Archivio per dicembre, 2016

Buongiorno sono il sole…Natale 2016

Pubblicato: 25 dicembre 2016 in Uncategorized

Buongiorno sono il sole, vi scrivo direttamente dalla grotta dove sono rimasta a lungo stanotte e mi è rimasto impresso quel bellissimo incrocio di sguardi attorno al piccolo Gesù, tutti lo guardano rimanendo senza fiato e senza dire una parola, emana calore nonostante il freddo di un rifugio all’aperto ragguagliato all’ultimo momento dopo che per tutti non c’era posto, tutti lo guardano, dai pastori sorpresi ed emozionati, agli abitanti del luogo spiazzati da tanta semplicità, tutti lo guardano anche Maria e Giuseppe, tutti lo guardano, mentre lui guarda loro con quegli occhi che sanno di cielo, che vedono oltre e che ti portano in alto, lassù dove il Padrenostrocheseineicieli sorride soddisfatto nel fare dono di così tanta bellezza tutta insieme.
Lo guarda Maria, conservando nel cuore le parole più belle che si fanno preghiera e silenzio, lo guarda Giuseppe fissando incredulo ogni più piccolo particolare, come ogni bambino agita i piedi e sorride con teneri rumori che sanno di tanto. È un Dio che da stanotte si fa toccare, così come da grande, prima di morire, si farà mangiare, si farà gustare, è un Dio quello che prende in braccio Giuseppe stanotte, stringendolo al cuore e sussurrandogli un grazie. E’ un Dio quello che Maria coccola teneramente mentre gli mette le fasce per non fargli prendere freddo, il freddo di questo mondo, lo avvolge in quelle fasce come fa il Mistero quando ti avvolge se ti lasci stringere e ci credi. Da questa notte Dio si fa toccare, accarezzare, baciare, coccolare, da questa notte, se vuoi, Dio di tocca, ti accarezza, ti bacia e ti coccola; da questa notte quel Dio che tanto abbiamo atteso, quel Dio che giorno dopo giorno siamo andati a cercare a Betlemme, quel Dio che ci ha fatto aumentare il desiderio c’è, è lì, pronto a donarti tutto quello che tu vuoi ricevere, perché prima del donare c’è un ricevere e lui è lì, per questo, per darsi tutto a tutti, ma prima tutto a te che lo cerchi e lo vuoi. Questa notte “Dio si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Si è fatto uomo e si chiama Emmanuele “Dio è con noi”. Da questa notte non ci sono solo Maria e Giuseppe chini ad accarezzare quel bambino, ci sono i pastori, ci sono tutti quelli che hanno voluto stare accanto a questo bambino per essere i primi testimoni della luce, ci siamo noi, ci sono io, ci sei tu ad accarezzare la tenerezza fatta carne. Da questa notte è cambiata la storia e un Dio bambino ci insegna l’amore; l’amore, amici belli e farsi toccare! Buon natale

#LABUONANOTIZIA
18 dicembre 2016
IV domenica di Avvento Anno A
Mt 1,18-24

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Dal Vangelo secondo Matteo
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Buongiorno sono il sole ed è il 18 dicembre oltre che la IV domenica di Avvento e, in questa domenica, Dio ha un bel progetto, un progetto che interessa la sua umanità: vivere da salvati e benvoluti; ci sono alcune belle persone che, aderendovi, lo rendono ancora più speciale, perché collaborano alla sua costruzione mettendo da parte il proprio io, i propri sogni e i propri tempi, in una parola, la propria autorealizzazione. Tra questi il caro Giuseppe che, alla IV domenica, riesce a rubare la scena a Giovanni detto il Battista; il giovane falegname di Nazareth si è innamorato della Maria, ed è uno di quelli sui quali Dio ha messo l’occhio per stravolgere i suoi programmi e rubargli anche la morosa. Nella Bibbia, Giuseppe viene chiamato ‘giusto’, giusto perché non solo è il più bravo carpentiere e falegname della Palestina, Divani&Divani in confronto è un nulla e IKEA uno così non lo trova neppure ad assemblarlo, Giuseppe è giusto perché si mette a servizio di Dio pur con la sua chilata di dubbi e perplessità dentro il cuore.
Giuseppe è giusto perché, anche se Maria, giovane ragazzina di Nazareth, era il suo sogno, Dio lo usa per un altro sogno e lui lo accetta, perchè la sua Maria tante volte gli aveva parlato del suo Dio con occhi di innamorata così come gli racconterà di un angelo del Signore e di quel mistero che sarà sempre il riflesso di sogno nascosto nel cuore del Padrenostrocheseineicieli.
L’amore ha sempre un prezzo e Giuseppe lo intuisce quando Maria, la sua piccola e dolce Maria gli chiede di uscire dalla sua vita, di dirle addio, di cancellarla dai suoi sogni. Lei, nel suo grembo porta il più bello tra i figli dell’uomo ma Giuseppe non lo sa, Giuseppe sa per certo che lui non è il padre… cosa succede nel cuore del giusto Giuseppe ora? si siede, mani sulle ginocchia, cuore triste, lacrime agli occhi e tutti i dubbi che si scaricano addosso per trovare l’unico modo di licenziarla in segreto senza creare scandalo, le dirà addio con mestizia, con tenerezza. Ma è lì, mentre è seduto ad architettare un futuro da single che crolla distrutto in un sonno che parla. Dio dall’alto dei cieli gli dedica un canto, in quella paura mette una melodia nuova, nel dramma manda il suo Angelo che, in ginocchio, con rispetto, come era successo a Maria, poche case più in là, gli fa il suo annuncio: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere”. E’ un attimo, ma Giuseppe torna a sorridere, a gioire come solo un innamorato sa fare; tra lui e lei si mette Dio ed è vita nuova. Maria gli aveva raccontato del suo Dio ed ora improvvisa è giunta la sua voce, in quel non temere. Il giusto Giuseppe ci insegna a vivere il nostro unminutouno rileggendo la nostra vita in sintonia con la seconda antifona maggiore: Dio sa cambiare ciò che è storto nella vita per rimetterlo ‘A POSTO’ attraverso la sua misericordia. Forse anche nella vita di Giuseppe c’era qualcosa di storto ma tutto è cambiato in un sogno e lui si è fidato. Non temere è la parola di oggi per noi. È il suo braccio potente che ci salva e ci ricama la vita di benevolenza.

O Signore, guida della casa d’Israele, che sei apparso a Mosè nel fuoco di fiamma del roveto e sul monte Sinai gli hai dato la legge: vieni a liberarci con braccio potente
Ciao belli

#LABUONANOTIZIA

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Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11, 2-11
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».


Buongiorno sono il sole, vi ho presentato la donna più bella del mondo e della storia, vi ho narrato di un Dio che non stanca e non si stanca e oggi Gesù ci fa uno spot di suo cugino che neppure la migliore agenzia pubblicitaria saprebbe fare. Cosa conosciamo noi di Giovanni? Ne abbiamo sentito parlare un pochino domenica scorsa ma tutti sappiamo qualcosa di lui. Per esempio: è nato tardi da genitori un pelino anziani per avere figli e, prima che venisse sulla terra il suo amato cugino, conosciuto quando erano entrambe nelle pance delle loro Mamme, era lui il Messia atteso, un vero conquistatore di cuori, intascava fiero grandi applausi sapendo che poteva benissimo rubare la scena a Gesù quando voleva. Ed è qui il tassello più bello della vita di Giovanni: lui, il grande Profeta che aveva più discepoli che soldi, invece che tenerli per se come figli che tutto devono al padre, li sgancia e li appiccica al cuore del Cristo con quella dichiarazione che ha fatto la storia ed è diventato un annuncio di salvezza: “Ecco l’Agnello di Dio”. In questo momento i discepoli di Giovanni passano automaticamente a Gesù e durante il parto, in questo mettere al mondo uomini veri, invece che esserne geloso, (un Maestro potrebbe esserlo), è nella gioia come la III Domenica di Avvento vuole. Questa domenica è tradizionalmente chiamata “Gaudete” perché la Liturgia è tutta un invito alla gioia e il cuore di Giovanni è nella gioia perché il suo compito si è finalmente realizzato, la missione è compiuta! Giovanni non doveva fare altro che preparare l’incontro, come in una staffetta, è giunto il momento di dare il cambio al Cugino, allo Sposo, al Messia, al Cristo per la stoccata finale, come fa la Pellegrini negli ultimi 100 mt che portano alla medaglia. E’ qui, in questo momento che Gesù fa la pubblicità più bella del mondo: “Cosa siete andati a vedere? Un profeta? Si, vi dico, anche più di un profeta… In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui “.
Questa è la Buona Notizia di oggi: Gesù raccoglie ciò che Giovanni gli consegna e lo esalta, lo porta in alto, fino ad appiccicare il suo cuore al cielo come lui ha saputo appiccicare il cuore dei suoi discepoli a quello di Gesù, lo fa diventare grande perché lui si è sempre reso umile, lo fa diventare potente perché si è sempre contraddistinto come il semplice, ha messo da parte l’incenso per sporcarsi le mani e perdere la testa e, ognuno di noi, per quanto riesca a farsi piccolo può diventare più grande del grande Giovanni. Giovanni è nato per preparare, Gesù è nato per raccogliere. Giovanni è nato per preparare le strade e invitarci a raddrizzare i sentieri, Gesù è nato per percorrere queste strade che fanno toccare la terra al cielo e portarti con lui. Due storie che hanno cambiato la Storia e che ci danno l’occasione di fare della nostra vita un’occasione di GIOIA, vivere la vita in GAUDETE: non è Giovanni, non è Francesca, non è Barbara, non è Luca, non è Alessandro, non è Marisa, non è Luciana… che vive per Dio, ma in Gesù è Dio che vive per l’uomo. Questa è la gioia!
Il mondo è in mano ai violenti e a gente che sbraita per avere un governo dalla parte dell’uomo? Noi dobbiamo cercare la gioia e la gioia è un Dio che si prende cura, di me, di te, di Barbara, di Luca, di Alessandro, di Marisa, di Luciana… per davvero, senza referendum né votazioni. GIOIA è sapere che abbiamo un Dio dalla nostra parte che è tenerezza e chiede nient’altro che vivere questa tenerezza.
Il Verbo si fa carne e scende, si svuota, si fa violenza, da Dio si fa uomo, si mette a servizio dell’uomo perché noi possiamo fare lo stesso: piegare le ginocchia per pregare, servire e amare.
Il compito di questa III domenica di Avvento è tenerezza e gioia, proprio quando ci costa di più. Il Papa nell’Evangelium gaudium ci dà quella cosina in più per farcela: «se riesco ad aiutare una sola persona a vivere meglio, questo è già sufficiente a giustificare il dono della mia vita. È bello essere popolo fedele di Dio. E acquistiamo pienezza quando rompiamo le pareti e il nostro cuore si riempie di volti e di nomi!» (Evangelii gaudium, n. 274).
ciao belli

IMMACOLATA CONCEZIONE 2016

Pubblicato: 8 dicembre 2016 in Uncategorized

immacolata2016

Buongiorno sono il sole, ecco a voi anche per quest’ anno la Donna più bella del mondo e della storia, non ha bisogno del tappeto rosso da star perché lei e LA Star. Gesù, fin da quando era piccolo, oltre che mamma, quando voleva farle un bel complimento la guardava negli occhi e le diceva: ti voglio bene Stella del Mattino. È Gesù che ha la mamma più bella del mondo, la Tutta Bella l’ha vinta Lui e Lui è il più bello tra i figli dell’uomo…tale madre tale figlio. “Madonna quanto sei bella!” è una cosa che si dice quando ammiriamo qualcosa di enormemente bello ma di lei si può dire davvero perché il suo volto a guardarlo rasserena, il suo volto semplice, in tutti i dipinti che vediamo in giro o nei film che sono stati fatti, conquista, senza trucco nè inganno. Anche se non ha una ruga porta dentro tutta la fatica di un quotidiano che non è stato per niente facile. Maria però un asso nella manica ce l’ha: si è sempre fidata, da quel benedetto sì che ha cambiato l’intera storia dell’umanità, ha sempre vissuto fidandosi con il cuore appiccicato al cielo.
Che bella l’entrata in scena di quell’Angelo che in ginocchio l’ha convinta ad essere la Madre del Creatore: “Rallegrati piena di grazia, il Signore è con te”. Questo sì che è un salutone da fare a una donna! In tutta la Bibbia non troviamo nessuno al quale è arrivato questo surplus di saluto celeste. Voi come avreste reagito? Alla nostra ragazzina di Nazareth le è ballato un po’ il cuore tra lo spaesato e la paura ma il caro Gabriele ha saputo rincuorarla: “non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”.
E da quel momento è lei, Maria di Nazareth, la Donna con un Nome nuovo, l’Immacolata Concezione, che ogni giorno sussurra ad ogni uomo e ad ogni donna della terra: Non temere! Lo dice con la sua semplicità di giovane ragazza di Nazareth, lo dice con la certezza nel cuore che a fidarsi e ad affidarsi a Dio ci si guadagna sempre, lo dice perché lei lo sa che, in questo mondo, sta in piedi solo chi si mette in ginocchio a pregare e a servire l’altro, in questo mondo cammina a testa alta chi sa guardare il cielo e rispondere il SI’ ad un volere che sconcerta, che fa traballare il cuore e che ci chiede cose folli, quelle cose folli che piacciono a Dio.
Grazie Madonna piena di grazia, Grazie Stella del mattino, il tuo SI’ ha dato al mondo il Figlio di Dio, rendici capaci di seguirlo e accompagnaci in questo cammino con la stessa fede che ha mosso i tuoi passi rendendoti Bella, la Tutta Bella!
Ciao belli

#LABUONANOTIZIA
Seconda domenica di Avvento – Anno A
Mt 3, 1-12

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Dal Vangelo secondo Matteo
In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».


Buongiorno sono il sole… il nostro amico Matteo oggi ci presenta il personaggio chiave dell’avvento ed è il Sig. Giovanni il Battista. Ce lo presenta in mezzo al deserto, c’è solo lui, quindi vediamo di capire che vuole. Il deserto già parla in se stesso: sono tutte quelle occasioni in cui dici che tutto sembra una causa persa e te sei proprio sola ma è proprio in queste occasioni che la grazia di Dio aumenta la speranza e ti piazza Giovanni sul cammino a svegliarti e a darti una scosssssssa! Giovanni arriva proprio nel momento in cui non ci credi più e, alla sera della vita, ti porta la luce del mattino, ti porta la voglia di vivere e di crederci ancora, Giovanni arriva vestito non certo alla moda e nemmeno cosparso del miglior profumo, ma vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi, il suo cibo sono cavallette e miele selvatico, boni vero? Altro che sushi! Da tutti i posti del mondo accorrevano a lui per confessarsi e farsi battezzare anche se, ogni volta, lui andava giù duro chiamando quei furboni dei farisei e sadducei, razza di vipere! Arriva Giovanni ma non è lui l’Atteso, noi lo sappiamo, non è lui l’Atteso ma è lui che ci chiede di preparare la strada all’ Atteso, chiede di raddrizzare i sentieri che hanno preso una brutta piega perché è così che ogni uomo vedrà la salvezza di Dio! I verbi-compito di questa seconda domenica di avvento sono PREPARARE e RADDRIZZARE.
Preparare come una mamma il grembo per accogliere il bimbo che deve nascere, preparare come una madre il pranzo alla famiglia, preparare come un’insegnante la lezione a scuola, preparare come uno studente un esame, preparare qualcosa che preparato ancora non è perché prepararsi vuol dire impegnarsi, vuol dire dedicare tempo e cuore per te stesso e per gli altri.
Raddrizzare è rimettere in linea, raddrizzare è rimettere dritto ciò che è andato storto, raddrizzare è riportare alla bellezza della creazione quando tutto era in ordine, quando la tua vita aveva in ordine.
Preparare e raddrizzare, eccola la nostra storia, le nostre storie, le storie di chi vuole accogliere la Parola di Dio come l’ha accolta Giovanni nel deserto. Accogliere la Parola di un Dio che cerca cuori pronti ad accoglierla, gente semplice come noi. Accogliere la Parola di un Dio che entra nella storia scegliendo il limite, il bordo, il punto basso, gli ultimi. Accogliere la Parola di un Dio che chiede di preparare il campo all’Atteso come ci insegna a fare Giovanni il Battista che sta fermo tra l’Antico Testamento di cui lui è l’ultimo profeta e il Nuovo Testamento di cui lui è il precursore dell’Uomo che ci cambierà la vita, sta fermo per raccontarci un sogno e il sogno è la speranza, non è né un sì né un no al referendum, è un possibile, è accogliere la possibilità di un sogno che è il sogno di Dio ed è questione di fede senza paura perché sarà Dio a colmare i burroni, ad abbassare i monti e i colli, sarà Dio a rendere diritto ciò che non siamo riusciti a raddrizzare, sarà Dio a spianare la strada, sarà Lui tranquilli, ma a noi chiede l’impegno, chiede di preparare, chiede di essere solco dove il seme che è suo Figlio cade e marcisce perché ogni uomo possa vedere la Salvezza. Sarà Natale se noi ci prepariamo ad accogliere l’Atteso! Ciao belli