Con MIO e MIA sai che bello?
E quando il nostro ragionamento non torna è l’altro che ha sbagliato qualcosa ma qui tutto torna sono io che devo rivedere qualcosa del mio cammino, del mio stare a braccetto con Dio per fidarmi di più e lasciarmi ribaltare…una specie di cardioversione dove le priorità cambiano e il cuore torna a battere al ritmo del Padre.
E se proprio non ce la facciamo basta fare come a scuola: si alza la mano e si dice “Prof! non ho capito, me lo rispiega un’altra volta?”. Gesù è un maestro speciale, oltre che fratello e figlio dello stesso Padre, tra tutte le cose a cui tiene ci siamo noi e il nostro cuore e vuole che noi diventiamo come lui e in questo non è geloso. T’insegna che il trucco è la preghiera. Si siede con te nel tuo banco, ti guarda negli occhi e ti fa capire che pregare è come avvicinarsi a Dio con le nostre pratiche da firmare, i nostri bei prigetti per il nulla osta ma più ti avvicini a Dio capisci che le sue pratiche sono diverse e che per giunta ha ragione lui, il suo progetto è di molto migliore e sei felice, cadi in ginocchio e il mio diventa tuo in un amen.
La buona notizia è imparare a pregare col cuore con Gesù che dice “non sprecate parole”. Perché la preghiera è prima di tutto ascolto per non correre il rischio di chiedere a Dio delle cose inutili e dannose per la nostra vita. La preghiera amici belli è un Amore da ascoltare per lasciarci sorprendere! Ciao belli

Buongiorno sono il sole…

Pubblicato: 17 luglio 2016 in Uncategorized

‪#‎LABUONANOTIZIA‬
17 luglio 2016
16.a Domenica del Tempo Ordinario – IV
Liturgia: Gen 18,1-10a; Sal 14; Col 1,24-28
+ Dal Vangelo secondo Luca Lc 10,38-42

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In quel tempo, mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

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Buongiorno sono il sole. Ogni domenica ci è regalato non solo un personaggione ma anche uno stile di vita da imitare. Oggi ce ne sono regalati due, due personaggi due stili di vita belli come il sole ma solo se agganciati insieme. Una si chiama Maria e non è la mamma di Gesù ma è comunque passata alla storia per quel sedere ai piedi di Gesù mentre la sua sorella Marta spadellava in cucina. E tutto questo a Betania, nella casa dei suoi migliori amici, quelli di sempre, quelli che quando sono troppo stanco e ho voglia di staccare loro ci sono, senza preavviso, così all’ultimo momento. Marta, Maria e Lazzaro e la Casa dell’amicizia. Lui entra come si entra nella propria camera, dove ti togli le scarpe e stai a piedi nudi, lui entra e allo sfaccendare di Marta preferisce il sedere di Maria, che non è qualcosa di pornografico ma è la disposizione giusta per stare con Gesù. Lui che ogni volta che ci lamentiamo dell’altro ti rassicura anche a te con quel: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Lui che ogni tanto ti fa l’occhiolino e ti ridice qual è la parte migliore: sedersi e ascoltare…così come tutte quelle volte che prendiamo il Vangelo e l’occhio ci cade su quel: chiamò a sé quelli che volle perché stessero con lui… Non è che la Marta non sia nelle grazie di Gesù, ma quella sera l’Amico aveva bisogno di altro, non voleva la casa pulita, non voleva i più buoni manicaretti del mondo, non voleva mettersi le pattine per camminare nella stanza, lui quella sera aveva bisogno di nutrire il cuore, aveva bisogno che lo si guardasse negli occhi, voleva che vedessero la sua Bellezza, quella di un Dio che si fa accogliere perché tu ti senta accolto dalla sua stessa vita, quella è la parte migliore, sedersi e contemplare la Bellezza. Quella è la parte migliore della nostra vita, perché tra ascoltare e sentire mentre fai altro c’è una gran bella differenza. Me lo dice sempre anche qualcuno a cui voglio bene: non c’è cosa peggiore che parlare a qualcuno che, mentre parli,  non ti guarda e fa altro. Anche se le mani di Marta sono preziose per tanta premura, l’orecchio del cuore di Maria che sta accanto all’Amico è quello che Gesù chiede ma, l’accoglienza passa per entrambe, l’importante è non affannarsi e agitarsi. Loro hanno comunque aperto la porta all’Amico in cammino e senza saperlo Cristo è entrato nella loro casa. Ciao belli