Buongiorno sono il sole… XXIII T.O.

Pubblicato: 6 novembre 2016 in Uncategorized

Trentaduesima domenica T.O.
#LABUONANOTIZIA
Lc 20, 27-38

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Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

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Buongiorno sono il sole e buona domenica. Oggi vi racconto una storia che Gesù racconta a tutti quei sadducei che non credono nella resurrezione e come sempre lo mettono alla prova con domande tendenziose. Io ci ho capito poco nei loro ragionamenti ottusi ma Gesù anche oggi m’è garbato un sacco. La storia  è così: c’è una donna che si sposa sette volte e, ogni volta, il coniuge muore…forse nessuno lo sapeva che questa donnina era una specie di ammazzamariti ma se io fossi stato il prossimo pretendente forse ci avrei pensato un attimino a sposarla. Poi, come se non bastasse, non facevano neppure in tempo a concepire un figlio e quindi ogni volta che il marito decedeva non aveva discendenza. Se veramente la resurrezione esiste di chi sarà moglie, nell’aldilà, questa signora che qui in terra si è sposata con sette uomini diversi?
Gesù caro, qui ti voglio e tanti auguri! ti lascio agli aristocratici che sono i più bravi a tendere tranelli perché per loro la resurrezione dai morti è solo una splendida barzelletta. Già chi fa una domanda del genere è chiaro che non crede a nessun tipo di risposta perché ognuno di noi vorrebbe che la vita qui in terra fosse senza la parola fine. Domenica scorsa però Gesù è riuscito a penetrare nello sguardo, nel cuore e nella casa di Zaccheo e da ora in poi tutto cambia nelle storie degli uomini, per tutti si apre la porta del possibile, per Maria Maddalena, per Pietro, per Giacomo e Giovanni, per la samaritana, per la peccatrice e l’adultera, per l’indemoniato, per i santi da Agostino, Francesco e Domenico, a Chiara, Caterina e Teresa, per Giovanni Paolo II, Padre Pio e Madre Teresa, per me e per te, per tutti, si apre la porta del possibile, per tutti c’è uno Sguardo che ti cambia la vita, che ti fa credere che, se la vita è bella, in paradiso è bellissima, che se la vita quaggiù sembra essere il massimo che si possa desiderare la resurrezione ci dice che invece è solo un assaggio di quel banchetto di nozze che il Padrenostrocheseineicieli ha preparato per ognuno di noi, che se la vita è bella ma tu sei troppo preso dall’abitudine e tutto è prevedibile, la fede nella resurrezione ci dice che il Vangelo e Gesù sono bellissimi e propongono l’imprevedibile per sempre.
La fede ci dice che quelli che risorgono non prendono né moglie né marito non perché non ci si può più affezionare o avere quell’intimità che ci fa stare tanto bene, ma perchè si impara ad amare davvero e per sempre, senza gelosie o rimpianti.
La bella notizia è quel “saranno come angeli” che è la nostra chiamata per l’eterno. Saremo come angeli, angeli bellissimi che guardano in faccia Dio, che lo guardano negli occhi per sempre, che si perdono in quello Sguardo senza la preoccupazione che tutto finisca.
Saremo come angeli non perché Dio ci toglierà il corpo e tutto quello che ne fa parte ma perché ci trasforma e non come Jeeg robot d’acciao ma per diventare come lui a sua immagine e somiglianza come promesso nella creazione.
Saremo come angeli che sanno che Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi. Che sanno che con lui c’è reciprocità, c’è quella bellezza che si respira nel Cantico dei cantici: “Il mio amato è per me e io per lui”.
La domanda del sadduceo non lo so se avesse o meno un secondo fine ma noi sappiamo che è solo la resurrezione che farà sì che Dio sia il Padrenostrocheseineicieli per sempre…il resto lo vedremo solo vivendo in Lui. Se ci crediamo. Ciao belli

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