Buongiorno sono il sole…II domenica di Avvento anno C – Rito romano

Pubblicato: 9 dicembre 2018 in Uncategorized

#labuonanotizia
9 dicembre 2018-2.a domenica di Avvento – II
Liturgia: Bar 5,1-9; Sal 125; Fil 1,4-6.8-11; Lc 3,1-6

L'immagine può contenere: spazio all'aperto e acqua

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 3,1-6)
Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

L'immagine può contenere: cielo, spazio all'aperto e natura

Buongiorno sono il sole, si apre un’altra finestra ed è la seconda domenica di avvento. Proviamo a rileggere il vangelo, sembra un capitolo di wikipedia tanto è preciso nei dettagli, nomi, cognomi e dirci chi era al Governo quell’anno con incarichi rigorosamente specificati e reperibili anche per chi non crede: «Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa». Sembra di essere ai giorni nostri, accendi la televisione, passano le notizie del telegiornale e la precedenza è sempre per la politica, i nomi sono sempre Di Maio, Salvini e Conte, qualche volta Renzi, ma la cronaca finisce sempre in appendice e questo mio cappello su un inizio contemporaneo è per arrivare a dire che in questa domenica, dentro questa prolusione iniziale di nomi e potenza umana, «la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto».
La parola di Dio non cade nei palazzi dei potenti, di chi non sa accogliere, ma nel deserto geografico, storico e umano, nel deserto della solitudine, nel deserto che dice la non fecondità, nel deserto di relazioni stanche, che non sanno più di niente e non portano più a niente, su un uomo nato quasi per sbaglio, una sorta di errore di stampa, Zaccaria ed Elisabetta non potevano avere figli, non ci erano mai riusciti, si diceva che lei era sterile eppure, anche dove tutto sembra una causa persa, la grazia di Dio aumenta la speranza e arriva Giovanni, nel momento in cui non ci credi più, arriva Giovanni e alla sera della vita porta la luce del mattino, porta la voglia di vivere e di crederci ancora, arriva Giovanni e si veste di pelo di cammello, non con il mantello dei ricchi, mangia insetti e si nutre di miele, non beve alcolici, non si siede a tavole imbandite di grasse vivande e cibi succulenti ubriacandosi ogni giorno, arriva Giovanni ed è la voce nel deserto! Arriva Giovanni ma non è l’Atteso, è chiamato da Dio per preparare la strada all’Atteso e lo fa, ma chiede a noi di raddrizzare i sentieri che hanno preso una brutta piega e se accettiamo di farlo ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Preparare e raddrizzare è la nostra storia, le nostre storie di genitori, di accompagnatori, di uomini e donne, di figli, le storie di chi vuole accogliere la Parola di Dio come l’ha accolta Giovanni nel deserto e non come Tiberio Cesare, Ponzio Pilato, Erode, Filippo e Lisania che l’hanno scansata.
La Parola di Dio cerca cuori pronti ad accoglierla, gente semplice come noi, entra nella storia scegliendo il limite, il bordo, il punto basso, gli ultimi, chiede di preparare la strada all’Atteso raddrizzando i sentieri senza paura, perché sarà l’Atteso a colmare i burroni, ad abbassare monti e colli, a rendere diritto ciò che non siamo riusciti a raddrizzare e a spianare la strada, sarà Lui ma a noi chiede di essere solco per il seme che cade e marcisce perché ogni uomo possa vedere la Salvezza, chiede buona volontà di volercela fare in ogni istante per arrivare a Natale e accoglierlo, perché ogni istante è un attimo di possibilità che hai per far fruttare il deserto: ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.
In questo Avvento siamo chiamati a stare in questo deserto dove ci sei solo tu a colloquio con te stesso e con Dio. Quella parola è indirizzata innanzitutto a te, viene su di te per cambiare innanzitutto te. Momento bellissimo, lo sperimentiamo quando diventiamo genitori, quando scopriamo di aver concepito un bambino, quando lo mettiamo al mondo e lo vediamo crescere, momento bellissimo come bello è accogliere la parola di Dio perché se rimaniamo dentro avvizziti non faremo che generare un mondo avvizzito e se siamo storti dentro non faremo che generare un mondo storto. Lasciamoci provocare da questa parola che sceglie noi nel deserto e portiamo frutto.
Preparare e raddrizzare cosa vuol dire oggi? per me, cosa vuol dire preparare? Cosa vuol dire raddrizzare?
C’è una frase di un canto di Elisa che mi dice come imparare bene a preparare… ve la lascio.
La canzone è Ogni istante.
Ciao belli

E così, scegliere
che ci sia luce nel disordine
è un racconto oltre le pagine
Spingersi al limite
non pensare sia impossibile
camminare sulle immagini e sentirci un po’ piú liberi
se si può tremare e perdersi
è per cercare un’altra via nell’anima
Strada che si illumina,
la paura che si sgretola,
perché adesso sai la verità
questa vita tu vuoi viverla
Vuoi viverla
E così sorridere a quello che non sai comprendere
perché il mondo può anche illuderci
che non siamo dei miracoli
E se ci sentiamo fragili
è per cercare un’altra via nell’anima
Strada che si illumina
e la paura che si sgretola
perché adesso sai la verità
questa vita tu vuoi viverla
Vuoi viverla
E vivi sempre
Ogni istante…

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