Archivio per agosto, 2019

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18 AGOSTO 2019 – XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C
RITO ROMANO 

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Dal Vangelo secondo Luca Lc 12,49-53
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».


Buongiorno sono il sole, oggi nel Vangelo abbiamo una parolina strana, sì perché la parola “divisione” in un contesto evangelico che deve sapere di comunione, non suona bene, però Gesù la dice e quindi cerchiamo di capire il perché.
La buona notizia però inizia dal fuoco.
Gesù viene dicendo: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!».
Bella figura, anche su questo l’abbiamo deluso in partenza, lui vorrebbe incendiare il mondo ma nel mondo ci sono i tiepidi che mantengono la temperatura bassa, lasciano che la legnaia si riempia di umidità e il braciere non arde come vorrebbe il Maestro. Ma lui il fuoco lo porta comunque, così come porterebbe il vino buono alla festa, così come darebbe qualsiasi cosa purché di vedere l’altro felice e non chiede altro, solo che qualcuno lo accenda il fuoco, ad alimentarlo poi ci pensa lui. 
Andrebbe tutto bene se non fosse per il tono della voce malinconico, deluso e amareggiato, il desiderio del suo cuore non infiamma più nessuno, lui il fuoco è venuto ad alimentarlo ma a che serve questo suo desiderio se nessuno sulla terra l’ha acceso? Guarda il sole nel cielo, splende ma se te non apri gli scuretti o tiri su la tapparella, il sole te non lo vedi.
Lui è il Fuoco che scalda, lui è la Luce vera che illumina i cuori, non confonderti con una semplice lampada da tavolo, o quella pinza con lampadina dell’Ikea che usi per leggere a letto, Dio con te vuole fare cose grandi e nella logica del Regno dei cieli non ci sono sconti, non ci sono i saldi di fine stagione, lui non illude, quello che ha da dire lo dice chiaramente e se te lo vuoi seguire devi essere pronta a tutto, devi essere pronta ad andare contro tutti se serve, anche contro quelli di casa, devi essere bella e originale come lui ti ha pensato, creato e amato.
È qui la parola più dura del Vangelo di questa domenica, è qui che entra in gioco la parola “divisione“, la buona notizia in questa ventesima domenica passa dalla divisione, dal mettersi contro, dall’essere disposti a tutto pur di andare dietro a Gesù.
Sapete come si purifica l’oro dalle scorie? si passa al fuoco, così come uno fa pulizie con le amicizie su Facebook, ne elimina un po’, sopratutto quelli che sono in contrasto con il suo pensiero, clicchi elimina e taaac! un amico è fatto fuori, pulizia e via e te non ci sei più!
Dio a volte spaventa, è vero, ma io mi fido, anche quando mi dice: «padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Io mi fido, anche se questo mi sembra una strage familiare più che un vangelo, ma io mi fido, perché lui non conosce la parola compromesso, lui è onesto e sincero, lui mantiene quello che promette, lui una volta ha detto che chi lo segue dovrà passare per la persecuzione, ma ha detto anche che chi lo segue avrà la vita eterna.
Oggi la buona notizia è un Fuoco che arde solo nel cuore di chi decide di accenderlo, dentro di noi è stata aperta una porta sul possibile, sta a te decidere di passarla, sta a te decidere di appicciare il fuoco con la “Diavolina” o usando il cuore, sta a te scegliere la strada da percorrere però sappi che c’è un punto fuoco da trovare, ti devi fidare e lasciare a Dio di fare il suo mestiere.
La cosa bellissima è che, nella storia, ci sono sempre state donne e uomini dal cuore appassionato che hanno incendiato il mondo con una vita veramente fatta a misura di Vangelo, donne e uomini santi, come Chiara e Francesco, Teresa e Agostino, Ignazio e Filippo, Giovanni Bosco e il Cottolengo, Teresa di Calcutta, Frere Roger e Giovanni Paolo II, Chiara Corbella, Chiara Luce Badano e Piergiorgio Frassati e tanti altri come me e te che seguiamo un Dio che va controcorrente, che ai potenti preferisce i piccoli, che ai sani preferisce i malati, che ai ricchi preferisce i poveri, che a tutti dice con le parole di Santa Caterina da Siena ripetute da Giovanni Paolo II alla GMG di Roma: «Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!». Buona domenica e ciao belli

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15 AGOSTO 2019 – ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – SOLENNITÀ

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Una vecchia fotografia del Trittico di Montepulciano

Dal Vangelo secondo Luca Lc 1,39-56
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.


Buongiorno sono il sole!
Anche quest’anno siamo arrivati alla Festa dell’Assunzione, uno di quei giorni in cui possiamo pregare il Magnificat al mattino senza aspettare i Vespri.
La semplicità di Maria è portata alle stelle e si merita di essere accolta da suo Figlio in cielo, lei che lo ha accolto nel grembo, accolta e incoronata Regina da suo Figlio per essere, ancora una volta, protagonista in questo gioco di stelle.
Come tante volta accade nelle feste mariane, oggi Luca ci regala l’incontro di Maria con Elisabetta e noi lo sappiamo che Maria è andata da sua cugina per darle una mano, ma ci è andata correndo, sapendo che l’anziana parente aspettava finalmente un bambino, tanti chilometri senza sapere che anche a lei, Dio, aveva fatto un gran bel dono.
Va’ di corsa Maria, con gioia percorre quel lungo tratto di strada che da Nazareth porta ad Ain-Karim. Va’, con l’entusiasmo di chi nel cuore ha momenti di festa e canta: «L’anima mia magnifica il Signore (…) perché ha guardato l’umiltà della sua serva». Sono queste le parole che dice ad Elisabetta: Dio mi ha guardata, si è accorto di me. Lui, la Bellezza, ha perso la testa per la mia semplicità.
Tutto quello che abbiamo letto in questi mesi, tutto quello che per noi è la Bella Notizia del giorno, tutto quello che Gesù ha fatto prima di ascendere in cielo, lui – che adesso è lì, dentro di lei – l’ha imparato da Maria di Nazareth: le beatitudini a memoria come noi impareremmo le tabelline, la moltiplicazione dei pani e dei pesci dividendo anziché moltiplicando, le carezze, gli sguardi teneri, l’ascolto, la commozione e la compassione, l’accoglienza di tutti. Ha imparato tutto da sua Madre e, un giorno, sua Mamma la chiameranno beata e attorno a lei nasceranno le più belle preghiere del mondo: Magnificat, Ave Maria, Rosario, Salve Regina…
Mi piace l’Assunzione perché oggi mi pare di vederla Maria da Elisabetta a raccontarle la predilezione che Dio ha per lei: «Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente».
Un anticipo di simpatia a disposizione nostra amici belli: «La sua misericordia si stende su quelli che lo temono». Elisabetta, ti anticipo che ci saranno giorni di misericordia. Li sento già in arrivo!
Poi l’entusiasmo prende le pieghe della delicatezza e continua nel ritmo della gratitudine: non è merito mio, però, cugina, è lui che è generoso. Dieci volte glielo ripete: è lui che mi ha guardata, che ha fatto, che ha spiegato il braccio, che ha disperso, che ha rovesciato, che ha innalzato, che ha ricolmato, che ha rimandato, che ha soccorso, che si è ricordato.
Grande Maria: hai creato suspense con il tuo gaudio meravigliato di donna guardata e poi ti sei tirata in disparte per fare posto all’Eterno: non io, Elisabetta, ma Dio.
Capisci, Elisabetta? qui dentro c’è Dio che sta nascendo.
Mi piace l’Assunzione, perché la bellezza è la semplicità di Maria, un grembo che Dio ha scelto per nascere nella storia dell’uomo! Me l’ha promesso, come aveva detto ai nostri padri.
Oggi a Messa rimarrò a guardare le mani del Trittico, mani di una Madre, una Donna, la Madonna, che raccoglie tutte le preoccupazioni del mondo, le trattiene sul cuore per portare tutto in cielo dove c’è un altro Cuore, un Cuore immenso che non perde nulla di quello che Maria consegna, perché di lei il Padre si fida.
Vi regalo la mia preghiera all’Assunta e vi auguro di essere come Lei.

Maria, assunta in cielo,
fa’ scendere su di noi una benedizione,
dacci la speranza, dà a noi consolazione,
chiedi a tuo Figlio di benedire tutto ciò che è male,
chiedi per noi la sua carezza sulle nostre desolazioni,
le nostre depressioni, le nostre paure.
Maria, assunta in cielo,
facci sognare in grande,
metti nel nostro cuore l’ansia di partire in fretta
per portare frutti di bene ad altri,
metti sulle nostre labbra canti di gioia,
accarezza le nostre solitudini, le sofferenze dei nostri cari,
dona bellezza e facci amanti del rischio che rende audaci.

 

 

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DOMENICA 11 AGOSTO 2019 – XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C – RITO ROMANO 

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+ Dal Vangelo secondo Luca Lc 12,32-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.


Buongiorno sono il sole, io sono stata scout, lo sono, non ho mai smesso di esserlo e il vangelo mi fa venire in mente uno dei fondamentali dello scoutismo: ESTOTE PARATI!
Gli scout sono così, almeno io ho imparato questo, ogni giorno si impegnano a vivere stando pronti ed io voglio essere ogni giorno pronta al servizio, ad essere per gli altri, ad accorgermi puntualmente e rapidamente di chi abbia bisogno di me, così come le barzellette raccontano quando ci mostrano il classico ragazzo in calzoncini e calzettoni che fa attraversare la strada all’anziana signora di turno, forse non è alla moda ma il suo atteggiamento riflette più il cuore generoso che l’attenzione all’eleganza e all’ultima moda e allora, visto che, ” dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore”, ESTOTE PARATI! è la storia bella di oggi, la buona notizia di oggi: un Dio che osa con l’uomo e gli affida tanto, per chiedere molto al suo ritorno, un Dio che parte per un viaggio e decide di fidarsi di te, affidandoti un patrimonio che non hai mai visto in vita tua tanti sono gli zeri.
Si fida di te questo Dio perché di te è innamorato e vuole scommettere tutto su questo amore senza condizioni dove, nella logica del Regno, non ci sono ‘condizioni’ ma una gioia che batte al ritmo della libertà.
È un Dio che parte, ti lascia tutto quello che ha e ti raccomanda solo una cosa: stai pronta! ESTOTE PARATI!
State pronti! coi fianchi cinti, la lucerna accesa, i sandali ai piedi e il cuore desto nell’attesa del ritorno.
Qualcuno mi ha detto che l’attesa rafforza il desiderio, se Dio ritarda non è per farci un dispetto ma per aumentare il desiderio di lui, per riempire d’amore quell’attesa, per far battere il cuore a ritmo alterno con la nostalgia.
È il batticuore di chi aspetta il suo innamorato.
Dio si fa attendere perché impariamo ad amarlo, come quei fidanzati che abitano distanti e riempiono i tempi dell’attesa con un di più di amore. Attende solo chi osa farlo, l’attesa è solo per pochi, non tutti riescono ad essere fedeli, molti si lasciano andare alla pigrizia e la lucerna, piano piano, si spegne come si spegne il cuore. Un cuore che non è più capace di reggere il peso di una promessa senza data di scadenza sulla confezione, un’attesa che non porta scritto “consumare preferibilmente prima della data posta sul coperchio”. Dio non si sa quando torna ma se l’ha promesso arriva, di sicuro arriva.
State pronti! Se Dio ritarda è perché è imprevedibile e ama la venuta senza preavviso, ama la sorpresa, vuole che la tua fede non si abitui ai riti, alle messe senza tono, ai vari appuntamenti ecclesiali che ci hanno preso l’abitudine e non dicono più nulla.
State pronti! la bella notizia di oggi è un Dio che, come ladro quando viene, non avvisa, non si fa annunciare e ti ruba il cuore senza che tu gli dia il permesso. Un Dio che arriva e con uno sguardo si accorge di come lo stiamo aspettando e ci divide: i servi incapaci e inaffidabili da un lato e i capaci e fidabili dall’altro ed è per questi la più bella sorpresa: Dio che ti chiede di cingerti la veste ai fianchi e di stare pronta per farti vedere che è lui il primo che si cinge la veste, ti fa mettere a tavola e si mette a servirti.
Il Vangelo di oggi è così, è per te che hai deciso di aspettarlo con amore e ardore, è per te che hai bisogno delle sue braccia che stringono ma senza soffocare, è per te che hai bisogno dei suoi occhi che ti guardano ma non ti giudicano, è per te che stai pronta e hai bisogno di Lui che scommette su di te, che ti dà tanto per chiederti molto di più.
Il vangelo è per te che segui un Dio che non smette di farti la corte, lui che è il tuo tesoro e che ti chiede di mettere lì il tuo cuore come ci insegna Santa Chiara di Assisi che, essendo domenica, oggi rimane un po’ nascosta ma “…con corsa veloce e passo leggero…” (cfr. 2LAg 12) ha seguito il Signore mettendo da parte la raffinatezza di una vita da nobile vuota e senza senso e ricercando l’eleganza di un’animo che riflette il Vangelo e spendendo la sua vita nella lode e nel dono di sè.
Buona domenica, buona festa di Santa Chiara e ciao belli

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04 AGOSTO 2019 – XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C –
RITO ROMANO 


Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,13-21
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».


Buongiorno sono il sole, il vangelo è fatto di storielline edificanti raccontate personalmente da Gesù per indicarci la traiettoria migliore, non solo diventare uomini e donne evangelici ma per arrivare meglio al Regno dei cieli.
La storia che sceglie di narrare oggi, nella domenica successiva a quella in cui ci ha regalato la preghiera del Padre nostro, dice che la campagna di un omino ricco aveva dato un raccolto abbondante, il fortunello aveva avuto un buon sole e la pioggia al punto giusto tanto che tutta quella raccolta non sapeva più dove metterla. Il punto però è che nel Vangelo non si dice né che fosse sposato o che avesse una compagna, tanto meno che avesse dei figlioli o amici con cui spartire tanta generosa abbondanza, questo uomo ricco è senza affetti e senza casa, questo omino è solo, tristemente solo.
Ci prova a far dipendere la sua felicità dal potere, dai soldi, dalla pazza gioia e dalla bella vita, dal fare come i neonati che vengono al mondo e non fanno nient’altro che mangiare, dormire, piangere per la fame, mangiare, dormire… lui pensa che la felicità è darsi all’accumulare soldi, sedersi, alzare le gambe e poi? se va bene si piglia una Ferrari e se va bene trova la donna che si innamora della sua Ferrari.
Io credo che la storia voglia dirci qualcosa di bello altrimenti Gesù non ce l’avrebbe neppure raccontata, la storia ci dice che la vera ricchezza sono le persone di cui sappiamo circondarci, compagni di viaggio in questo cammino che è la nostra vita, la vera ricchezza sono le relazioni edificanti, le testimonianze di chi, pur non avendo nulla, sa dare se stesso agli altri in gratuità e purezza, la felicità è dare sapore alla vita pur essendo poveri, andando a trovare un malato, facendo compagnia ad un anziano, dicendo parole belle sugli altri, non nutrendo pregiudizi, la felicità è che se il tuo raccolto è stato abbondante è bene donarne una parte a chi invece non è riuscito a raccogliere nulla, è aiutarsi, è vivere la reciprocità, è accorgersi di chi non ha più nulla.
Domenica scorsa abbiamo imparato a passare dal “mio” al tuo” dicendo Padre nostro, questo uomo i possessivi li sa tutti, tutti e in prima persona singolare: MIO lo mette ovunque. Miei raccolti, miei magazzini, miei beni, mia anima e Dio che gli dice TUA vita glielo conferma. Tutto ruota intorno al mio ma anche per lui la vita ha un termine, nessuno ne è esentato, ed è qui che per noi c’è la svolta per la bellezza.
Quest’uomo muore nel “mio”, non ha più relazioni, non ha più affetti, è rimasto solo con i suoi magazzini pieni e nessuno piangerà al suo funerale, ma Dio con una parolina gli offre l’ultima occasione per ricominciare a vivere in modo nuovo e la parola è stolto. Gesù non dice che è cattivo ma stolto, non è una parolaccia ma uno stimolo ad accorgersi della sua intelligenza, della sua capacità di essere migliore, di usare meglio la vita e il tempo che ha, un modo nuovo di gestire meglio anche il suo lavoro, senza puntare tutto sui soldi e sui magazzini pieni e sovrabbondanti ma sul cuore, sull’amore.
Gesù non disprezza il lavoro dell’uomo ma ci dà le indicazioni per una vita bella, buona e vera:
guarda cosa desideri, non desiderare cose ma persone,
osa il dono di te stesso nell’amore.
Sii generoso.
Condividi i tuoi beni e il tuo amore.
Desidera una vita spirituale nutrita di Dio,
desidera di nutrire di Dio le relazioni che vivi, desidera affetti che si ispirino a Dio
e allora vivrai e la tua anima vivrà a lungo perché si perderà in Lui.
La vita ha un termine, nessuno ne è esente ma se cammini verso l’Eterno sarai sempre in cammino e mai da solo,
perché altri, in cammino con te, ti faranno compagnia,
tu non li possederai ma li lascerai liberi di camminare sui sentieri di Dio e arriverete insieme là dove a Dio piace.
Ciao belli

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28 LUGLIO 2019
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

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Dal Vangelo secondo Luca
Lc 11,1-13
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».


Buongiorno sono il sole, continuo il mio cammino della domenica in compagnia del vangelo che ha scritto Luca. Oggi facevo questo pensiero: il Vangelo è buona notizia ma è molto difficile, così difficile che ci sono voluti 4 evangelisti per raccontarcelo. Non è un libro “normale”, non arrivi alla fine e cerchi di convincerti che hai capito, che il finale ti ha spiazzato e che non vedi l’ora che esca il sequel…no, assolutamente no, il vangelo lo puoi leggere mille volte ma rimarrà sempre un libro aperto perché più lo leggi, più ti sforzi di capirlo, più cerchi di farlo entrare nella testa e nel cuore e più senti che sei lontano dal regno che Gesù tanto ama presentarci. 

Ma la buona notizia è proprio in questo passaggio.
Gesù non umilia e non bacchetta se te non capisci ma al Vangelo lui ci tiene e con quelle sue carezze ti fa venire la voglia di riaprirlo e provare a capirci qualcosa.
La preghiera del Padre nostro chi non la sa a memoria?
Ma tra memoria e vita c’è tanta differenza.
Per la memoria basta fare come un cd dove te pigi start parte il disco e quando arrivi a Amen è finito, pregare col cuore è diverso.
Pesare ogni parola prima di farla cadere sul cuore è davvero difficile soprattutto quando il protagonista della preghiera è un semplicissimo aggettivo possessivo TUO e TUA riferito al Padre.
Quando il nostro ragionamento non torna è l’altro che ha sbagliato ma qui tutto torna sono io che devo rivedere qualcosa del mio cammino, del mio stare a braccetto con Dio per fidarmi di più e lasciarmi ribaltare…è una specie di cardioversione dove le priorità cambiano e il cuore torna a battere al ritmo del Padre.
E se proprio non ce la facciamo basta fare come a scuola: si alza la mano e si dice “Prof! non ho capito, me lo rispiega un’altra volta?”. Gesù è un maestro speciale, oltre che Fratello e Figlio dello stesso Padre, tra tutte le cose a cui tiene, ha noi e il nostro cuore e vuole che noi diventiamo come lui e in questo non è geloso anzi, t’insegna che il trucco c’è ed è la preghiera. Si siede con te nel tuo banco, ti guarda negli occhi e ti fa capire che pregare è come avvicinarsi a Dio con le nostre pratiche da firmare, i nostri bei progetti per il nulla osta e tutte le richieste di permesso accumulate ma, più ti avvicini a Dio, più capisci che le sue pratiche sono diverse e che per giunta ha ragione lui, il suo progetto è di molto migliore e sei felice, cadi in ginocchio e il ‘mio’ diventa ‘tuo’ in un amen.
La buona notizia è imparare a pregare col cuore con Gesù che dice “non sprecate parole”, perché, la preghiera, è prima di tutto ascolto per non correre il rischio poi di chiedere a Dio cose inutili e dannose per la nostra vita.
La preghiera amici belli è un Amore da ascoltare per lasciarci sorprendere! Ciao belli