Archivio per 18 settembre 2021

#LABUONANOTIZIA
19 SETTEMBRE 2021 – XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 9,30-37

 
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato»

Buongiorno sono il sole, ci eravamo lasciati domenica scorsa con un Pietro troppo lontano dalla logica del regno, lontano da quello che Gesù porta nel cuore e oggi Gesù ci riprova con gli altri, ci riprova con noi che tentiamo un ascolto incerto e mentre lui parla di quello che gli dovrà accadere discutiamo su chi fa il premier, su chi deve comandare, sulle competenze e i primi posti. Ieri aveva ribadito il concetto dell’ascolto e oggi già si inciampa meschini.

Ci eravamo lasciati domenica scorsa con un Pietro troppo bravo nelle risposte immediate, quelle belle che sanno del giusto del vangelo, con una professione di fede grandiosa che, ancora oggi, anche noi fieri proclamiamo alla messa, ma era una questione di petto più che ‘de core’ dove Pietro non era stato capace di ascoltare e, nella sua foga di essere il primo della classe, aveva ricordato al Maestro che non doveva né soffrire né morire lasciando perdere tutte quelle parole che sanno di resurrezione.

Ci eravamo lasciati domenica scorsa con Gesù in un misto tra l’irritato e il basito che chiedeva, a chi volesse seguirlo, di resettare la vita reimpostandola a misura di Figlio di Dio, prendendo su di sé quel pezzo di croce che è la volontà quotidiana, né più né meno, e seguirlo.

Oggi Gesù quei bischerelli dei 12 apostoli se li porta in giro con sé ribadendo il concetto della consegna, della morte e della resurrezione, ripete le stesse identiche parole di domenica scorsa, sicuro che dopo una settimana di insegnamenti, guarigioni, carezze, abbracci, sguardi buoni, capiscano la sua missione e, invece, no! hanno paura di sbagliare, proprio come quei bambini che sono terrorizzati dalla maestra cattiva e hanno così paura di far brutta figura che stanno zitti.

Gesù oltre ad essere deluso li sente pure bisbigliare borbottando e con tenerezza domanda: ragazzi miei di cosa discutevate per strada?

Silenzio.

Lui che sa cosa c’è dentro il cuore di ogni uomo, sa che loro puntano a incarichi importanti e rovescia la loro logica a partire da un bambino, chiede di capovolgere mente e cuore e fare come lui: vuoi essere il primo? va in fondo alla fila e vedi il primo da un’altra prospettiva, guarda tutti quelli che hai davanti e vedi i loro bisogni, togliti la veste bella, spogliati delle tue certezze, mettiti un bel grembiule e inizia a servire i tuoi fratelli, abbracciali con la stessa tenerezza con cui io abbraccio questo bambino, fai come me, trova il bambino che c’è in te e ritorna ad essere umile, piccolo come piace a me, svuotati di te stesso e vieni con me.

Vuoi essere il primo?

Vuoi essere il più grande?

vuoi essere il premier?

Seguimi.

#LABUONANOTIZIA
19 SETTEMBRE 2021 – III DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE – RITO AMBROSIANO
Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è amb2.jpg

VANGELO Gv 3, 1-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò dal Signore Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo».


Buongiorno sono il sole in questo tempo ambrosiano ci viene a trovare il famoso Nicodemo, noto fariseo, capo dei giudei, ​facente parte della schiera degli ipocriti, quelli che gli garba​ apparire giusti davanti a Dio e davanti agli uomini​ senza amare​ né Dio né gli uomini. ​
Nicodemo è uno di quegli uomini zelanti​, ​ pi​i e devot​i, che conoscono bene la religione, la praticano da puntigliosi, senza permettersi il lusso di tradirla in qualche didascalia inopportuna. Loro non sbagliano mai.
In sostanza, il fariseo, ​pensa di essere il migliore in fatto religiosità popolare, va in giro stirato e inamidato, sente di poter e dover fare il massimo che l’uomo possa fare per Dio senza capire che forse Dio quel massimo non lo chiede affatto se si tratta di sacrificare la vita dicendo con tanta semplicità: « Io ​non voglio il sacrificio, io voglio che tu viva». ​
Nicodemo oggi arriva e ci dice questo capendolo lui in prima persona: se Dio ci avesse dato la vita per prendersela poteva tenersela, perchè Dio ci dà la vita per la gioia, per godere il suo amore, per fare belle esperienze e vivere grandi avventure. Dio ci ha dato la vita per amarci gli uni gli altri, per lasciarci amare e scoprire che siamo meglio di come pensiamo di essere.
Nicodemo è lì che ci aspetta per insegnarci quello che lui ci ha guadagnato da quell’incontro notturno. Va da Gesù di notte non per paura ​perché sarà lui poi che lo difenderà e con Giuseppe di Arimatea si prenderà il corpo per metterlo nel sepolcro, va da Gesù di notte ​​proprio perché è un uomo della Legge che non è ancora venuto alla luce, come un bambino nella pancia della mamma, non è ancora venuto al giorno, non è ancora nato. ​
Nicodemo va da Gesù di notte e gli dice​: ​«Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui»​. ​
Ha capito tutto perché in due balletti afferma una verità immensa: «Dio ti ha mandato, tu sei la promessa»​. ​Ma allora? c’è bisogno di andare di notte? Nicodemo ​è intelligente e sveglio e sa che sarebbe dovuto venire il Messia ma, secondo la mentalità vigente, Il Messia veniva per sterminare i malvagi e premiare i buoni e qualche dubbio Nicodemo in cuore ce l’ha ancora. Non sarà così?
Gesù accarezza i suoi dubbi lo spiazza ​un’altra volta: «​Nicodemo mio, non è per la tua Legge che entrerai nel Regno, perché nel Regno c’è un Padre ed entra solo chi si fa figlio e non osservando rigorosamente tutti i precetti, eliminando i cattivi dalla faccia della terra ma vivendo nella semplicità dei figli di Dio, vivendo il tuo battesimo che ti fa rinascere a una vita bella, buona e beata»​.
Nicodemo cosa farà? lo lascio dire Jan Twadowski e ve lo regalo come impegno.

Non sono venuto a convertirla, Signore,
del resto tutte le prediche sagge mi sono uscite di mente.
Da tempo ormai sono spoglio di splendore
come un eroe al rallentatore.
Non le farò venire il latte alle ginocchia
chiedendo cosa ne pensa di Merton
e discutendo non la rimbeccherò come un tacchino con la goccia rossa al naso.
Non mi farò bello come un germano reale ad ottobre,
non le verserò all’orecchio la teologia col cucchiaino.
Mi siederò soltanto accanto a lei
e le confiderò il mio segreto:
che io, un sacerdote credo a Dio come un bambino!

Nicodemo cambierà, si fa figlio e dalla notte della legge entra nella luce dei figli di Dio, possa il Signore trovare anche il nostro cuore accogliente e con la folle voglia di cambiare.