Buongiorno sono il sole…Natale del Signore 2017

Pubblicato: 25 dicembre 2017 in Uncategorized

#LABUONANOTIZIA
Natale del Signore

Particolare del presepe della cattedrale di montepulciano

+ Dal Vangelo secondo Luca 2,15-20
Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».
Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Buongiorno sono il sole, dopo una lunga notte passata a contemplare la Bellezza di un Dio che si fa Bambino per farsi toccare e avvicinare da tutti, oggi mi metto in mezzo ai pastori per una sosta rigenerante. Sì, mi piace stare ferma qui, in un campo di pastori, gli ultimi della terra, quelli che nessuno avvicina perchè puzzano di pecore, capre e formaggio, gli ultimi della terra che sono stati i primi a vedere Gesù su quella paglia mentre babbo e mamma contemplavano silenziosamente il più Bello tra i Figli dell’Uomo e un asino e un bue soffiavano calore dai loro nasi in un freddo gelido di una notte di dicembre in Palestina.
Mentre Trump decide le sorti di Gerusalemme, Gesù Bambino decide che Betlemme è la nuova Capitale della storia della salvezza, in un attimo, quando non c’è casa che voglia accogliere Maria gravida e un marito disperato che non trova un albergo per far riposare la moglie in procinto di far nascere suo Figlio, Gesù Bambino fa di Betlemme la nuova Capitale del mondo. Tutti da quel giorno guardano Betlemme come il centro della vita nuova; lì, in un’umile grotta di pastori, Maria dà alla luce suo Figlio, che poi è Figlio di Dio, Maria dà alla luce la Luce, lo avvolge tra le fasce come facevano le mamme di una volta e lo mette nella sua nuova culla fatta di paglia, fieno e tanto amore, sguardi amorosi e tanto silenzio.
I primi a vedere Gesù Bambino sono gli ultimi della terra, i pastori, che piano piano si avvicinano a quella reggia fatta secondo la logica di Dio: non un Castello, per il Re dei re, non un letto a baldacchino, non lenzuola di raso con ricamate le iniziali a fili d’oro, non servitori e balie che aiutano la mamma a partorire con acqua calda e i migliori comfort del mondo, ma una scena dove tutti possiamo sentirci a nostro agio se lo vogliamo. Dio sceglie di venire non dall’alto ma dal basso perché tutti possano sentire questo abbraccio che scalda, questo sorriso che intenerisce e questa giovane mamma inesperta che ha tanto da imparare ancora ma che nella sua umiltà tanto insegna.
Dio ha scelto una mangiatoia per culla, una stalla per casa e una ragazza per Madre non bisogna avere una grande fede per crederci? Ma Dio sceglie lei perchè è infinitamente generosa, perchè sa che lei si prenderà cura di quel Bambino da oggi fino alla Croce, senza abbandonarlo un secondo e lei lo fa, semplicemente perchè da quel giorno in cui ha detto: “Eccomi, sono la serva del Signore, sia fatto di me quello che hai detto”, ha scelto di mantenere un impegno. 
Sono qui, in questo campo di pastori, gustandomi lo sguardo di questi poveri uomini che, come me, si stupiscono perdendosi nei gesti semplici di una mamma che nutre suo figlio di latte, carezze e coccole. Una mamma che si prende cura di tutti gli uomini della terra prendendosi cura anche dei loro sogni e portandoli a suo Figlio. Mi perdo in questi sguardi, dei pastori e di una mamma che fa vivere con il suo abbraccio. Di un padre che silenziosamente accoglie il suo non figlio come suo. Mi perdo in questi primi visitatori che arrivano a vedere la neomamma senza fiori e cioccolatini, ma con uova, pane e formaggio, vestiti di pelo di pecora e con le mani che ancora sanno del latte che hanno munto da poco. Sono loro i prescelti per la prima visita, i poveri, gli anonimi, quelli che nessuno ricorda, sono loro che l’evangelista mette nel Vangelo, li mette per primi perchè Dio ha deciso che vuole ripartire da loro. Da loro che hanno obbedito, hanno risposto ad un invito e sono andati senza indugio, senza troppi programmi, hanno smesso di fare le loro cosine, hanno interrotto il loro lavoro e sono andati e la gioia ha conquistato il loro cuore, tutti si stupirono dei loro racconti e ancora oggi godiamo della loro gioia e dei loro occhi che hanno visto delle manine tendersi verso di loro e verso di noi; cuore, mani, occhi, calore, abbracci, semplici gesti che hanno cambiato la nostra storia rendendola sacra. Qui nasce Dio, qui comincia una nuova storia: il Creatore che abbraccia la sua creatura, se lo vogliamo è per sempre. Dipende da noi. Buon Natale di Gesù.

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