Archivio per 2 luglio 2021

#LABUONANOTIZIA
4 LUGLIO 2021 – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

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Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,1-6
 
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.


Buongiorno sono il sole, in questa XIV domenica ci lasciamo prendere dallo stupore!

 Dobbiamo imparare la meraviglia, avere sul viso uno sguardo meravigliato; non dovremmo mai aver paura di meravigliarci di un Dio che sceglie la debolezza, non dovremmo mai temere di lasciarcene segnare perché è meglio la debolezza di un Dio che sceglie la nostra storia per incarnarsi, che la durezza dei nostri volti o i commenti sprezzanti di chi non crede che a sé stesso e neppure che, chi ci cammina accanto, abbia qualcosa di bello da dire o da fare, più bello di quello che potremmo dire o fare noi.

Gesù oggi torna al suo paesello e invece di trovare chi lo accoglie a braccia aperte dicendogli: ciao Gesù come stai? che hai fatto di bello in questi mesi? sei stanco? raccontaci un po’, quanta gente hai incontrato? come ti sei sentito incontrando volti stanchi e lacrime? quante persone hai guarito? in quante persone hai fatto riscoprire la fede che non credevano di avere? E, quando sul monte hai raccontato quelle belle beatitudini, ti ascoltavano? erano felici di quello che facevi? hanno capito che tutto quello che fai viene dal Padre? quel Padre che sa solo amare e conosce ogni nostro pensiero, che sa ciò di cui abbiamo bisogno ogni giorno? e tutti quegli indemoniati, i tanti malati? quante cose belle hai fatto e fai nel cuore dell’uomo, Gesù…. trova altro, si trova ad essere motivo di scandalo.

 I suoi, quelli della sinagoga di casa sua, invece di dirgli queste cose, sapendo che lui è cresciuto nella bottega del falegname, che i suoi vestiti puzzano ancora di resina e che le cose prodigiose di Dio non possono venire da questa gente un po’ rozza e dozzinale come il figlio di Giuseppe, non chiedono nulla al loro amico Gesù anzi, era per loro motivo di scandalo.

E noi? Ci scandalizziamo del loro motivo di scandalo oppure ci stupiamo benevolmente di questo Dio che si rivela nella nostra quotidianità? Ci scandalizza un Dio che si fa riconoscere per come si mette in ginocchio a lavare i piedi con un grembiule e la brocca in mano oppure siamo pronti a ritrovarne la bellezza e ci mettiamo ginocchioni anche noi?

Gesù non si scandalizza e non snocciola neppure i suoi successi, tronfio del fatto di essere il Figlio di Dio, non ne ha bisogno, Lui si ricorda degli occhi di chi ha incontrato, dello stupore sul volto di chi ha guarito, del battito del cuore dell’emorroissa, delle lacrime di Giairo, della commozione del cuore di chi ha redento ma, come inizia il Vangelo, così finisce: lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Su pochi che ancora ci credono però impone le mani e guarisce. Lui continua, anche per uno solo, perché l’amore è così, non si stanca, lascia liberi e si stupisce.