“Che Gesù e Maria siano sempre al centro della vostra vita”

Pubblicato: 23 marzo 2015 in Uncategorized

ANNO DELLA VITA CONSACRATA (30 novembre 2014-2 febbraio 2016)


Incontro del papa con il Clero, i Diaconi permanenti e i religiosi di Napoli

Papa suore Napoli

“Che Gesù e Maria siano sempre al centro della vostra vita”

Ecco alcuni pensieri di Papa Francesco della sua allocuzione a braccio.

Il Santo Padre apre le sue riflessioni dicendo: chi consacra la vita a Gesù deve stare sempre sulle sue orme, cioè, deve andare sempre dietro a Gesù.

Una prima considerazione:

occorre camminare sulle strade di Gesù e per fare questo il centro della vita deve essere Gesù. Qualsiasi altro centro non conta, non ha importanza. Se non avete Gesù al centro, dice il Papa rivolgendosi ai candidati al sacerdozio, rinviate l’ordinazione. Poi occorre amare la Madre di Gesù. Si deve cercare e pregare la Madonna che ci mostra in ogni istante il Figlio. E’ La Madonna che ha fatto “scendere” Gesù tra noi.

Ora, in secondo luogo,

vi parlo dello spirito di povertà, cosa molto importante. Quando nella Chiesa entra l’affarismo tutto diventa brutto.

Per chi si consacra al Signore, il voto di povertà, non dico di miseria, deve essere sempre al centro. Non dobbiamo dimenticare tutto ciò anche perché essere attaccati al denaro ci toglie libertà. Chi pensa solo ai soldi spesso fa differenze tra le persone che incontra, divide e separa

Una terza considerazione è

la misericordia, quella corporale e quelle spirituali. Non dobbiamo dimenticare mai di fare sempre opere di misericordia.

In quarto luogo devo parlare anche sulla

mondanità. Occorre fare come Gesù: pregare non per essere tolto dal mondo ma per essere difeso dallo spirito mondano.

Rispettando questi principi ognuno dà testimonianza di Gesù e così attira gli altri sulle strade del Signore.

Infine il Papa risponde alle domande di due interventi precedenti:

In primo luogo parla della fraternità e torna su ciò che ha chiamato il “terrorismo delle chiacchiere”. Le chiacchiere distruggono la fraternità e dunque la comunità. Le divergenze si dicono faccia a faccia. Non si devono usare altre vie.

Devo anche parlarvi della gioia. Dobbiamo essere felici di avere scelto una vita piena e sapere che il Signore è fedele, mi ama, anche se sono un peccatore. La consapevolezza di quest’amore fedele ci renderà sempre felici.

Vorrei finire con tre cose: Primo. L’adorazione.

Chiedo, ringrazio, ma soprattutto adoro il Signore.

Secondo. Amore alla Chiesa. Non si può amare Gesù senza amare la sua Chiesa.

Terzo. Lo zelo apostolico, la missionarietà. Amare la Chiesa ci spinge ad andare verso gli altri. La Chiesa esiste per portare Gesù agli altri.

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