Buongiorno sono il sole… 26 settembre 2021 – IV Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore – Rito ambrosiano 

Pubblicato: 25 settembre 2021 in Uncategorized

#LABUONANOTIZIA
26 settembre 2021 – IV Domenica dopo il Martirio di san Giovanni il Precursore – Rito ambrosiano 
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VANGELO Gv 6, 41-51
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. I Giudei si misero a mormorare contro il Signore Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo»


Buongiorno sono il sole, rito ambrosiano e un vangelo che sa di pane. Un Dio buono come il pane che ci nutre solo perchè ha bisogno di farlo, solo perchè vuol farci camminare e ci chiede di farci pane a nostra volta diventando sempre più belli, buoni e misericordiosi.

Un bambino nel grembo della sua mamma vive se attaccato al cordone ombelicale, quando la madre lo mette al mondo, quando lo dà alla luce si attacca al seno, man mano cresce e impara a masticare nutrendosi di cibo ed è questo che Gesù fa con noi: ci mantiene in vita noi facendosi Lui stesso Pane e Parola che si offre ogni giorno perchè che noi mangiamo e mastichiamo per vivere.

«E il pane che io darò…». 

È un dirsi e darsi all’infinito che ci riporta in quel Cenacolo con gli apostoli nell’ultima cena, dove ha preso il pane dicendo: «Questo è il mio corpo dato per voi».

Il suo Amore non è solo per quel voi della consacrazione che piace tanto, è per tutto il mondo, per la vita del mondo. È buon pane, pane buono e ce lo darà perché noi possiamo vivere in eterno.

È fare come Maria che mette al mondo Figlio dicendo: Ecco il suo corpo dato per la vita del mondo!  Lo stesso gesto che fa il sacerdote alzando l’Ostia consacrata per invitarci a lasciarci trasformare da quel Pane che ci dà per vivere di Lui: credere significa avere la vita eterna, vivere la vita dell’Eterno e non qualcosa che ci capiterà alla fine se tutto va bene. Vita eterna che è già iniziata, che si accende quando diciamo di credere. Che si accende quando scegliamo di seguire Gesù.

Vita eterna che si accende, soprattutto, quando abbiamo paura e Lui resta l’unica mano sicura alla quale aggrapparci, quando andiamo a fare la Comunione consapevoli che quello è quel Pane vivo che Lui ci darà per la vita del mondo, per me, per te e per tutti quelli che Lui ama, consapevoli che quel Pane è la reale presenza di Cristo offerta a tutti per tutti. Ciao belli

 

 

 

 

 

 

 



 

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