Buongiorno sono il sole… 2 agosto 2020 – XVIII Domenica del Tempo ordinario – Rito romano -Anno A

Pubblicato: 1 agosto 2020 in Uncategorized

 

#LABUONANOTIZIA
2 AGOSTO 2020 – XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 
Per i francescani: DEDICAZIONE della BASILICA PAPALE di S. MARIA DEGLI ANGELI in PORZIUNCOLA – Festa del Perdono di Assisi
Liturgia: Es 16,2-4.12-15; Sal 77; Ef 4,17.20-24; Gv 6,24-35

L'immagine può contenere: una o più persone, testo e cibo

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,24-35)
In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: Rabbì, quando sei venuto qua?.
Gesù rispose loro: In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo. Gli dissero allora: Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?. Gesù rispose loro: Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato.
Allora gli dissero: Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo. Rispose loro Gesù: In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo.
Allora gli dissero: Signore, dacci sempre questo pane. Gesù rispose loro: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!.

Buongiorno sono il sole, il Vangelo di oggi per la scrittura di Matteo è uno dei più raccontati, tanto che, oltre i tre Sinottici anche Giovanni dà la sua versione. 
Siamo in un luogo deserto dove Gesù si ritira e dove
celebra la sua Eucarestia, Eucarestia come ringraziamento, una
Messa a cielo aperto, come ultimamente si fa anche da noi.
Una Messa che è sovrabbondanza e moltiplicazione di pane,  Gesù lo fa dopo aver pregato stando in disparte, dopo aver saputo che suo cugino Giovanni Battista era morto.
Lo fa dopo un po’ di solitudine, a tu per tu con il Padre per essere ancora una volta vita data come pane in segno di compassione: come la testa di Giovanni Battista è offerta su un vassoio così la vita di Gesù è offerta come
nuova manna per i deserti del nostro cuore, colmare i nostri vuoti e la nostra fame di senso, per riempire di speranza i nostri giorni, per essere compassione estrema imparando da lui cosa significhi generosità.
La bellezza passa proprio da qui, non per la strada della mormorazione, ma per la strada dei modi e dei gesti di Gesù, che ci chiede di lasciarci conquistare dalla sua passione e dal suo amore che nutre, consola, abbraccia e sorride!
Gesù si ritira ma la gente ha bisogno, la gente soffre, la gente vuole incontrare il suo sguardo e poggiare il proprio cuore sul suo per stare meglio. La gente sa che Lui è il Dio della compassione e tutto questo richiama la sua attenzione.
Il deserto di Gesù diventa il luogo in cui chiede a noi, come ha fatto con i suoi apostoli, di lasciarci coinvolgere, vivere la compassione, fare di noi stessi un dono per gli altri, dare noi stessi da mangiare, non fare i camerieri alla mensa della Caritas con il cuore da un’altra parte ma lasciarci spezzare dai bisogni degli altri.
Gesù, non vuole allontanare da sé nessuno, è come una mamma che nutre e dona vita.
Il Vangelo ci parla di una moltiplicazione ma, nella matematica di Gesù, sfamare tutti passa dalla divisione, dalla condivisione di poco pane e poco pesce a una folla che nel buio decide di stare con Lui.
Poco pane e poco pesce che qualcuno sceglie di dare invece che trattenere per sé gelosamente, poco pane e poco pesce che bastano per tutti perché ConDivisi, come appunto la matematica del cielo insegna: quello che dividi con gli altri si moltiplica, se il mio diventa nostro, anziché diminuire si moltiplica.
La Buona Notizia è il miracolo di questo poco pane e poco pesce che diventa molto se noi usiamo mani e cuore per donare.
«Raccolsero gli avanzi in dodici ceste». 
Tutti mangiano e ne rimane per tutti e per sempre perché il poco che hai e il poco che sei per Dio ha un valore immenso, niente va perduto, neppure una briciola. Niente è troppo piccolo di ciò che fai se lo fai con tutto il cuore.
Dio ama dare la vita, verrà a dare pane a chi ha fame, accendere fame di cose grandi in chi pensa di essere sazio e a noi chiederà di dare noi stessi da mangiare. Ciao belli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...