Buongiorno sono il sole…IV domenica di Pasqua

Pubblicato: 7 Maggio 2017 in Uncategorized

#LABUONANOTIZIA
4.a domenica di Pasqua – IV
54a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni


+ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 10,1-10 
In quel tempo, Gesù disse : «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Buongiorno sono il sole, benvenuti nella domenica del pastore bello e buono. È la domenica in cui la Chiesa da 54 anni non smette di pregare per le vocazioni e io sento questa voce di Gesù che continua a chiamare per seguirlo. Sento Gesù che chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori.
Oggi è questa voce di Gesù a rendere bello il vangelo, il timbro di voce che dona colore e calore alla nostra vita, la voce di un uomo che apre la bocca per dire: Beati… che dice: alzati… che ripete ad ogni guarito: va’, la tua fede ti ha salvato… che come in un sussurro ripete a tutti quelli che si sentono giudicati: neanche io ti condannolui sa la differenza tra parola e chiacchiera, lui sa come incantare chi incontra, ogni volta che passa accanto all’uomo, solo lo sfiorare del mantello dà emozione, emana forza, ridona sicurezza.
La sua voce è potente come la sua mano che è sempre stretta alla mano del Padre. Due mani e una voce perché nessuno vada perduto. Voce e mani che sfamano, vestono, alloggiano, difendono, curano, assicurano, che fanno tutto quello che le opere di misericordia chiedono all’uomo ma che all’uomo non bastano, l’uomo ha bisogno di una voce che lo accolga, lo difenda, lo guidi, lo conforti, lo incoraggi perché l’ uomo è un essere che ha bisogno di parole e il Pastore bello del Vangelo sa parlare.
E le pecore? Che immagine abbiamo delle pecore noi se non che sono remissive, con un cervellino, si muovono in gruppo e agiscono come la massa chiede ad occhi chiusi e testa bassa?
Il gregge nel Vangelo invece ascolta e segue. Sono pecore dagli occhi aperti, la testa desta e il cervello acceso, guardano avanti verso il pastore con molta intelligenza, cercandolo perché il suo volto risplende di Bellezza e ha un nome: Gesù di Nazareth.
La differenza è l’ascolto, Lui ti offre mani sicure e una voce che sa di Vangelo, tu ascolta la sua Parola quando le cose non vanno come vorresti e vedrai che tutto andrà meglio!
Amici belli stiamo con Gesù perché lui sa che il Pastore non è chi manda al pascolo ma chi esce davanti ad esso e lo fa venire dove lui va.
Ciao belli

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