Archivio per 9 gennaio 2021

#LABUONANOTIZIA
10 gennaio 2021 – Battesimo del Signore – Anno B

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Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,7-11

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Buongiorno sono il sole, Giovanni Battista iniziava a mancarci un po’ se l’evangelista incaricato di raccontarci questo ANNO B ce lo ripropone.
Giovanni proclama: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Gesù puntuale arriva al Giordano per farsi battezzare da suo cugino, il cui compito era quello di preparare la strada all’atteso, di chiedere al mondo di raddrizzare i sentieri, di rendere dritto ciò che è storto, di urlare a tutti di convertire mente e cuore perché Gesù possa arrivare da desiderato.
L’aveva fatto talmente bene che il popolo l’aveva capito e si era impegnato ad accogliere il nuovo nato con un certo senso di stupore e di mistero, così come hanno fatto i pastori.
Ora Giovanni lascia la scena all’unico degno di coprirla, si mette da parte per lasciare avanzare il Maestro, lo battezza nel nome di Dio, nel nome del Padre che fa sentire la sua voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Gesù che si mette in fila con i peccatori e si fa battezzare, non è il Dio da immaginetta che cerchiamo, tutto bello, biondo e luminoso, che sprizza luci colorate dappertutto, è un Dio senza veste, pronto a farsi fare, si consegna all’uomo.
È un Dio che ci parla di tenerezza e di abbracci, di carezze e di tanta consolazione dopo la desolazione, di orecchi attenti e porte aperte.
È un Dio che nasce nudo, debole e fragile, che viene scaldato dal calore dell’affetto di una mamma e di un papà e dal fiato di due poveri animali, un Dio che ha gli occhi pieni di stupore dei pastori piantati addosso.
È un Dio che, quando entra nell’acqua, si mette in ginocchio pregando e viene battezzato, da quel momento cambia tutto, il cielo si apre come si apre un sipario, in quello squarcio di luce che parla di bellezza, Dio dichiara chi è veramente quell’uomo in ginocchio nell’acqua.
«Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Gesù ha un Nome nuovo nel quale possiamo rifletterci ogni volta che pensiamo che anche per noi c’è stato un nome nuovo il giorno del battesimo: Francesca, Tu sei mia figlia, l’amata.
Metteteci il vostro e sorridete, lui si è messo in fila per starci accanto, con lui siamo una schiera di amati che vivono una vita nuova.
La vita cambia se, come Giovanni, lo lasci fare.
La vita cambia ed è vita nuova, figli nel Figlio, pezzetti di Dio nel mondo.
La vita cambia ed è vita nuova, amati prima ancora che si formi in noi il pensiero di esserlo.
La vita cambia ed è vita nuova, vita di chi si sente dire: Tu sei Figlia Amata, sei il mio compiacimento, mi garbi un monte, quando ti vedo sono felice.
Ciao belli