Buongiorno sono il sole… 5 aprile 2020 – DOMENICA DELLE PALME – ANNO A – Rito romano

Pubblicato: 4 aprile 2020 in Uncategorized

#LABUONANOTIZIA
5 aprile 2020 – Domenica delle Palme – ANNO A – Rito romano

03663_hires

VANGELO Mt 21,1-11
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma». I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».


Buongiorno sono il sole, anche quest’anno, nonostante tutto, è la domenica delle palme.

Come ogni domenica si apre la porta del possibile: posso leggere il Passio in forma breve, come abbiamo fatto noi ieri sera, o nella versione integrale ma non è questa la scelta di cui parla il Signore. La porta si apre sulla possibilità di lasciarsi fare, di fare come quell’asina del Vangelo di cui Gesù ha bisogno. Ci può creare stupore che Gesù, il Re dei re, entri a Gerusalemme seduto su un’asina e un puledro, figlio di una bestia da soma eppure in questa osannante festa della domenica delle palme, Gesù, in groppa ad un’asina si fa breccia tra la folla. Ci fa strano tutta questa gente ammassata ad osannare Dio su un’asina, che crea assembramento perché non c’è contagio che tenga quando Gesù passa in mezzo alla tua vita e ti dà la possibilità di entrare in questa settimana e di cambiare seriamente vita.

La domenica delle palme non deve passare sopra le nostre teste lasciandoci indifferenti, deve entrare nei nostri cuori e lasciare quel segno che solo la Passione di Cristo può e sa lasciare.

No, nNon ci può lasciare nell’indifferenza un Dio che, dopo essere entrato a Gerusalemme, osannato da tutti, arriva ad avere paura, perché è un Dio che trema, che soffre, che piange, è un Dio che rimane solo, abbandonato anche dai suoi tre fidati discepoli di nome Pietro, Giacomo e Giovanni, gli stessi che si è trascinato sul Monte Tabor per mostrarsi nella sua Bellezza.

Non ci può lasciare nell’indifferenza il fatto che Gesù non calcherà più le strade della Terra Santa a consolare cuore, prendersi cura del dolore dell’uomo, fasciare ferite, curare piaghe profonde, asciugare lacrime. Non calcherà più quelle strade ma se glielo permettiamo Dio in suo Figlio entrerà nelle nostre città, nelle nostre case, nei nostri ospedali, nelle nostre sale di rianimazione, nei nostri luoghi di volontariato e ci insegnerà a fare le cose con amore, così come stiamo facendo, si inginocchierà ai piedi di chi soffre e asciugherà le lacrime… ma se restiamo nell’indifferenza le lacrime non escono, il cuore non si commuove, la pietà non prende il posto che gli spetta amici belli.

Non c’è solo un’asina oggi, c’è anche un altro animale in questa domenica a risvegliarci dal sonno tiepido in cui cadiamo quando l’abitudine prende troppo la mano ed è il gallo che canta. Cosa può insegnarci un gallo? Lo dice bene un canto della Comunità di Bose in questo tempo sacro della Quaresima:

Risuona il canto ormai del gallo
presagio lieto della luce
e Pietro roccia della chiesa
ritorna in pianto al suo Signore.
È tempo ormai di risvegliarci
il gallo eccita i dormienti
Signore volgi il tuo sguardo
a noi incerti e vacillanti.

Noi siamo questi, dei dormienti che hanno bisogno di risvegliarsi dall’indifferenza, noi siamo quelli che, prima di salire il Calvario, dormiamo, scappiamo, rinneghiamo di conoscere il Maestro, arrivando addirittura a tradirlo con un bacio. Siamo uomini e donne uguali agli apostoli che sono stati con lui tre lunghi anni, a volte proviamo anche la vergogna di mostrarci cristiani in piccole e grandi occasioni, ci facciamo un segno di croce un po’ stitico sul petto come portafortuna prima di un esame o una partita importante, ci dimentichiamo di pregare prima del pranzo e non facciamo il primo passo nell’offrire un gesto di pace; siamo così, uomini e donne normali che portiamo un rosario al collo o il braccialetto col Tau ma poi sparliamo e mormoriamo di continuo.

Oggi si apre la porta del possibile e ci invita ad entrare nella Settimana Santa, sta a noi decidere se immergerci in un Mistero a volte troppo immenso e doloroso da comprendere, oppure arrivare alla Pasqua sapendo che si deve arrivare solo attraversando il Mar Rosso, solo per la strada che porta al Calvario e lì non ci sono scorciatoie. Gesù l’ha salito tutto il Calvario e con la Croce in spalla.

Voi fate come volete. Io non lo abbandono, posso anche essere un’asina, ma il Signore ne ha bisogno.

Buona domenica delle palme! 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...