Buongiorno sono il sole… 28 giugno 2020 – XIII Domenica del Tempo ordinario – Rito romano -Anno A

Pubblicato: 27 giugno 2020 in Uncategorized

#LABUONANOTIZIA
28 giugno 2020 – XII Domenica del Tempo ordinario
Rito romano -Anno A 

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Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,37-42

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.
E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”.


Buongiorno sono il sole, avete presente quando si torna a casa – e sfido chiunque in questo – e si appoggia sul primo mobile all’entrata tutto quanto abbiamo in mano e nelle tasche? chiavi, monete, libri, pacchetti, pacchettini, borse, borsini, borsette… ad un certo punto della settimana, non si sa bene quando, arriva una specie di tsunami che rade al suolo tutto e sei costretta a rimettere ordine mettendo ogni cosa al posto giusto.
A me capita spesso ed è un po’ destabilizzante ma, l’ordine che riappare, mette una certa serenità d’animo.

Gesù oggi entra nella nostra vita e mette ogni cosa al posto giusto: affetti, relazioni, persone, cose.
Ecco le istruzioni per una vita felice, buona e beata:

1. «Chi ama il padre, la madre, il figlio o la figlia più di me, non è degno di me».

Sono condizioni assurde, troppo impegnative, in questo modo il rischio è che davvero pochi possano seguire Gesù coerentemente e sinceramente.
Il problema è che, se ce lo chiede, vuol dire che si può.

Se devo dirvi la verità, ogni volta che da giovane sentivo questo versetto mi irritavo, anche perché la vecchia traduzione era peggio ancora e sostituiva il chi ama con un chi non odia che era veramente pesante, io non capivo perché non potessi voler bene ai miei, perché non potessi gestire gli affetti a modo mio, con una graduatoria in tema di bene. Questo Dio che pretendeva non tanto ma tutto, insomma, era un po’ complicato. Poi gli ho fatto una domanda: ma tu, Signore, da me, realmente, cosa vuoi? ho capito che anche chi si sposa comunque una scelta la deve fare, il padre e la madre li deve lasciare perché, l’innamoramento, non è roba di eroi ma di persone che vogliono fare sul serio e lui alla mia domanda mi ha dato una risposta: il Signore non ti chiede tanto, ti chiede tutto per darsi tutto. Non ti toglie il padre e la madre, i fratelli e le sorelle per farti un torto ma per darti un di più, ancora di più, allarga gli spazi del cuore perché lui vuole entrarci portandosi dietro un sacco di gente, se te decidi di aprire apri sappi che il mondo ti entra nel cuore e ci resta e tu sei chiamata a fare sul serio.

La mia vita è cambiata dal giorno in cui ho aperto quella porta e a tutti è bastato un bicchiere di acqua fresca dato col cuore, un sorriso, un abbraccio, una carezza, un chinarsi per soccorrere, un orecchio per ascoltare, un fazzoletto ad asciugare le lacrime… poche cose ma tanto cuore.

2.«Chi avrà perduto la sua vita per causa mia la troverà».

Tutto parte da una Croce sta a te decidere di prenderla perché perdere la vita non è uccidersi ma perdersi nella sua logica, è donarla. Non so chi l’ha scritto ma ho letto che noi possediamo veramente solo ciò che abbiamo donato ad altri ed è vero! Se Gesù chiede di perdere la vita per causa sua sta semplicemente chiedendo di fare come ha fatto lui che ha perduto la sua vita per la causa dell’uomo e l’ha ritrovata.

3.«Chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Gli affetti, la vita e un bicchiere di acqua, un gesto a portata di mano che ogni uomo può fare, un gesto vero, un gesto normale, un gesto quotidiano, acqua fresca, acqua buona e non stagnante, un bicchiere ma dato con cura, con affetto, con rispetto, con il sorriso, acqua pura, il riflesso di un Dio che guarda al cuore in un mondo dove l’uomo mira ad apparire.

Queste le istruzioni, a noi viverle. Ciao belli

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