Battesimo del Signore 2019 – Anno C – Rito romano e ambrosiano

Pubblicato: 13 gennaio 2019 in Uncategorized
#LABUONANOTIZIA – Rito romano/ambrosiano
DOMENICA 13 GENNAIO 2019
BATTESIMO DEL SIGNORE – ANNO C – FESTA
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Monte Sant’Angelo – Santuario S. Michele Arcangelo: il Battesimo del Signore

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Buongiorno sono il sole, quest’anno per la festa del Battesimo del Signore sono a Lecco, per una volta tanto, essendo che i riti romano e ambrosiano hanno deciso di fare festa insieme, il Vangelo è lo stesso. Inizio la meditazione pensando che, ancora una volta, Giovanni il Battista, senza volerlo, è il co-protagonista di questa meravigliosa storia.
Dopo averci accompagnato per tutto l’avvento e aver fatto anche delle sporadiche apparizioni in qualche vangelo del tempo di natale, oggi ritorna in tutta la sua bellezza, talmente bello che tutti, quasi quasi, pensavano fosse lui il Cristo che tanto stavano aspettando. Nella sua umiltà, Giovanni, è stato capace di rimettersi al suo posto indicando che ancora doveva venire uno più forte e più bello di lui al quale proprio Giovanni non è degno neppure di slegare i lacci dei sandali, e, a noi, insegna a fare altrettanto. La differenza non sta né nella bellezza né nella fortezza di Gesù rispetto a Giovanni ma nel tipo di Battesimo che il Figlio di Dio è venuto a portare e lo vedremo.
Giovanni non è un carrierista, non è uno di quelli che avanza nella Chiesa non vedendo l’ora di sedersi in qualche ufficio che conta e farsi notare in mezzo alle persone per bene, Giovanni, l’abbiamo visto, è l’amico dello Sposo, che spende tutta la sua vita in funzione di Gesù, quel nostro Gesù che oggi, nella festa del suo battesimo, compie 30 anni. In questi giorni che ci separano dalla notte tra il 24 e il 25 dicembre, Gesù è diventato grande, mangiando pane, latte e Parola di Dio, ha imparato a camminare alla svelta, memorizzando passi divini, quelli che entrano nelle storie delle persone, battendo sentieri battuti da pochi, poveri e sofferenti, ha imparato l’arte del falegname, di fare le cose con cura gustandone i dettagli, ha sintonizzato il cuore su quello della Madre imparando ad ascoltare col cuore e oggi arriva al Giordano mettendosi in fila con gli altri, senza passare avanti a nessuno come fanno i raccomandati o quelli che “faccio in un attimo, devo solo fare una domanda” e poi, con tranquillità e pace fanno quello che gli pare. No, lui oggi arriva, fa la fila coi peccatori e dopo aver ricevuto il battesimo, mentre Giovanni è in preghiera accade l’incredibile. Scrive San Paolo di Lui in una delle lettere più belle: “mai considererà un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio ma spoglierà se stesso, facendosi servo”. Sulle sponde del fiume Giordano Gesù chiede a Giovanni l’acqua della pulitura, s’inchinerà come un peccatore per rendere onore a tutto quello che Giovanni ha fatto fino ad oggi ed è un incrocio di sguardi, cuore a cuore, così come quel giorno nelle pance delle loro mamme, quando si sono messi a ballare presi dalla gioia di incontrarsi per la prima volta. Oggi, sulle rive del fiume Giordano, c’è il passaggio del testimone, con la stessa gioia di allora, ecco perchè dopo aver battezzato Gesù, Giovanni prega, prega e ringrazia, prega e il Padre consegna suo Figlio al mondo in modo ufficiale, è l’entrata in società, è vita nuova, dallo sguardo di Giovanni si passa allo sguardo del Cielo e il Cielo si apre in un sussurro: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». E’ vita nuova, vita di Figlio che ci fa tutti figli nel Figlio, pezzetti di Dio nel mondo. E’ vita nuova, vita di Figlio Amato che ci fa sentire amati prima ancora che si formi in noi il pensiero di esserlo. E’ vita nuova, vita di chi si sente dire: Tu, Figlio Amato, sei il mio compiacimento, mi garbi un monte, quando ti vedo sono felice.
Basta poco, mettersi in ginocchio, chiedere perdono, pregare e sentire quel sussurro di voce dal Cielo: Tu sei la figlia mia, l’amata, sei il mio compiacimento, Tu sei il figlio mio, l’amato, quando ti vedo sono felice. Ciao belli

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