DOMENICA 14 GIUGNO2020 – SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – ANNO A – RITO ROMANO

Pubblicato: 13 giugno 2020 in Uncategorized

#LABUONANOTIZIA
DOMENICA 14 GIUGNO 2020 – SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO ANNO A – RITO ROMANO

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Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,51-58)
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».


Buongiorno sono il sole, siamo molto fortunati perché in questi ultimi tempi il Signore ci vizia con feste bellissime e oggi in particolar modo nella festa del Corpus Domini, la festa del Corpo e Sangue di Gesù che, nell’ultima cena, inventa un gesto che rimane per sempre e si chiama memoriale.

Il memoriale non è il prete che ripete un gesto che Gesù ha compiuto come se fosse un attore, ma è rivivere un fatto come se accadesse la prima volta e questo succede incredibilmente a ogni Messa, quando decidiamo di non assistere impotenti a un qualcosa che è semplicemente un rito, ma accettiamo di essere partecipi in modo attivo al Mistero che avviene nello stesso modo in cui Gesù l’ha pensato in quell’ultima cena.

Gesù ci ha regalato il memoriale, un’azione divina che ogni giorno ci rende partecipi dell’Eucarestia: anche io lì, nel cenacolo, davanti a un Dio che prende il pane, lo benedice, lo spezza e lo dà, così come ha fatto moltiplicando i pani; ogni volta è un prendere, benedire, spezzare e dare, così come ha fatto con il suo Corpo: preso, benedetto, spezzato e dato.

Questo è il Dio che ogni giorno sceglie di stare con me, mi sceglie così come sono, peccatore, ribelle, distratto, egoista, arrabbiato, gioioso, desideroso, generoso; sceglie quello che sono e che scelgo di essere per entrare in me. Che gran Mistero!

Ogni tanto, durante la consacrazione, guardo le mani del sacerdote, del prete giovane come dell’anziano, guardo quelle mani e so che proprio Dio le ha scelte e le ha unte dell’olio del ministero per consacrare il pane e il vino, le guardo mentre tengono tra le mani quella patena col Corpo e quel Calice col Sangue, in quelle mani il Corpus Domini!

Ogni tanto guardo anche le persone che fanno la comunione, vedo l’abitudine come vedo il desiderio, vedo la noia, vedo l’emozione, vedo l’attesa, vedo la distrazione. È vero, forse ci siamo anche un pochino abituati a questo gesto, però tanti ci credono davvero e, qualche volta, c’è anche una lacrima. Per me questa è l’Eucarestia, un Dio che entra dentro di te sconvolgendoti.

«O Signore non sono degno di partecipare alla tua mensa…», chi ci crede in questa Eucarestia, come se fosse la prima volta, vede strade nuove su cui camminare perché, in quel poco Pane e in quel poco Vino, in quel pane preso, benedetto, spezzato e dato c’è tutta la forza per provarci, perdere tutto e giocare la vita per Dio e con Dio.

Il Corpus Domini.

Inizi a sognare una realtà diversa che ti rende difficile il dormire, mette ansia, mette in piedi per fare quello che Gesù chiede: «fate questo in memoria di me», «date voi stessi da mangiare», diventate pazzi per Dio!

La vita non è un copione da imparare a memoria, zitti e buoni, ma è accettare di diventare uomini e donne eucaristici che ricevono in dono ogni giorno una pagina bianca da scrivere, uno spazio vuoto con i margini da riempire, il Signore ci chiede di mettere su carta pezzi di vita originale, non ci chiede di essere dei geni e dei perfetti, ma di annotare doti e talenti da donare, farci mangiare e consumare da un mondo che ha fame.

Oggi è questo giorno in cui fare della vita un memoriale«fate questo in memoria di me», è il Corpus Domini che ce lo chiede, essere il profumo del Pane che mette appetito per una vita dal sapor del rischio, il sapore del Pane, del Corpo del Signore, che ogni giorno non smette di amare e ci chiede di fare altrettanto.

Buona festa del Corpus Domini

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