Archivio per 9 aprile 2017

#LABUONANOTIZIA

Buongiorno sono il sole e anche quest’anno è la Domenica delle Palme o la domenica che ‘dammi un ulivo benedetto che porta fortuna’. La domenica che ‘vado alla messa ma speriamo che il prete non la faccia tanto lunga la predica perchè con quel vangelo che non finisce mai..’. Amici belli, come ogni domenica si apre la porta del possibile: posso leggere il Passio in forma breve o nella versione integrale non è la scelta che ci offre il Signore, la porta si apre sulla possibilità di lasciarsi fare, di fare come quell’asina del Vangelo di cui Gesù ha bisogno.
Oggi come oggi che usiamo le macchine con non so quanti cavalli ci può creare stupore che Gesù il re, entri a Gerusalemme seduto su un’asina e un puledro, figlio di una bestia da soma. Eppure la scena di oggi, in questa osannante festa della domenica delle palme è questa: Gesù in groppa ad un’asina si fa breccia tra la folla.
La domenica delle Palme non deve passare sopra le nostre teste lasciandoci indifferenti, deve entrare nei nostri cuori e lasciare quel segno che solo la Passione di Cristo può e sa lasciare. Non ci può lasciare nell’indifferenza un Dio che, dopo essere entrato a Gerusalemme osannato da tutti, arriva ad avere paura, perché è un Dio che trema, che soffre, che piange, è un Dio che rimane solo, abbandonato anche dai suoi tre fidi discepoli di nome Pietro, Giacomo e Giovanni, gli stessi che si è trascinato sul monte Tabor per mostrarsi nella sua Bellezza.
Non ci può lasciare nell’indifferenza il fatto che Gesù non calcherà più le strade della Terra Santa a consolare dolori, fasciare piaghe, curare ferite profonde.
C’è un altro animale in questa domenica a risvegliarci dal sonno tiepido in cui caliamo quando l’abitudine prende troppo la mano ed è il gallo che canta. Cosa di bello può insegnarci un gallo? Lo dice bene un canto di Bose in questo tempo sacro della Quaresima:
“Risuona il canto ormai del gallo
presagio lieto della luce
e Pietro roccia della chiesa
ritorna in pianto al suo Signore.
È tempo ormai di risvegliarci
il gallo eccita i dormienti
Signore volgi il tuo sguardo
a noi incerti e vacillanti”.
Noi siamo questi, dei dormienti che hanno bisogno di risvegliarsi dall’indifferenza, noi siamo quelli che prima di salire il Calvario dormiamo, scappiamo, rinneghiamo di conoscere il maestro arrivando addirittura a tradirlo con un bacio. Siamo uomini e donne uguali agli apostoli che sono stati con lui tre lunghi anni, a volte proviamo anche la vergogna di mostrarci cristiani in piccole e grandi occasioni, ci facciamo un segno di croce un po’ stitico sul petto come portafortuna prima di un esame o una partita importante, ci dimentichiamo pregare prima del pranzo e non facciamo il primo passo nell’offrire un gesto di riconciliazione e di pace, siamo così, uomini e donne normali che portiamo un rosario al collo o il braccialetto col Tau ma poi sparliamo e mormoriamo di continuo.
Oggi si apre la porta del possibile e ci invita ad entrare nella Settimana Santa sta a noi decidere di entrare e di immergerci in un Mistero a volte troppo immenso da comprendere ma alla Pasqua si arriva solo attraversando il Mar Rosso, alla Pasqua si arriva solo per la strada che porta al Calvario e lì non ci sono scorciatoie. Gesù l’ha salito tutto e con la Croce in spalla. Voi fate come volete. Io non lo abbandono, posso essere un’asina, ma il Signore ne ha bisogno. Buona domenica delle palme! Ciao belli

grazie a Guglielmo Mazzetti Mario MazzettiDonatella Zurli e Serena Grazzini per avermi concesso la foto dell’asinello