Archivio per febbraio, 2020

#LABUONANOTIZIA
1 marzo 2020 – I domenica di Quaresima – ANNO A – Rito romano

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+ Dal Vangelo secondo Matteo(Mt 4,1-11)
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai».
Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.


Buongiorno sono il sole, prima domenica di quaresima in una calda e torrida giornata nel deserto, Gesù si trova qui, solo, dopo 40 giorni e 40 notti in cui ha fatto digiuno, in un atupertu col diavolo c’è dell’incredibile, è un diavolo di quelli rompiscatole che se li trovi in giro e sei un po’ debole, diventi pane per i suoi denti, uno di quello ganzini che però ha fatto male i suoi conti e ha scelto il tipo sbagliato per farlo cadere, non ha capito che, se Gesù decide di mettersi al suo livello e perder tempo con lui non è perché cede alle tentazioni, ma è per insegnare qualcosa a noi. Dio potrebbe risolvere la situazione antipatica in due balletti e quattro miracoli, invece affronta la fatica del caldo, della fame, del rompiscatole che gli sta alle costole con tre tentazioni mica male, per regalarci una lezione di vita da incorniciare.

«Gesù viene condotto dallo Spirito», non in un bagno di folla, come è più probabile trovarlo solitamente, ma «nel deserto per essere tentato dal diavolo», non per un giorno di digiuno e astinenza, come noi bravi cristiani da fioretti e propositi tranquilli faremmo, ma 40 giorni e 40 notti di digiuno assoluto dove, alla fine, anche Gesù ha fame. È a questo punto che entra in scena l’avversario, quando Gesù è provato e gioca subito i tre Jolly per essere sicuro di vincere. Tre carte e tre modi di vivere il nostro rapporto con le cose, con Dio e con gli altri, osa il tutto per tutto e, se gli va bene fa il botto.

Cala la prima: Gesù, vedi se riesci a trasformare ‘ste pietre in pane. Qui abbiamo un Dio che gioca al rialzo: eh no! Il pane è buono ma più buona è la Parola.

Gesù ha fame, ha fame della Parola di Dio, del gusto di Dio. 

Cala la seconda: Gesù vieni quassù, qui vicino al tuo bel Cielo e buttati giù, vediamo un po’ se gli angioletti vengono a prenderti. Lo dici a tutti no? Gettati con fiducia…

Gesù cala la sua: eh no! Io ho fiducia in Dio che è mio Padre, ma come vuole lui non come voglio io, ho fiducia in lui che non mi dà quello che io penso mi serva ma quello di cui ho bisogno e non c’è bisogno di prove per crederci.

Gesù ha fame, ha fame del Padre, della fiducia del Padre. 

Cala la terza: Gesù, se tu stai con me, in cambio ti darò tutto il potere che vuoi, a questa proposta non puoi dirmi di no, col potere puoi fare tutto, volere è potere, l’amore non serve.

Gesù non ne può più, è ora di dire basta: «Vattene, Satana!»

Gesù ha fame, non fame di potere, ha fame di amore perché è l’amore che scaccia il timore, è l’amore che scaccia il diavolo, è l’amore che permette agli angeli di avvicinarsi e servire.

Ecco la Buona Notizia di questa prima domenica di quaresimaavvicinarsi e servire, due verbi da mettere nel vocabolario del cuore, avvicinarsi e servire, mettersi accanto alle persone e avere cura di loro, entrare nella solitudine della gente e fare compagnia.

Il peccato ci rende soli, l’amore ci rende angeli che si fanno vicini e servono.
Ciao Belli

#LABUONANOTIZIA
26 febbraio 2020 – Mercoledì delle ceneri

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,1-6.16-18)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

quaresima 2020

Buongiorno sono il sole, iniziamo la strada che porta alla Resurrezione con un pizzico di cenere in testa per finire con l’acqua sui piedi il Giovedì santo… tutto quello che passa in mezzo si chiama conversione dove l’amore ci spinge a mettere via tutte le maschere che ci siamo messi finora per fingere di essere migliori, tutto quello che passa in mezzo si chiama misericordia dove il deserto la fa da padrone, luogo di paura e di ansia, ma luogo in cui Dio conduce la sua creatura per parlarle sul cuore, per stare con lei senza distrazioni.

Dovremo camminare nel deserto per 40 giorni, solo con la forza di un pizzico di cenere in testa a ricordarci che dobbiamo procedere sporcandoci i piedi, accorgerci di chi ci cammina accanto aprendo il nostro cuore al povero e sentire che non siamo soli perché Dio è con noi e quei piedi alla  fine del cammino ce li  laverà, ce li asciugherà e ce li bacerà segno di un amore senza fine!

Chissà mai che accettando la sfida di abitare questa zona, non scopriremo dentro di noi la nostalgia del Cielo: quella che ti fa venire voglia d’essere pulito, d’essere te stesso, d’abbandonare mille immagini costruite, d’essere semplice per stupire il mondo.

«E il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Buona quaresima in cammino adagio adagio per dissetarci alla vera Sorgente.
Ciao belli

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VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A – RITO ROMANO

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+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,38-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:”Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente.
Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico.
Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,
affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”.


Buongiorno sono il sole, la parola che è Buona Notizia oggi è un ordine, un comando, un consiglio deciso da parte di Gesù, un verbo dato con fermezza: «Amate!».

Facile no? per niente.

Allora perché Gesù ci chiede una cosa così difficile? perché ci vuole perfetti, non perfettini, ci vuole perfetti come è perfetto il Padre.

Oggi è come aprire un nuovo elettrodomestico, prima di avviarlo e sperare che pulisca la casa in un battibaleno, cerchi il fatidico foglietto delle istruzioni e lo leggi con attenzione perché tutto sia perfetto, così prendi il Vangelo e segui passo passo cosa ti chiede di fare Gesù per essere tale e quale al Padre.

Iniziamo per gradi: «se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra».

Il primo passo è far vedere all’altro che non hai niente da difendere, se non hai fatto nulla di male nei suoi confronti, puoi tranquillamente lasciare che pian piano capisca che non deve esserti nemico. Porgere l’altra guancia è essere disposti a fare il primo passo nel ritrovare rapporti che si fondino sul perdono, porgere l’altra guancia e sapere che la vita continua a fiorire lasciando che quel «ladro che vuole rubarti la tunica si prenda anche il mantello», l’unica cosa che sa di protezione, l’ultima cosa che ti rimane e che ti rende da inoffensivo a vulnerabile, come è l’amore.

La vita continua a fiorire vincendo in generosità: due miglia sono meglio di uno in compagnia, una manciata di tempo anche quando ne hai poco è meglio che un rifiuto, un sorriso e una stretta di mano a chi ti chiede qualcosa è meglio che dare qualcosa voltando le spalle. La vita continua a fiorire amando il nemico: se amo, la vita fiorisce, se non amo, la vita finisce. Gesù chiede l’amore per il nemico, la preghiera per il nemico, il porgere la guancia al nemico.

La porta del possibile si apre anche oggi. Dio, in suo Figlio, ci dà la capacità di chiedere al Padre di avere un cuore capace di amare, di avere i suoi stessi sentimenti di Figlio e di sentire il calore dello Spirito Santo che ci rende amanti come lui in un circolo di amore all’infinito.

La Buona Notizia è sapere che domani o dopodomani avremo un cuore nuovo, un cuore che ha fatto fatica nell’imparare l’arte dell’amore, un cuore bello quanto il cuore del Padre capace di amare in eterno, capace di amare tutti, capace di far sorgere lo stesso sole sui buoni e sui cattivi. La Buona Notizia è il mio cuore che ama per primo, che ama perdendo, che ama senza aspettarsi più niente in cambio.

Ciao belli

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VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A – RITO ROMANO

VI t.o. anno A

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 5,17-37.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. »
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.
In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo! »
Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gia commesso adulterio con lei nel suo cuore.
Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti;  ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio;
né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re.
Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.
Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno».


Buongiorno sono il sole, oggi c’è un ma a far da scuola, un ma che, detto da noi, è sempre un mettersi contro e sentirsi un metro sopra la testa degli altri, un ma, che detto da Dio, è un impulso a diventare più belli.

Leggiamo questo lungo Vangelo sapendo che qui non è un Dio che si mette contro per farci un dispetto ma un Padre che ci corregge perché ci ama; se nella vita hai sempre fatto a quel modo, andando sulla scia di un Vecchio Testamento che profuma di tradizione e di un ostinato ‘si è sempre fatto così’, scegliendo la via del Vangelo, tutto potrà sembrarti impossibile ma sarà veramente bello e la tua vita profumerà di pienezza e beatitudine, la felicitudine del seguire Gesù.

Nella via del Vangelo non c’è né google map né la cartina topografica per capire dove sei e dove andare ma ci sono due costanti: la via del cuore e Gesù da seguire. C’è la scelta di amare e dare vita o non amare che è togliere vita.

Oggi, la Buona Notizia è un ma, non il nostro che ci mette al centro e ci fa sempre sentire perennemente migliori degli altri, come quando l’altro fa un disegno e noi fieramente diciamo: “bellino” e aggiungendo “ma se lo facevo io avrei messo più rosso” pensando in cuor nostro che sicuramente l’avremmo fatto meglio, qui c’è il «ma io vi dico» di Gesù che non umilia l’altro ma porta a compimento il disegno di perfezione del Padre, il «ma io vi dico» di Gesù che non rimprovera ma stimola a diventare migliori, il «ma io vi dico» di Gesù che non mette da parte il tuo impegno additando il suo ma usa il tuo impegno per farti vedere quanto poco manca al Regno dei cieli, il «ma io vi dico» di Gesù che ci chiede di cambiare non per disprezzare il già fatto e il già vissuto ma per amarlo e scoprirsi più belli, per far risplendere il bello. Ecco perché, oggi, la Buona Notizia è questo Dio che crea dicendo come ha fatto il primo giorno in Paradiso: «avete inteso che fu detto ma io vi dico…».

Coraggio! il Vangelo è l’unica strada che ci rende più belli di quello che crediamo di essere anche quando ci sembra impossibile, come in questo versetto: «Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono».

Fare il primo passo costa una fatica immensa, soprattutto quando pensi di avere ragione, ma se ami la fatica, poi sentirai una felicità nuova, si tratta di fare il primo passo che è il passo del perdono, dove chi perde vince perché perde sé stesso e guadagna l’abbraccio del Cielo dove il ma di Dio fa fiorire la vita.
Ciao belli

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V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A – RITO ROMANO

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Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5,13-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».


Buongiorno sono il sole e vi do una notizia bellissima. Gesù oggi mi dice che io, tu, noi siamo luce del mondo. Non dice: impegnati perché devi essere una luce, dice: tu sei luce perché quello che tu fai si rinfrange e si vedono colori belli, perché sei stata con me e ci stai, perché ti fidi di me e vivi quello che ti chiedo anche con tutta la tua fatica.
È bella notizia dentro un’altra bella notizia, mi dice che io, tu, noi siamo sale della terra, non per farmi gasare e farmi sentire migliore degli altri ma per rassicurarmi sulle mie responsabilità, sui doni che mi fa per gli altri. Non lo dice a me soltanto ma lo dice a noi, comunità, a noi, famiglia, a noi, amici, lo dice al plurale, lo dice a un marito e una moglie che insieme fanno un noi, lo dice a dei compagni di squadra che insieme fanno un noi, lo dice a una comunità di fratelli e sorelle che insieme fanno un noi, lo dice a un gruppo che insieme fanno un noi, perché l’io da solo vale poco ma nella relazione è una forza, è luce all’infinito e dà sapore, un buon sapore.
Noi siamo la luce perché accogliamo Gesù che è la vera luce e questa luce la portiamo in giro come dei candelabri viventi. Come fare? dedicandoci agli altri come farebbe lui, prendendoci cura dell’altro, accogliendo chi è povero e solo, vivendo ‘facendoci caso’, che non è un bel modo di dire per distrarci un attimo sulle storie degli altri, ma è un vivere fuori di sé. Solo così diventeremo luminosi e saporosi, luce del mondo e sale come quello nel piatto che dà sapore al cibo, che si scioglie dentro il cibo confondendosi. Questa la nostra presenza nel mondo: esseri che sanno di qualcosa, che sanno di qualcuno, che hanno ricevuto un dono nel Battesimo e questo dono diventa un gesto di cuore per tutti.
Ecco la buona notizia: noi siamo persone belle che ad un certo punto si accorgono che Dio irrompe nella loro vita e cambiano, diventano persone belle con Dio nel cuore e lo condividono in modo meraviglioso, in modo luminoso, dando sapore, né tanto né poco, q.b., quanto basta per far sentire e far venire il gusto di Dio. Ciao belli

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2 FEBBRAIO 2020 – PRESENTAZIONE DEL SIGNORE – CANDELORA 

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Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,22-40)
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore-  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. Parola del Signore.


Buongiorno sono il sole, quanto è prezioso il Dio bambino? Due tortore e qualche siclo d’argento.
Maria e Giuseppe, nella festa di oggi, che ruba il posto alla IV domenica del Tempo Ordinario dell’Anno A nel Rito Romano, vanno dritti dritti al Tempio per il sacro rito della purificazione del loro bambino con quel famoso asinello abituato a portarli ovunque, da Nazareth a Betlemme, da Betlemme a Nazareth, da Nazareth in Egitto e al Tempio, perché Gesù è come tutti e non usa né Ferrari né Lamborghini per muoversi, è così Nazareno che il sacerdote non lo riconosce perché lui attendeva il grande Messia non un bambino che vale due tortore e qualche siclo come i bambini qualunque, nelle sue grandi aspettative non si rende conto che tra le sue mani passa il Re della Gloria, così distratto da non accorgersi che nelle sue mani passa il Messia. Lo aveva atteso, lo aveva desiderato, lo aveva invocato ed ora che è lì, nelle sue mani, lo perde.

Se non sei pronto, la Salvezza ti sfugge dalle mani, se non sei attento passa e va oltre. Se non sei presente la Presenza non si ferma.
L’incredibile avviene con il pio e devoto sacrestano di turno e la profetessa Anna molto più vecchia di quell’omino vegliardo che aspettava fedele da più di ottant’anni. I due vecchietti aspettavano, vecchietti ma svegli, attenti e non distratti, in attesa continua, sempre alla ricerca di Dio dappertutto, nelle piccole cose e nei piccoli incontri e, finalmente, quel Dio bambino si lascia stringere come promesso.

Simeone s’accorge che è lui ed è festa.
Il buon vecchio Simeone che ha passato la vita ad attenderlo, attento a ogni più lieve passaggio, l’ha cercato, l’ha invocato, l’ha trovato. Simeone oggi ha trovato il Dio che cercava, quel Dio che gli aveva dato appuntamento e gli aveva promesso di farsi vedere, in quell’abbraccio Simeone, benedice Dio, lo stringe stretto tra le sue braccia di vecchio, braccia piene di rughe come la sua faccia d’ottantenne, lo tiene come qualcosa di prezioso e canta la sua canzone più bella, la nostra canzone di Compieta: “Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza”.
Anche Anna si accorge e canta di gioia.
Anna, una donna innamorata di Dio che accoglie tra le sue braccia l’eterna giovinezza di Dio.
Anna che aspetta con la sua rughità di anziana, che arriva prima in Chiesa e aspetta le altre per attaccare il rosario. Anna fedelissima alla Messa della sera che, da sempre, cambia la tovaglia dell’altare e tiene in ordine la Chiesa mettendo anche l’acqua nei fiori e le piante, rendendo tutto più bello come conviene a una Casa, soprattutto se è la Casa del Signore, che sta attenta ai lumi e le candele. Anna, proprio lei, che è una delle preziose vecchine e signora semplice.
Anna con Simeone al Tempio hanno un regalo da Dio: vedere finalmente con i loro occhi la salvezza fatta carne, il Dio Bambino. Si sente ancora Simeone che canta e ora Anna, nella sua anzianità, canta con lui e danza di gioia, nella sua vecchiaia è ancora agile e splendida!
E’ la benedizione che è contagiosa e questa fecondità di bene è per noi, chiamati ad essere fecondi di benedizioni e di gesti di bene.

E io? quale Dio sto attendendo? Come lo sto attendendo? Che cosa sto facendo?
La buona notizia è questa: occhi innamorati che sanno vedere oltre e ci fanno ripartire quando abbiamo il vuoto dentro.
Buona festa dell’hypapante la festa dell’incontro tra Gesù sposo e la sua sposa, la Chiesa. Facciamoci belli e cantiamo di gioia.
Ciao belli