Buongiorno sono il sole… 29 marzo 2021 – V domenica di Quaresima – Rito romano – Anno B 15 marzo 2021

Pubblicato: 27 marzo 2021 in Uncategorized

#LABUONANOTIZIA
29 marzo 2021 – V domenica di Quaresima – Rito romano – Anno B
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è palme-1.jpg

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco
Mc 14,1 – 15,47

Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.


Buongiorno sono il sole, anche quest’anno il Covid ci impone di non fare la commemorazione di Gesù che entra a Gerusalemme a bordo di un asino, non leggeremo il Vangelo di Gesù che entra nella settimana santa a bordo di un puledro, non lo faremo per la nostra sicurezza che impedisce di fare processioni con le palme in mano cantando Osanna al Figlio di David ma nessuno ci impedirà di ricordare, di riportare al cuore quello che Dio ha fatto quando aveva previsto tutto mandando anche due discepoli prescelti a mettere a punto ogni cosa, già prevista dal cielo.

Gesù, come prima cosa manda loro con un ordine preciso. Loro vanno e trovano ciò che Gesù aveva indicato.
Una prima indicazione importante: fidarsi, ascoltare, andare e trovare.
Attira la mia attenzione l’uomo con una brocca d’acqua che mi richiama la donna samaritana e la firma del servizio…
i discepoli lo seguono fidandosi fino all’incontro con il padrone di casa che mostra la sala, la grande sala, al piano superiore, arredata e pronta, come una sposa pronta per il suo sposo.

Tutto è pronto, i discepoli, la sala, l’uomo con la brocca, il padrone di casa e Gesù, tutto è pronto, lui è pronto per consegnare la vita, la sua vita per la nostra vita. La festa di congedo di Gesù che lascia un gesto che rimane per sempre.

La seconda indicazione è il protagonista che non è Gesù, non sono i discepoli, non è il popolo ma è un puledro, in altri brani, un asino. Il Signore ne ha bisogno. Già nel libro del profeta Zaccaria si parlava di un asino: “verrà il re e verrà cavalcando un asino”. Gesù è un re che non va a cavallo ma viene cavalcando un asino, Gesù è un re che non avendo un cavallo è senza potere, meglio, non lo cerca, lui viene su un puledro, così come avevano fatto il suo babbo e la sua mamma da Nazareth a Betlemme e da Betlemme a Gerusalemme, per dirci il sapore del suo potere, un asino, sempre un asino, lo stesso che aveva soffiato calore nella mangiatoia quando venne al mondo. L’asino, un animale povero, il mulo che porta pesi, indispensabile per certi lavori ma resta umile. Gesù ha bisogno di questo animale, lo slega e insegna il servizio, il riflesso del Regno di Dio e con questo animale da soma entra e ci fa entrare nel Regno.

La terza indicazione che trovo sono le domande della gente: « E se qualcuno vi dirà: “Perché fate questo?” rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”» .
È il nostro modo di entrare nella Settimana Santa: riuscire a capire, nel momento in cui decido di servire il Signore, il motivo per cui faccio questo. Che guadagno ho a servire? Se il mondo si salva anche senza di me, perché lo faccio?
La risposta è una: il Signore ne ha bisogno. Noi che pensiamo che il Signore non abbia bisogno di nulla, lui stesso dice che ne ha bisogno, ha bisogno di amore e di servizio e attraverso il puledro mostra il bisogno di Dio.

Gesù usa il puledro e poi lo restituisce, ce lo restituisce perché ogni giorno possiamo slegarlo di nuovo e comprendere il senso della nostra missione: andare, trovare, slegare, portare a Gesù. Lui ci insegna a slegare le nostre paure, il nostro peccato, le nostre ansie, la nostra angoscia mettendoci nel cuore la capacità di servire.

Quarta e ultima indicazione che trovo: lo sguardo di Gesù verso il puledro. Si guardano e si riconoscono. Gesù si riconosce nella libertà dell’uomo che nel quotidiano decide di cedere e di seguirlo, nel servizio e nell’amore. È su quest’asinello che gettano i mantelli, il simbolo delle sicurezze, il Signore si siede su quello che sono le nostre certezze, le nostre ricchezze, i nostri punti fermi, le nostre stampelle, ci si siede sopra e ne fa il trono, trasforma la nostra sicurezza in amore, la nostra ricchezza in dono, i nostri punti fermi in servizio, le nostre stampelle in libertà.

Lì il Signore è Signore. Dobbiamo abbandonare i nostri mantelli per accettare questa proposta, per aderire a un patto di umiltà e amore.

Quattro indicazioni per iniziare e accompagnare questa ultima settimana di vita di Gesù.
Ricordiamocelo quando siamo giù di morale e ci prende la pigrizia: perché amare? perché servire? il Signore ne ha bisogno.

Oggi è questo giorno in cui fare della vita un preparare la Pasqua, incontrare l’uomo con la brocca in mano, fidarsi e andare nella sala, arredata e già pronta.

Buona domenica delle palme! 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...