Archivio per 3 febbraio 2019

#LABUONANOTIZIA
3 febbraio 2018 – IV domenica T.O. – Anno C – Rito Romano

4 anno c

Dal Vangelo secondo Luca 4,21-30
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

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Buongiorno sono il sole, il Vangelo di oggi è la continuazione di quello di domenica scorsa. Gesù – ve lo ricordate – come prete novello appena unto è andato in sinagoga, ha srotolato il Libro della Parola di Dio e ha fatto la sua prima omelia finendo con la spiazzante frase: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Oggi riprendiamo da questa frase, intorno una folla di finti meravigliati a far da corona a colui che farà tutto quello che ha letto domenica scorsa, colui che è stato unto per questo, per dire a chi non ha niente e si aspetta tutto che è arrivata la buona notizia ed è Lui in carne ed ossa.
Sì, ho scritto finti, perché il Signore Gesù, il Figliolo di Dio, sa chi ha intorno, sente le mormorazioni e i borbottii che partono dalla prima panca e come una valanga raggiungono le ultime file a mo’ di ola, Lui sa guardare dritto negli occhi mentre legge, sa scrutare ogni cuore e dice che «nessun profeta è bene accetto nella sua patria».
Poteva essere pura meraviglia e invece sono sussurri dubbiosi: ma scusate ma quello non è Gesù? Il suo babbo non lavora in bottega? sì bravo, si chiama Giuseppe ed è quel povero disgraziato di un falegname… Gesù, il prete novello, per conquistarseli tutti cita altre due storielline del passato così per ribadire il concetto ma la mormorazione si amplifica e succede il parapiglia, la meraviglia si fa sdegno e lo sdegno si trasforma in la voglia di ucciderlo, di farlo fuori. Lui tranquillo passa in mezzo a loro e sceglie di mettersi in cammino verso Gerusalemme, passa nella loro vita, ci entra in mezzo, per questo è venuto, perché questo è l’OGGI di Dio, il KAIROS, il tempo della salvezza, OGGI è venuto per i poveri e gli umili, per chi non ha niente e accoglie tutto, OGGI è venuto per chi è paralizzato nei suoi ottusi punti di vista, OGGI è venuto per liberare, OGGI è venuto per chi non vede se non a un millimetro dei suoi occhi e dargli occhi nuovi che vedano orizzonti ampi e pieni di luce, OGGI è venuto per gli oppressi da leggi e precetti che impediscono di capire che c’è un comandamento più grande che si chiama amore e che libera, OGGI è venuto per dire che è giubileo, che è pura grazia per sempre, OGGI è venuto per dire che si è adempiuta la salvezza, OGGI è venuto per loro e loro lo sdegnano. «Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino».
Si è impegnato ad essere credibile senza pretendere di essere creduto…così faremo anche noi.
Ciao belli